Parkinson, 4 segnali da riconoscere anni prima del tremore

La ricerca individua quattro campanelli d’allarme non motori che possono anticipare di molti anni la diagnosi del morbo di Parkinson.

Il tremore è il segno più noto del morbo di Parkinson, ma non sempre è il primo ad apparire. Negli ultimi due decenni la ricerca medica ha messo in evidenza un insieme di segnali non motori che possono comparire decenni prima delle difficoltà di movimento classiche della malattia.

Secondo neurologi e scienziati, riconoscere questi indizi precoci può permettere una diagnosi più tempestiva e l’avvio di terapie e stili di vita che rallentano il declino funzionale.

Perdita dell’olfatto: un segnale silenzioso

La riduzione dell’olfatto (anosmia) è spesso sottovalutata perché può essere confusa con un raffreddore o altri disturbi transitori. Tuttavia, oltre il 90% delle persone con Parkinson manifesta questo cambiamento molto tempo prima dei sintomi motori.

Il professor Ronald Postuma, esperto canadese, sottolinea che la perdita dell’olfatto può precedere di fino a 20 anni la diagnosi ufficiale. In molti casi chi ne soffre ha un rischio aumentato fino a circa cinque volte di sviluppare Parkinson.

Sogni movimentati: cosa osservare nel sonno

Un altro possibile precedente della malattia riguarda il sonno. Durante la fase REM, il corpo normalmente è paralizzato mentre si sogna; in alcune persone, invece, ciò non avviene e si può assistere ad attività fisica durante il sonno.

Questo fenomeno, noto come disturbo comportamentale del sonno REM (RBD), è associato a un aumento significativo del rischio di sviluppare Parkinson o altre malattie neurodegenerative. Studi recenti indicano che tra il 50% e il 90% di chi ha RBD potrebbe poi manifestare la malattia.

Stitichezza: segnale gastrointestinale precoce

La stitichezza cronica è un altro sintomo frequentemente riscontrato nei pazienti con Parkinson e può emergere molti anni prima della diagnosi. La connessione tra malattia e intestino è oggetto di approfondite ricerche: alcune evidenze suggeriscono accumuli di proteine anomale nei nervi dell’apparato digerente.

Una meta-analisi ha mostrato che chi soffre di stitichezza ha probabilità più elevate di sviluppare Parkinson rispetto a chi mantiene una regolarità intestinale. Inoltre, studi di coorte indicano che anche chi ha difficoltà di evacuazione in giovane età potrebbe affrontare un rischio maggiore in età avanzata.

Vertigini da cambio di postura: ipotensione ortostatica

Il quarto campanello riguarda la pressione sanguigna. In alcune persone, passare da seduti o sdraiati a in piedi causa un calo improvviso della pressione (ipotensione posturale), con conseguenti vertigini, stordimento o svenimento.

Quando questi episodi non sono spiegabili da disidratazione, farmaci o problemi cardiaci, possono essere correlati a disfunzioni neurologiche che si associano – in parte dei casi – allo sviluppo del Parkinson.

Un quadro da considerare nella sua globalità

È importante sottolineare che nessuno di questi segnali da solo basta per diagnosticare Parkinson con certezza: molti di essi sono non specifici e possono derivare da altre condizioni mediche.

Tuttavia, la presenza combinata di più marcatori, o la loro comparsa in persone con familiarità per la malattia, rappresenta un motivo valido per consultare uno specialista e avviare approfondimenti diagnostici.

Kelly Mills, direttrice del Parkinson’s Disease and Movement Disorders Center presso la Johns Hopkins Medicine, spiega che la combinazione di sintomi come stitichezza, perdita dell’olfatto e sogni movimentati richiede attenzione medica, pur evitando conclusioni affrettate senza una valutazione professionale.

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FAQ

1) La perdita dell’olfatto significa che ho il Parkinson?

No. La perdita dell’olfatto ha molte cause. Diventa un segnale più rilevante se persistente e se si associa ad altri marcatori citati (sonno REM, stitichezza, ipotensione ortostatica).

2) “Sogni movimentati” e parlare nel sonno sono la stessa cosa?

Non sempre. Il punto, nel disturbo comportamentale del sonno REM, riguarda l’azione fisica come se si stesse recitando il sogno. Serve una valutazione medica per inquadrare il problema.

3) Stitichezza: quanto deve durare per diventare un campanello d’allarme?

La fonte parla di stipsi cronica prolungata, anche per settimane. Da sola non prova nulla, ma merita attenzione se si ripete e se compaiono altri segnali.

4) Le vertigini quando mi alzo in piedi indicano Parkinson?

Spesso no: disidratazione, farmaci e molte altre condizioni possono spiegare il sintomo. La correlazione cresce quando l’ipotensione ortostatica ha origine neurologica, che richiede accertamenti.

5) Esiste una cura risolutiva?

Le terapie oggi puntano soprattutto a gestire i sintomi, mentre la fonte evidenzia che non c’è una cura definitiva. Per questo la diagnosi precoce conta: permette un intervento più tempestivo sul decorso e sulla qualità di vita.

6) Quanto incide la genetica?

La fonte indica una componente ereditaria nel 10-15% dei pazienti, mentre per gli altri casi non si identifica una causa unica nota.

7) Che medico contattare se riconosco più segnali insieme?

In genere si parte dal medico di base, poi si passa a un neurologo, idealmente con esperienza in disturbi del movimento. La fonte raccomanda la valutazione quando i marcatori si combinano

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