Il virus Nipah può arrivare in Europa?

Il rischio di infezione da virus Nipah per chi viaggia dall’Europa verso il Bengala Occidentale resta molto basso, nonostante due casi confermati in India, secondo le valutazioni ufficiali europee.

La malattia da virus Nipah presenta una letalità stimata tra il 40% e il 75% nelle epidemie documentate fino al 2024, variabile in base al ceppo e all’accesso alle cure.

Due casi confermati in India e valutazione del rischio europeo

“Due casi confermati di malattia da virus NIPAH sono stati segnalati nel Bengala Occidentale, in India. Sulla base delle informazioni attuali, il rischio di infezione per le persone provenienti dall’Europa che viaggiano o risiedono nell’area è valutato come molto basso”. La valutazione è stata diffusa dall’Ecdc, che monitora l’evoluzione delle infezioni emergenti.

“La via più probabile per l’introduzione del virus NIPAH in Europa sarebbe attraverso viaggiatori infetti”.
Secondo l’agenzia europea, tuttavia, “sebbene l’importazione del virus non possa essere esclusa è considerata improbabile”.

Perché la trasmissione in Europa è ritenuta improbabile

Il contesto ambientale europeo riduce ulteriormente il rischio. “Poiché i pipistrelli della frutta portatori del virus NIPAH non sono presenti in Europa, anche il rischio di trasmissione successiva a seguito di una potenziale importazione è valutato come molto basso nel contesto attuale”.

I serbatoi naturali del virus sono infatti assenti nel continente. Questo limita la possibilità di una circolazione sostenuta dopo un eventuale caso importato.

Chi sono i casi confermati e cosa indicano

“Secondo le informazioni riportate il 26 gennaio dalle autorità indiane entrambi i casi” riguardano “operatori sanitari dello stesso ospedale”. “I due operatori hanno avuto contatti durante lo svolgimento delle loro mansioni a fine dicembre 2025”.

“Il numero limitato di casi e il loro apparente collegamento a un’unica struttura sanitaria suggeriscono che al momento non vi sia alcuna trasmissione comunitaria”. Questo elemento è centrale nella valutazione del rischio.

Tracciamento dei contatti e misure locali

Le autorità indiane hanno attivato protocolli di prevenzione e controllo.
Sono in corso indagini per identificare la possibile fonte di infezione.

Sono stati identificati e testati 196 contatti dei casi confermati.
Tutti i contatti tracciati sono rimasti asintomatici e negativi ai test per il virus Nipah.

Diversi Paesi asiatici hanno adottato misure precauzionali immediate.
Tra questi figurano Thailandia, Nepal e Cambogia.

Raccomandazioni per chi viaggia nell’area

“Come precauzione generale si consiglia ai residenti nell’Unione europea/Spazio economico europeo che viaggiano o risiedono nel Bengala Occidentale di evitare potenziali fonti di infezione”.

Le principali indicazioni operative includono:

  • evitare contatto con animali domestici o selvatici e loro fluidi;
  • non consumare alimenti potenzialmente contaminati da pipistrelli;
  • non bere linfa di palma da dattero cruda;
  • lavare, sbucciare e cuocere frutta e verdura prima del consumo.

Queste misure riducono il rischio di esposizione indiretta.

Inoltre, per il controllo quotidiano della temperatura corporea, soprattutto in caso di viaggi o rientri da aree a rischio, può essere utile un termometro digitale a infrarossi senza contatto.

Cos’è il virus Nipah e come si trasmette

Il virus Nipah è un patogeno zoonotico.
Può trasmettersi dagli animali all’uomo e tra esseri umani.

Il serbatoio principale è rappresentato dai pipistrelli della frutta del genere Pteropus.
Questi animali sono diffusi in Asia meridionale e sudorientale, Oceano Indiano e Oceania.

La trasmissione avviene attraverso:

  • contatto diretto con animali infetti;
  • consumo di alimenti contaminati;
  • contatto stretto tra persone.

Gravità clinica e complicanze

La malattia da virus Nipah è considerata grave.
Può causare encefalite con sintomi neurologici severi.

Tra i sopravvissuti all’encefalite, circa 1 su 5 sviluppa complicanze a lungo termine.
Sono segnalate convulsioni ricorrenti, affaticamento cronico e alterazioni comportamentali.

In rari casi, l’encefalite può ripresentarsi settimane o anni dopo la guarigione.
Questi episodi tardivi possono essere fatali.

Terapie e prevenzione disponibili

Attualmente non esiste un vaccino preventivo approvato.
Non sono disponibili antivirali specifici per l’infezione umana da virus Nipah.

La gestione clinica si basa su cure di supporto intensive.
La prevenzione resta quindi lo strumento principale di controllo.

Nel 2024 e 2025 il virus Nipah continua a essere inserito dall’Ecdc tra le minacce emergenti ad alto impatto potenziale. Il monitoraggio internazionale resta attivo per individuare rapidamente eventuali nuovi focolai.

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