Cosa c’è scritto nel bugiardino del vaccino Vaxzevria (AstraZeneca)?

Adesso il vaccino Astrazeneca si chiama Vaxzevria. L'EMA ha divulgato il nuovo bugiardino con gli effetti indesiderati.

  • Dal 25 marzo Astrazeneca cambia il nome al vaccino in Vaxzevria.
  • L’EMA ha reso pubblico il nuovo bugiardino accessibile a tutti, in questo articolo troverete il link consultabile.
  • Tra i rischi sono stati introdotti la trombocitopenia e disturbi della coagulazione in seguito ai recenti eventi di trombosi che hanno fatto discutere nelle ultime settimane.

Adesso il vaccino Astrazeneca si chiama Vaxzevria. L’EMA ha divulgato il nuovo bugiardino con gli effetti indesiderati.

Novità sul bugiardino del vaccino Vaxzevria

Far dimenticare il marchio è forse stata la mossa che ha portato l’azienda anglo-svedese AstraZeneca a cambiare il nome del vaccino in Vaxzevria il 25 marzo.

Ricorderete tutti i casi di trombosi che hanno portato alla morte diverse persone che si erano sottoposte a questo vaccino e gli ‘stop’ europei delle scorse settimane.

L’EMA adesso ha divulgato tramite PDF accessibile a tutti il nuovo riassunto delle caratteristiche del prodotto includendo tra i rischi quello di trombocitopenia e disturbi della coagulazione. Leggete con attenzione:

    • Vaxzevria – lo ripetiamo – è il nome ufficiale: «Dare un nome a un farmaco nuovo è una consuetudine. Ed è un processo che avviene in maniera separata dall’approvazione normativa e regolatoria del farmaco stesso», dall’AGI le fonti di Astrazeneca.
    • Si tratta di una sospensione iniettabile contenente organismi geneticamente modificati (OMG).
    • L’eccipiente con effetti noti: ogni dose (0,5 mL) contiene circa 2 mg di etanolo.
    • Un vaccino per l’immunizzazione attiva nella prevenzione del Covid-19 che può essere somministrato in soggetti di età pari o superiore ai 18 anni.
    • Il ciclo di vaccinazione con Vaxzevria consiste in due dosi separate da 0,5 mL ciascuna. La seconda dose deve essere somministrata da 4 a 12 settimane (da 28 a 84 giorni) dopo la prima dose.
    • La protezione inizia da circa 3 settimane dopo la prima dose di Vaxzevria. I soggetti potrebbero non
      essere completamente protetti fino a 15 giorni dopo la somministrazione della seconda dose. Come con tutti i vaccini, la vaccinazione con Vaxzevria potrebbe non proteggere tutti i soggetti vaccinati.

  • Una controindicazione primaria è l’ipersensibilità al principio attivo o a uno qualsiasi degli eccipienti.
  • Trombocitopenia e disturbi della coagulazione: è stata osservata molto raramente una combinazione di trombosi e trombocitopenia, in alcuni casi accompagnata da sanguinamento, in seguito alla vaccinazione con Vaxzevria. Ciò include casi severi
    che si presentano come trombosi venosa, inclusi siti insoliti come trombosi del seno venoso cerebrale, trombosi della vena mesenterica e trombosi arteriosa, concomitante con trombocitopenia. La maggior parte di questi casi si è verificata entro i primi sette-quattordici giorni successivi alla vaccinazione e si è verificata in donne di età inferiore a 55 anni. Tuttavia ciò potrebbe riflettere l’aumento dell’uso del vaccino in questa popolazione. Alcuni casi hanno avuto esito fatale.
  • La vaccinazione con Vaxzevria potrebbe diminuire di efficacia nei soggetti nei soggetti immunocompromessi.
  • La durata della protezione offerta dal vaccino non è nota in quanto è ancora in fase di determinazione dagli studi clinici in corso.
  • L’uso di questo vaccino in donne in gravidanza è limitata.
  • Gli studi sugli animali non indicano effetti dannosi sulla fertilità.
  • Le reazioni avverse segnalate più frequentemente sono state dolorabilità in sede di iniezione (63,7%), dolore in sede di iniezione (54,2%), cefalea (52,6%), stanchezza (53,1%), mialgia (44,0%), malessere (44,2%), piressia (include lo stato febbricitante (33,6%) e febbre >38°C (7,9%)), brividi (31,9%), artralgia (26,4%) e nausea (21,9%). La maggior parte delle reazioni avverse è stata di severità da lieve a moderata e di solito si è risolta entro alcuni giorni dalla vaccinazione. Se confrontate con la prima dose, le reazioni avverse riferite dopo la seconda dose sono state più lievi e segnalate meno frequentemente.