Coronavirus, i risultati del vaccino di Oxford sempre più incoraggianti

Non è però certa la disponibilità per la fine dell'anno.

Foto da Pixabay

Da quando l’emergenza sanitaria è iniziata, gli occhi di tutto il mondo sono puntati sui laboratori dove si sta sperimentando un vaccino contro il Coronavirus. Negli ultimi due giorni, ad accedere le speranze in merito ci hanno pensato i risultati raggiunti presso l’Università di Oxford.

Allo stato attuale delle cose, è possibile anche se non certo che il vaccino sviluppato presso l’ateneo britannico in una sperimentazione della quale sono stati recentemente divulgati i primi risultati, possa essere disponibile per Natale.

Gli esiti appena ricordati hanno portato alla luce un aspetto indubbiamente positivo: oltre il 90% dei volontari coinvolti ha sviluppato un’immunità di durata superiore al mese. Come si può leggere sulle pagine della prestigiosa rivista scientifica The Lancet, la risposta immunitaria sopra citata è rimasta forte per circa 56 giorni.

A sottolineare l’impossibilità di parlare con certezza di una disponibilità del vaccino per la fine dell’anno ci ha pensato la Dottoressa Sarah Gilbert, tra le principali artefici della sperimentazione. L’esperta, intervenendo ai microfoni della BBC, ha specificato che, per poter parlare di efficacia, devono sussistere tre condizioni.

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Covid-19: le condizioni necessarie perché il vaccino sia distribuito

La Dottoressa Sarah Gilbert dell’Università di Oxford ha sottolineato che, perché il vaccino sia distribuito, è necessario che dia buoni risultati anche in altri test, che sia prodotto in grandi quantità e che le agenzie regolatorie lo approvino in caso di emergenza.

Da non dimenticare è che, secondo i ricercatori di Oxford, se il vaccino dovesse essere somministrato su larga scala si avrebbe a che fare con l’inoculazione di due dosi ravvicinate, situazione che, a detta degli esperti, sembrerebbe rafforzare la risposta dell’organismo.

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