Induratio Penis Plastica: l’approccio migliore per il trattamento della malattia secondo il Dott. De Luca

L’Induratio Penis Plastica (IPP), nota anche come malattia di La Peyronie, è una condizione caratterizzata dalla formazione di tessuto fibroso cicatriziale all’interno dei corpi cavernosi del pene, che determina curvatura, dolore durante l’erezione e, nei casi più severi, disfunzione erettile. 

Nonostante non si tratti di una patologia rara, l’IPP rimane largamente sottostimata nella pratica clinica. Le ragioni di questa invisibilità epidemiologica non risiedono tanto nella complessità diagnostica, quanto nell’imbarazzo profondo che impedisce agli uomini di rivolgersi a uno specialista. 

Il ritardo nella consultazione medica aggravi non solo il quadro clinico, ma soprattutto la sofferenza psicologica dei pazienti. A questo proposito, anche un riferimento come il Dottor Francesco De Luca, urologo e andrologo con esperienza specifica anche nel trattamento dell’Induratio Penis Plastica attraverso l’adozione delle tecniche più innovative, osserva come questa malattia rappresenti una delle condizioni in cui il peso emotivo può superare quello del sintomo fisico stesso.

Il peso dell’imbarazzo: perché l’IPP resta sommersa


La sottostima dell’Induratio Penis Plastica deriva da un complesso intreccio di fattori culturali e psicologici

La deformità genitale, anche quando minima, colpisce l’identità maschile in modo significativo. La maggior parte degli uomini vive la comparsa della curvatura peniena come una vergogna indicibile, qualcosa di cui non si può parlare nemmeno con il partner o con il medico di famiglia.

Questa reticenza, sottolinea il Dottor Francesco De Luca, genera un circolo vizioso: il paziente attende, sperando che il problema si risolva spontaneamente, mentre la placca fibrosa si consolida e la curvatura si stabilizza. Quando finalmente si decide a consultare uno specialista, la malattia è spesso in fase cronica, con minori possibilità di risposta ai trattamenti conservativi. Il tabù che circonda la sessualità maschile e, ancor più, le alterazioni anatomiche del pene, trasforma una condizione medica trattabile in una fonte di sofferenza prolungata e silente.

L’imbarazzo non è semplicemente un ostacolo procedurale alla diagnosi: è parte integrante della malattia stessa, amplificandone le conseguenze e determinando un ritardo terapeutico che può essere dannoso.

L’altra faccia dell’IPP: l’impatto psicologico


Sebbene sia tradizionalmente inquadrata come una patologia urologica, l’Induratio Penis Plastica ha anche una natura biopsicosociale. Il dolore fisico durante l’erezione, la curvatura visibile, la difficoltà nei rapporti sessuali sono solo la manifestazione esteriore di una condizione che scava in profondità nella psiche maschile.

L’impatto psicologico dell’IPP non è un effetto collaterale, ma una componente centrale della malattia. Ogni paziente attraversa una fase di shock al momento della diagnosi, seguita da una progressiva elaborazione della perdita: perdita della funzione sessuale “normale”, perdita dell’immagine corporea familiare, perdita della sicurezza nella propria virilità. Questa elaborazione avviene spesso in solitudine, alimentando sentimenti di vergogna e inadeguatezza.

La letteratura scientifica conferma che l’IPP si associa a un carico psicologico significativo, che può evolvere verso disturbi psicopatologici conclamati se non adeguatamente riconosciuto e trattato.

Depressione: la comorbidità invisibile


La depressione rappresenta una delle conseguenze psicologiche più gravi associate all’Induratio Penis Plastica. 

Studi clinici hanno documentato una prevalenza elevata di sintomatologia depressiva in questi pazienti, con percentuali che possono raggiungere il 27-50% in alcuni gruppi esaminati. Ancora più preoccupante è l’evidenza che il rischio di sviluppare depressione aumenta nel tempo, parallelamente alla cronicizzazione della malattia e alla persistenza delle limitazioni funzionali.

Il meccanismo attraverso cui l’IPP favorisce lo sviluppo di depressione è complesso e multifattoriale. In primo luogo, la diagnosi stessa costituisce un evento traumatico che mina l’autostima e l’identità sessuale. In secondo luogo, le limitazioni imposte dalla patologia riducono la qualità di vita sessuale, una componente essenziale del benessere psicologico maschile. Infine, l’isolamento sociale e la vergogna intensificano i sentimenti depressivi, creando un circolo vizioso difficile da spezzare.

Ansia da prestazione: quando il corpo diventa nemico


L’ansia costituisce un’altra manifestazione psicologica pervasiva nei pazienti con Induratio Penis Plastica. Si tratta principalmente di ansia da prestazione, legata al timore di non essere in grado di portare a termine un rapporto intimo a causa del dolore, della curvatura o della disfunzione erettile associata.

Questa forma di ansia si manifesta come anticipazione negativa: il paziente, ancora prima dell’intimità, immagina il fallimento, il dolore, la delusione del partner. Il sistema nervoso simpatico si attiva in risposta a questa minaccia percepita, inibendo paradossalmente la risposta erettile e realizzando proprio ciò che il paziente temeva. Si crea così un meccanismo di rinforzo negativo: ogni esperienza sessuale problematica aumenta l’ansia anticipatoria per la volta successiva.

L’ansia legata all’IPP non si limita alla sfera sessuale, ma può generalizzarsi ad altri contesti relazionali e sociali. Il paziente diventa ipervigilante rispetto al proprio corpo, interpreta ogni sensazione come segnale di peggioramento, evita situazioni in cui potrebbe sentirsi esposto al giudizio altrui. Questa condizione di allerta costante è logorante e contribuisce al deterioramento del benessere psicologico complessivo.

Il Dr. De Luca, nella gestione dei pazienti con IPP, riconosce l’importanza di affrontare non solo la placca fibrosa ma anche l’ansia che essa genera, consapevole che senza questo intervento il recupero della funzionalità sessuale rimane incompleto.

Mascolinità sotto attacco: autostima e immagine corporea


L’Induratio Penis Plastica colpisce al cuore dell’identità maschile. Molti uomini riferiscono di “meno virili” dopo la comparsa della curvatura peniena. Questi sentimenti non sono esagerazioni emotive, ma riflettono una profonda alterazione della percezione di sé.

L’immagine corporea è la rappresentazione mentale che ciascuno ha del proprio corpo, carica di significati emotivi e identitari. Quando questa immagine viene improvvisamente alterata da una patologia visibile, si innesca una crisi dell’identità. Nel caso dell’IPP, l’alterazione riguarda un organo centrale per l’identità di genere e la funzione sessuale, amplificando l’impatto psicologico.

La riduzione dell’autostima che ne consegue non è limitata alla sfera sessuale: molti pazienti riportano una perdita di sicurezza nelle relazioni interpersonali, nelle performance lavorative, nelle attività quotidiane

Questa alterazione dell’autostima è tanto più grave perché avviene spesso in silenzio. L’uomo con IPP non condivide la sua sofferenza, non cerca supporto, non trova confronto con altri che vivono la stessa esperienza. Il risultato è un senso di unicità nel proprio problema che alimenta la vergogna e l’isolamento.

La coppia di fronte all’Induratio Penis Plastica


L’impatto dell’IPP non si limita all’individuo, ma si estende inevitabilmente alla dimensione di coppia. Le difficoltà nell’intimità diventano una fonte di tensione relazionale: il paziente evita i rapporti sessuali per paura del dolore o del fallimento, il partner interpreta questo evitamento come rifiuto o perdita di interesse.

Un problema centrale nella gestione dell’IPP all’interno della coppia è la scarsa comunicazione. Molti uomini non riescono a parlare apertamente con il partner della propria condizione, dei propri timori, delle proprie limitazioni. Il partner, di conseguenza, rimane all’oscuro delle ragioni del cambiamento nell’intimità e può sviluppare interpretazioni errate, sentendosi rifiutato o tradito.

L’esperienza clinica dimostra che il coinvolgimento del partner nel percorso diagnostico e terapeutico migliora significativamente gli outcome, non solo in termini di funzionalità sessuale ma anche di benessere psicologico e relazionale. Una coppia aperta e comunicativa è in grado di affrontare l’IPP come una sfida condivisa piuttosto che come un problema individuale.

Isolamento sociale: vivere nella vergogna


Una delle conseguenze più impattanti dell’Induratio Penis Plastica è l’isolamento sociale. La vergogna legata alla propria condizione spinge molti pazienti al ritiro dalle situazioni sociali, al rifiuto di nuove relazioni sentimentali, all’evitamento di contesti in cui potrebbero sentirsi esposti al giudizio.

Questo isolamento non riguarda solo la sfera intima, ma si estende alla vita sociale più ampia. L’uomo con IPP può evitare spogliatoi, palestre, bagni pubblici, qualsiasi situazione in cui potrebbe essere necessario un confronto fisico. Vive in uno stato di allerta costante, temendo che la sua condizione possa essere scoperta o sospettata.

La stigmatizzazione è sia interna che esterna. Lo stigma interno deriva dall’interiorizzazione di stereotipi culturali sulla mascolinità e sulla sessualità, con il paziente che giudica sé stesso come inadeguato. Lo stigma esterno, reale o percepito, deriva dal timore del giudizio sociale. Entrambe le forme di stigma alimentano la riluttanza a chiedere aiuto, prolungando la sofferenza e ritardando il trattamento.

Il peso del silenzio si traduce in una progressione non solo della patologia fisica, ma anche del disagio psicologico. Quanto più a lungo il paziente rimane isolato, tanto più difficile diventa rompere questa condizione. L’isolamento genera depressione, la depressione rinforza l’isolamento, in una spirale discendente che può essere spezzata solo attraverso un intervento professionale tempestivo.

Verso una cura completa: corpo e mente


La gestione ottimale dell’Induratio Penis Plastica richiede un approccio che consideri simultaneamente la dimensione fisica e quella psicologica. I trattamenti disponibili per l’IPP sono molteplici e devono essere personalizzati in base alla fase della malattia, alla severità dei sintomi e alle caratteristiche del paziente.

Nella fase acuta, quando la placca è ancora in formazione e vi è dolore erettile, i trattamenti conservativi rappresentano la prima linea. Il Dr. De Luca utilizza terapie rigenerative quali ; Priapus shot, cellule  staminali mesenchimali(MSC)  e la terapia con onde d’urto a bassa intensità, che ha mostrato efficacia nel ridurre il dolore e migliorare la curvatura in pazienti selezionati.

Nei casi cronici con curvatura stabilizzata che compromette significativamente la funzione sessuale, può essere indicato l’intervento chirurgico. Le tecniche chirurgiche moderne, come la corpoplastica secondo Egydio con innesto di patch applicata dal Dr. De Luca, permettono di correggere curvature severe preservando la lunghezza peniena e la funzionalità erettile.

Tuttavia, nessun trattamento fisico, per quanto efficace, può essere considerato completo senza un’attenzione alla sofferenza psicologica. I pazienti con IPP dovrebbero avere accesso a supporto psicologico, sia individuale che di coppia, per elaborare l’impatto emotivo della malattia, gestire l’ansia da prestazione e ricostruire l’autostima. In alcuni casi, può essere necessario un trattamento farmacologico della depressione parallelo alla terapia urologica.

Una visita andrologica precoce permette non solo di intervenire sulla patologia in fase iniziale, quando è più responsiva ai trattamenti, ma anche di prevenire lo sviluppo delle conseguenze psicologiche più gravi.

Articoli correlati