Cancro all’esofago: cause, sintomi, diagnosi e trattamento

Il cancro all'esofago è una neoplasia che coinvolge il tubo muscolare che collega la bocca allo stomaco. Vediamo come si sviluppa e i consigli di prevenzione.

L’esofago è un tubo muscolare essenziale per la digestione. La sua principale funzione prevede infatti il trasporto del cibo dalla bocca alla stomaco. Nei casi in cui insorge il cancro, la parete dell’esofago è interessata da una crescita di cellule anomala.

Nelle prossime righe, vediamo assieme qualche informazione relativa a questa patologia neoplastica.

Tipologie di carcinoma all’esofago

Quando si parla di carcinoma all’esofago, è necessario ricordare che ne esistono due tipologia. Ecco quali:

  • Carcinoma esofageo squamoso, ossia il tipo più comune: questo tumore si sviluppa generalmente nella regione media o superiore dell’esofago.
  • Adenocarcinoma, che coinvolge le cellule ghiandolari del terzo inferiore dell’esofago.

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Cause

Si parla di cancro all’esofago nei casi in cui le cellule di questo tubo muscolare sono interessate da mutazioni del DNA. Queste mutazioni causano la crescita e la divisione cellulare a un ritmo anomalo e incontrollato. Questo provoca la formazione di un tumore che può diffondersi, a causa delle metastasi, ad altri organi del corpo.

Gli esperti ritengono che l‘irritazione cronica dell’esofago possa rappresentare una base molto rischiosa per quel che concerne i cambiamenti del DNA delle cellule. Tra i fattori che possono avere un’influenza da questo punto di vista è possibile citare:

  • Consumo frequente di bevande alcoliche o di superalcolici
  • Reflusso biliare
  • Dieta povera di frutta e verdura
  • Malattia da reflusso gastroesofageo (GERD)
  • Obesità
  • Tabagismo

Sintomi

Almeno nella sua fase iniziale, il cancro all’esofago è asintomatico. Man mano che la malattia progredisce, iniziano ad apparire alcuni sintomi. Ecco quali:

  • Difficoltà a deglutire o dolore mentre lo si fa
  • Dolori retrosternali
  • Dolori al petto
  • Sensazioni di ostruzione al passaggio del cibo
  • Nausea e vomito
  • Perdita di appetito

In molti casi, la disfagia, ossia la difficoltà a deglutire, rappresenta un segno del carcinoma all’esofago già in fase avanzata. Alla luce di quanto appena ricordato, è cruciale porre l’accento sull’importanza della diagnosi precoce (questo vale anche per altre neoplasie, come per esempio quella al seno).

Diagnosi

La diagnosi del cancro all’esofago coinvolge diversi specialisti. Nello specifico si parla dell’oncologo, del gastroenterologo e dell’endocrinologo. Lo strumento principale a cui si fa riferimento è l’endoscopio, che viene utilizzato per sottoporre il sospetto paziente oncologico a un’endoscopia digestiva.

Grazie a questo esame, è possibile esaminare l’area interna del tratto digestivo e notare eventuali alterazioni della parete dell’esofago. Sempre tramite questo esame, si può capire a che fase è il cancro. Ecco le opzioni possibili:

  • Fase 1: la neoplasia si concentra a livello degli strati superficiali del tessuto che riveste la parete dell’esofago.
  • Fase 2: in questo caso, il tumore è andato più in profondità.
  • Fase 3: il tumore ha invaso in profondità l’esofago e coinvolge anche i linfonodi.

Trattamento

Il trattamento del cancro all’esofago può prevedere il ricorso a chemioterapia, radioterapia o chirurgia. In alcuni casi, i medici possono combinare queste tre strade. Nella maggior parte delle situazioni, però, l’opzione preferita è quella chirurgica.

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