Cosa succede nel cervello quando si fuma una sigaretta?

4000 è il numero di sostanze chimiche e tossiche contenute in una sigaretta e nel suo fumo. Meno di 20 secondi: questo è il tempo che la nicotina impiega per raggiungere il cervello.

Ecco perché un fumatore che accende una sigaretta avverte gli effetti del tabacco quasi istantaneamente, fin dalla prima boccata.

Il dottor Ivan Berlin, interpellato da Doctissimo, ha rivelato: “Le particelle di nicotina sono finissime: meno di 2 micron. Più una particella è piccola, più scenderà nelle profondità dei polmoni e raggiungerà rapidamente la circolazione arteriosa dove verrà trasportata direttamente al cervello”.

Veloce, quindi, e molto coinvolgente. “L’altra particolarità della nicotina – ha aggiunto lo specialista è che viene trasformata ed eliminata dal sangue dal fegato in meno di 2 ore. Trattandosi di una sostanza estremamente assuefante, la sensazione della mancanza si crea rapidamente nel cervello”. La dipendenza dalla molecola è tale che si può diventare dipendenti fin dalle prime settimane di consumo.

La nicotina ha effetti a breve e lungo termine. Innanzitutto, a breve termine, le sostanze presenti o prodotte dalla combustione del tabacco provocano eccitazione nel cervello e perdita di appetito. Questo è uno dei motivi per cui è abbastanza comune aumentare di peso quando si smette (oltre alla necessità di sopperire alla mancanza).

A lungo termine, gli effetti non sono inferiori. La dipendenza che induce molto rapidamente è una ma non l’unica. Nel tempo, le arterie del cervello si danneggiano e si bloccano. Questo può, quindi ,tradursi in un aumento del rischio di ictus.

Un recente studio pubblicato sulla rivista Neuron ha anche fatto luce su un nuovo effetto, finora non riconosciuto: “La nicotina induce anche ansia attraverso un circuito ancora sconosciuto. Abbiamo scoperto che l’iniezione di nicotina provoca risposte funzionali opposte di due distinte popolazioni di neuroni VTA DA con proiezioni anatomicamente separate: attiva i neuroni che proiettano al nucleo accumbens (NAc), mentre inibisce i neuroni che proiettano ai nuclei dell’amigdala (Amg)”, hanno spiegato i ricercatori.