Gli uomini dovrebbero urinare seduti? Cosa dice la scienza

Molti uomini urinano in piedi per abitudine, ma la scienza spiega perché dopo i 50 anni la posizione seduta può favorire prostata, vescica e salute urinaria.

Per milioni di uomini rappresenta un gesto automatico, quotidiano, quasi mai messo in discussione. Entrare in bagno e urinare in piedi viene considerato naturale, normale, persino istintivo. Eppure la medicina negli ultimi anni ha iniziato a osservare con maggiore attenzione una domanda apparentemente banale: la posizione scelta dagli uomini durante la minzione può influenzare davvero la salute urinaria?

La risposta, secondo diversi studi scientifici, merita attenzione soprattutto dopo una certa età.

Contrariamente a quanto molti credono, l’anatomia maschile non impone necessariamente di urinare in piedi. Questa postura è diventata dominante soprattutto per ragioni culturali e storiche. Con la diffusione degli orinatoi pubblici maschili nel XIX secolo, fare pipì in piedi si è progressivamente trasformato in una consuetudine sociale, associata a praticità, rapidità e differenziazione rispetto ai servizi igienici femminili.

Nel tempo questa abitudine è stata interiorizzata da generazioni di uomini, al punto che in alcuni casi urinare seduti viene ancora percepito, erroneamente, come un comportamento anomalo o poco maschile.

La realtà clinica racconta però una storia diversa.

Il rapporto tra posizione e salute della prostata

Uno dei temi più studiati riguarda il legame tra posizione corporea e svuotamento della vescica, aspetto particolarmente importante negli uomini che iniziano a sviluppare problemi prostatici.

Nel 2014 il Dipartimento di Urologia dell’Università di Leiden, nei Paesi Bassi, ha pubblicato una ricerca specifica dedicata proprio a questo argomento, analizzando diversi parametri fisiologici legati alla minzione.

Gli studiosi hanno esaminato il flusso urinario, il tempo necessario per urinare e soprattutto la quantità di urina che rimane nella vescica dopo aver terminato.

I risultati hanno evidenziato un elemento molto chiaro: negli uomini che soffrono di disturbi prostatici, urinare seduti produce un profilo urodinamico nettamente più favorevole.

La spiegazione è di natura muscolare.

Quando il corpo assume una posizione seduta, la muscolatura del pavimento pelvico e l’area dei fianchi tendono a rilassarsi maggiormente. Questo rilassamento favorisce uno svuotamento più completo della vescica, riducendo la quantità di urina residua che resta all’interno.

Questo dettaglio è fondamentale perché una vescica che non si svuota completamente può favorire irritazioni, infezioni urinarie e un peggioramento della sintomatologia prostatica.

Perché dopo i 50 anni cambia tutto

Molti problemi legati alla prostata iniziano a manifestarsi dopo i cinquant’anni.

Con l’avanzare dell’età diventa infatti più frequente l’ipertrofia prostatica benigna, condizione in cui la prostata aumenta progressivamente di volume comprimendo l’uretra e rendendo più difficile il passaggio dell’urina.

I segnali più comuni sono facilmente riconoscibili:

  • bisogno frequente di urinare
  • sensazione di svuotamento incompleto
  • getto urinario debole
  • difficoltà a iniziare la minzione
  • necessità di alzarsi spesso durante la notte

In questi casi la posizione seduta può fare una differenza concreta.

Sedersi permette infatti una minzione meno faticosa, più naturale e più efficace dal punto di vista dello svuotamento completo della vescica.

Non si tratta di una semplice questione di comfort ma di un piccolo cambiamento quotidiano che può aiutare il sistema urinario a lavorare meglio.

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Il fattore igiene che molti ignorano

Esiste poi un secondo aspetto spesso trascurato: l’igiene domestica.

Molti uomini sono convinti che urinare in piedi sia perfettamente controllabile. In realtà la fisica del flusso urinario racconta qualcosa di diverso.

Quando il getto colpisce il sanitario in posizione verticale si producono inevitabilmente minuscole particelle e microgocce che si disperdono nell’ambiente circostante.

Queste particelle possono raggiungere superfici molto più lontane di quanto si immagini normalmente.

Il fenomeno aumenta ulteriormente nella fase finale della minzione, quando il flusso perde pressione e tende a frammentarsi.

Anche il gesto, molto diffuso, di scuotere il pene per eliminare le ultime gocce non rappresenta una soluzione efficace dal punto di vista igienico.

La posizione seduta elimina quasi completamente questo problema.

La pressione uretrale diminuisce, il flusso diventa più regolare e si riduce drasticamente la dispersione accidentale di microgocce nell’ambiente bagno.

Per questa ragione molti specialisti in urologia considerano questa postura più igienica anche in assenza di problemi medici specifici.

Gli uomini sani possono continuare a urinare in piedi?

La ricerca scientifica ha chiarito un punto importante.

Negli uomini giovani e in buona salute non esiste alcun pericolo reale nel continuare a urinare in piedi.

Lo studio dell’Università di Leiden non ha infatti evidenziato differenze clinicamente rilevanti tra le due posizioni nei soggetti privi di disturbi urinari.

Il discorso cambia però quando iniziano a comparire alterazioni legate alla prostata, difficoltà nello svuotamento vescicale oppure sintomi urinari persistenti.

In questi casi sedersi può rappresentare una scelta fisiologicamente più vantaggiosa.

La questione quindi non riguarda ciò che sia universalmente giusto o sbagliato, ma ciò che risulta più funzionale per il proprio organismo nelle diverse fasi della vita.

Un’abitudine semplice che può migliorare il benessere quotidiano

La medicina moderna osserva sempre più spesso il peso delle piccole abitudini quotidiane.

Bere acqua in modo corretto, dormire bene, alimentarsi meglio e fare attività fisica sono pilastri noti da tempo.

Anche un gesto apparentemente banale come il modo in cui si urina può però incidere sul benessere generale.

Per gli uomini giovani la differenza può essere minima.

Per chi ha superato i cinquanta anni, soprattutto in presenza di difficoltà urinarie, cambiare postura può alleggerire il lavoro della vescica, favorire uno svuotamento più completo e ridurre fastidi che spesso vengono sottovalutati per anni.

A volte la prevenzione non passa da terapie complesse o farmaci innovativi.

Talvolta comincia semplicemente da un gesto quotidiano che accompagna ogni giornata e che la scienza invita a osservare con occhi nuovi.

⚕️ Nota editoriale

I contenuti pubblicati su SaluteLab hanno scopo esclusivamente informativo e divulgativo. Non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o le indicazioni terapeutiche di un medico o di un professionista sanitario qualificato. In caso di dubbi o sintomi, consulta sempre il tuo medico di fiducia.

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