Billie Eilish soffre della sindrome di Tourette, cos’è?

La cantante Billie Eilish ha rivelato di soffrire della sindrome di Tourette. Di cosa si tratta? Scopriamolo in questi articolo.

Billie Eilish

La cantante Billie Eilish ha rivelato di soffrire della sindrome di Tourette. Di cosa si tratta? Scopriamolo in questi articolo.

Billie Eilish e la sindrome di Tourette

La cantante 20enne Billie Eilish soffre della sindrome di Tourette, come ha rivelato lei stessa in un’intervista del 2019.

È qualcosa con cui convivo da tutta la vita. Tutti quelli che mi conoscono, dai miei parenti ai miei amici, lo sanno“, ha affermato l’artista.

Questa malattia è caratterizza dalla presenza di tic poco controllabili , che la giovane cantante dice di gestire in questo modo: “Se sono di fronte a una telecamera per registrare un’intervista li faccio uscire durante le domande, che di solito vengono tagliate nel montaggio”.

C’è stata questa intervista in cui non mi avevano detto che non avrebbero tagliato le domande, quindi me ne sto lì seduta a rispondere […]. Esistono diverse compilation delle mie facce durante le interviste, ma in realtà sono solo tic”, conclude Eilish.

Cos’è la sindrome di Tourette?

La sindrome di Tourette è un disturbo del sistema nervoso che provoca la comparsa di tic ripetuti sia livello fisico (motorio) sia vocali. Essa si manifesta a partire dall’infanzia.

Questi tic possono essere semplici e, quindi riguardare un unico gesto o suono, oppure complessi,che si esprimono attraverso più movimenti e parole.

Non si conosce ancora la causa di questa malattia, anche se si pensa sia collegata ad un deficit dei gangli della base, un gruppo di nuclei presenti nel cervello responsabili dei controllo dei movimenti del corpo.

I disagi legati a questa sindrome si esprimono più che altro a livello sociale, in quanto la malattia si associa spesso all’isolamento, ad un autostima ridotta e a forti sentimenti di imbarazzo.

Al giorni d’oggi, non esiste una cura o un trattamento specifico per la sindrome di Tourette. Solitamente, si consiglia di sottoporre il bambino ad una terapia psicologica di tipo cognitivo-comportamentale.