Coronavirus, i consigli degli esperti inglesi per le donne in gravidanza

Gli esperti del NHS inglese hanno consigliato alle donne in gravidanza di proteggersi dal Coronavirus evitando i contatti sociali per tre mesi.

Tra le domande più frequenti in questo periodo all’insegna dell’emergenza Coronavirus è presente l’interrogativo relativo alla gestione della gravidanza in un momento delicatissimo per la salute pubblica mondiale.

Interessante a tal proposito è il punto di vista degli esperti del National Health Service britannico, che hanno raccomandato alle donne in dolce attesa di isolarsi per tre mesi evitando i contatti sociali.

Le gestanti, infatti, vengono equiparate ai soggetti over 70 per quanto riguarda il rischio di contrarre il Coronavirus. Gli esperti del NHS hanno fatto presente che si tratta di una misura precauzionale messa in primo piano in quanto, ora come ora, non si sa che impatto possa avere il nuovo Coronavirus sulla salute delle donne in gravidanza.

Attualmente non esistono prove cliniche che parlano di una possibile trasmissione del virus attraverso il latte materno o nell’utero.

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Il cambio di passo di Johnson

Degno di nota in questi giorni è il cambio di passo di Boris Johnson che, dopo aver messo in primo piano l’approccio di rincorsa all’immunità di gregge, nel corso di un discorso alla nazione ha parlato dell’importanza, per i soggetti fisicamente vulnerabili, di rimanere in casa per 12 settimane. 

In questo novero, come sopra specificato, sono presenti anche le donne in dolce attesa. A confermare queste misure ci ha pensato il Dottor Chris Whitty, consulente del governo inglese in materia salute.

L’esperto ha fatto presente che la fetta di popolazione che il Governo inglese ha intenzione di proteggere con più dedizione è quella di età avanzata, ossia i soggetti over 70. Si tratta di persone che, come ricordato sempre da Whitty, normalmente ricevono la raccomandazione di sottoporsi al vaccino antinfluenzale.

Whitty ha sottolineato che, come poco fa accennato, le donne in gravidanza vengono incluse tra le persone a cui le istituzioni prestano maggiore attenzione in quanto, dal momento che si sta solo iniziando a conoscere gli effetti e le caratteristiche del virus, non si è ancora consapevoli del suo impatto sulla salute della donna durante i 9 mesi di attesa e su quella del bambino.

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