Ecco le patologie più diffuse fra gli immigrati sbarcati in Italia

I dati sono ufficiali e provengono dal Ministero della Salute. Tante le patologie legate alle condizioni dei viaggi della speranza.

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Sono dati ufficiali, sono quelli diffusi dal Ministero della Salute. Nel 2017 sulle coste italiane sono sbarcati 111.361 migranti. Un numero decisamente inferiore rispetto all’anno precedente quando in Italia ne arrivarono 171.605 del 2016.

Sfortunatamente non tutti erano in buona salute. C’è chi si è ammalato durante il viaggio, chi è partito dalla terra natia con qualche problema di salute…

Oggi esiste una mappatura delle condizioni dei migranti all’arrivo sulle nostre coste. È frutto dell’osservazione sanitaria effettuata dagli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (Usmaf) e dai Servizi per l’assistenza sanitaria al personale navigante, marittimo e dell’aviazione civile (Sasn) del ministero della Salute.

Questi sono i dati ufficiali.

In primis ecco i problemi legati alle “condizioni disagiate di vita ed alla promiscuità sia nei luoghi di partenza che durante il viaggio”: “parassitosi cutanee, quali scabbia e pediculosi”, febbre e disidratazione, ma anche “i traumatismi, le ustioni chimiche, le ferite da armi da fuoco e le intossicazioni per esposizione a vapori tossici nelle stive”.
I casi di scabbia sono stati 14.155, le condizioni richiedenti ospedalizzazioni 822, i traumi e le ferite 384.

I dati raccolti, però, parlano anche di patologie e problemi che i migranti si sono portati dietro dal proprio paese di origine: “cardiopatie, diabete, affezioni neurologiche, esiti traumatici e psichiatrici, connessi a torture e violenze intenzionali, subite o nel Paese di origine o nel percorso migratorio”.

In Italia, inoltre, nel 2017 sono arrivate 1.256 donne incinte.

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