Emergenza nei reparti pediatrici: 3 bambini in terapia intensiva
In Piemonte sono oltre 90 i bambini ricoverati per insufficienza respiratoria acuta e 43 si trovano all’ospedale Regina Margherita di Torino, centro di riferimento regionale per la pediatria. Tre minori sono attualmente in terapia intensiva. Non si tratta di una normale ondata influenzale. Il protagonista dell’emergenza è il Virus respiratorio sinciziale (VRS), che oggi circola più dell’influenza stagionale tra i pazienti pediatrici. I dati ufficiali confermano un aumento dei contagi tra 0 e 4 anni nelle ultime tre settimane.
Indice dell'articolo
- 0.1 Ospedali sotto pressione: 90 ricoveri, 43 solo a Torino
- 0.2 Il virus più insidioso dell’influenza
- 0.3 Tre bambini in terapia intensiva
- 0.4 Perché il VRS è più pericoloso nei neonati
- 0.5 I numeri dell’epidemia in Piemonte
- 0.6 L’appello di Matteo Bassetti sulla prevenzione
- 0.7 Tabella riassuntiva emergenza VRS Piemonte
- 1 Link consigliati
- 2 FAQ
Ospedali sotto pressione: 90 ricoveri, 43 solo a Torino
L’emergenza si concentra in particolare a Torino. Al Regina Margherita sono 43 i piccoli pazienti con problemi respiratori. Altri ricoveri sono distribuiti negli ospedali Martini e Maria Vittoria e nelle pediatrie delle ASL provinciali.
La condizione clinica è seria: insufficienza respiratoria acuta, quadro che nei casi più complessi richiede il trasferimento in terapia intensiva.
Il virus più insidioso dell’influenza
Secondo il Servizio di epidemiologia regionale (Seremi), il VRS rappresenta attualmente il virus con la maggiore circolazione in età pediatrica. I dati della sorveglianza virologica RespiVirNet indicano una prevalenza del VRS, seguito da rhinovirus, coronavirus non Covid, virus influenzali e adenovirus.
Un mix che colpisce le vie respiratorie e che nei bambini piccoli può evolvere rapidamente verso forme severe.
A livello generale le infezioni respiratorie acute in Piemonte stanno diminuendo in quasi tutte le fasce d’età, ma tra 0 e 4 anni i contagi risultano in aumento da tre settimane.
Tre bambini in terapia intensiva
Al Regina Margherita tre bambini sono in terapia intensiva. Le condizioni sono definite stabili, ma presentano coinfezioni con più germi contemporaneamente, elemento che complica la gestione clinica.
Secondo la direttrice del Dipartimento di Patologia e Cura del Bambino, il VRS è il germe più frequentemente isolato, seguito dal rhinovirus.
Tra i bambini con meno di un anno ricoverati per VRS, la maggioranza non era stata immunizzata con l’anticorpo monoclonale Nirsevimab, che offre protezione per circa sei mesi.
Perché il VRS è più pericoloso nei neonati
Il Virus respiratorio sinciziale comporta rischi elevati nel primo anno di vita, quando le vie respiratorie sono più piccole e più facilmente ostruibili.
Anche i bambini più grandi possono contrarre l’infezione, poiché la protezione immunitaria non è permanente. Tuttavia, nei neonati la probabilità di sviluppare quadri severi è significativamente più alta.
I numeri dell’epidemia in Piemonte
Dall’autunno si stima che circa 784 mila piemontesi abbiano contratto un’infezione respiratoria acuta. Solo nell’ultima settimana analizzata si registrano 40 mila nuovi casi.
La stagione influenzale sta entrando nel picco. Secondo gli esperti la pressione sugli ospedali potrebbe iniziare a ridursi tra fine febbraio e inizio marzo. Per i bambini più piccoli, però, il rientro dell’emergenza potrebbe richiedere tempi più lunghi.
La diminuzione dei contagi sarà progressiva e disomogenea, influenzata da condizioni ambientali e sbalzi di temperatura.
L’appello di Matteo Bassetti sulla prevenzione
Il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova, Matteo Bassetti, ha spiegato:
“Il virus respiratorio sinciziale è un virus molto diffuso nella comunità umana, negli adulti può essere l’equivalente di un raffreddore o causare anche forme più impegnative come la polmonite, mentre per i bambini, soprattutto tra 6 mesi e un anno nel primo anno di vita, soprattutto nei primi 3 mesi, può causare la bronchiolite”.
“Nei bambini piccoli la bronchiolite ha un’evoluzione molto rapida – continua il direttore della Clinica di Malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova – nel senso che dai primi sintomi come raffreddore o naso che cola si può giungere al coinvolgimento dell’albero bronchiale nel giro di alcuni giorni”.
“Questo virus rappresenta una sfida significativa per la salute dei bambini, in particolare nel primo anno di vita – aggiunge – infatti è una delle principali cause di infezioni delle vie respiratorie inferiori nei bambini e può portare a sintomi che vanno da lievi raffreddori a infezioni polmonari gravi con necessità di cure intensive”.
“Dal 2022 anche in Europa è disponibile un nuovo trattamento in grado di ridurre il rischio di forme gravi costituito da un anticorpo monoclonale. Prevenire è sempre meglio che curare!!”.
Tabella riassuntiva emergenza VRS Piemonte
| Dato | Numero |
|---|---|
| Bambini ricoverati | Oltre 90 |
| Ricoverati Regina Margherita | 43 |
| Terapia intensiva | 3 |
| Nuovi casi ultima settimana | 40.000 |
| Infezioni totali da autunno | 784.000 |
Link consigliati
- Servizio di epidemiologia regionale (Seremi)
- Sistema di sorveglianza virologica RespiVirNet
- Ospedale Regina Margherita di Torino
FAQ
Quanti bambini sono ricoverati in Piemonte?
Oltre 90 per insufficienza respiratoria acuta.
Qual è il virus predominante?
Il Virus respiratorio sinciziale (VRS).
Quanti sono in terapia intensiva?
Tre bambini al Regina Margherita.
Perché il VRS è pericoloso?
Nel primo anno di vita può causare bronchiolite e insufficienza respiratoria grave.
Esiste prevenzione?
Dal 2022 è disponibile un anticorpo monoclonale per ridurre il rischio di forme gravi.
Strumento utile per monitorare la saturazione: Pulsossimetro
In caso di infezioni respiratorie come il Virus respiratorio sinciziale, monitorare la saturazione dell’ossigeno può aiutare i genitori a intercettare tempestivamente eventuali segnali di peggioramento.
Un pulsossimetro da dito misura in pochi secondi la percentuale di ossigeno nel sangue (SpO2) e la frequenza cardiaca. È uno strumento domestico di supporto che non sostituisce il medico, ma consente di controllare parametri fondamentali nei bambini con sintomi respiratori. Clicca qui.