Coronavirus: cosa sono i test di screening di massa? Come funzionano?

In questi giorni si parla tantissimo dello screening di massa per il Coronavirus. Scopriamo cosa ne pensano gli esperti.

Quando si parla di Coronavirus, sono diversi gli aspetti tecnici da considerare. Tra questi, rientrano senza dubbio i testi di screening. Cosa bisogna sapere in merito? Scopriamolo nelle prossime righe.

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Coronavirus: test virologici o sierologici

Parlare dei test per diagnosticare il Coronavirus significa chiamare in causa due procedure. Ecco quali:

  • Tampone con successivo esame del campione rinofaringeo.
  • Analisi dell’espettorato.

In questi casi, tramite un test genetico si procede alla ricerca del SARS-CoV-2. Come abbiamo imparato in questi mesi, a queste procedure si affiancano i test sierologici, che prevedono invece l’analisi di un campione di sangue.

Veloci ed economici, consentono ai medici di riconoscere la presenza di antigeni e di anticorpi legati alla malattia del Covid-19. Un aspetto fondamentale da sottolineare, oltre alla differenza tra le due procedure, riguarda la loro complementarietà.

Parlando invece di screening di massa, la cui esecuzione è al centro dell’agenda mediatica in vista della fase successiva al contenimento del contagio, le indicazioni su chi dovrebbe essere sottoposto al test mettono in primo piano diverse categorie.

Tra queste rientrano senza dubbio i professionisti del mondo della medicina e della salute sintomatici, ma anche gli anziani che presentano sintomi da Covid-19, le persone ospedalizzate e i soggetti con comorbilità o con palesi manifestazioni di difficoltà respiratoria.

In partenza a breve sul territorio italiano – dove il caso di Vo’ Euganeo ha fatto scuola a livello mondiale – gli screening di massa, secondo diverse voci autorevoli, sono considerati una strada utile per contenere davvero la diffusione della pandemia.

Degno di nota a tal proposito è il punto di vista del Professor Devi Shridar, accademico presso l’Università di Edimburgo. Dello stesso parere è Andrea Crisanti, principale fautore dell’applicazione di questa procedura sugli abitanti del piccolo Comune di Vo’, tra i primi centri urbani in Italia a essere colpiti dal SARS-CoV-2.

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