Vaccino anti-gonorrea in Kenya: prima somministrazione mondiale

Si appresta ad iniziare la ricerca verso un vaccino contro la gonorrea in Kenya, infezione sessualmente trasmissibile (STI) farmaco-resistente.

Si appresta ad iniziare la ricerca verso un vaccino contro la gonorrea in Kenya, infezione sessualmente trasmissibile (STI) resistente al trattamento farmacologico. Il vaccino potrebbe essere il primo al mondo a contrastarla, al lavoro i ricercatori del Kenya Medical Research Institute (Kemri).

Kenya: la corsa al primo vaccino al mondo contro la gonorrea

L’impatto della gonorrea al mondo è numericamente alto (87 milioni di casi all’anno) e secondo i dati di EpiCentro più del 50% delle donne e il 20% degli uomini infetti sono asintomatici.

Quello che preoccupa maggiormente è l’insorgenza di ceppi e la loro farmaco-resistenza.

“La gonorrea è difficile da trattare perché abbiamo assistito a molta resistenza ai farmaci”, dice Rosemary Muraya, infermiera responsabile del Centro di trattamento speciale di Nairobi.

Dal 1936, la gonorrea ha sviluppato resistenza a circa una dozzina di tipi di antibiotici con recenti rapporti che indicano resistenza ad un alto dosaggio combinato di antibiotici ceftriaxone e azitromicina.

Nel 2017 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il CDC degli Stati Uniti, hanno designato i batteri della gonorrea come “agenti patogeni resistenti agli antibiotici ad alta priorità” e come “microrganismi con un livello di minaccia urgente”.

A fronte di quanto emerso, l’esigenza di un vaccino preventivo cresce e i ricercatori del Kenya Medical Research Institute sono pronti a rispondere.

A differenza degli studi australiani che utilizzano il vaccino Bexsero contro il meningococco di gruppo B esaminandone l’efficacia per la protezione dalle infezioni da gonorrea, quello in Kenya non è uno studio di efficacia. Cosa vogliono scoprire i ricercatori?

Affermano di voler sapere se immunizzare le persone con Bexsero produrrà anticorpi contro la gonorrea (un anticorpo è una proteina prodotta dall’organismo quando rileva sostanze ‘estranee’ come germi patogeni per aiutare a combattere la minaccia).

L’esigenza dell’approcciarsi alla sperimentazione di un vaccino contro la gonorrea è spiegata dal Ministero della Salute nelle sue linee guida nazionali del 2018 per la prevenzione, la gestione e il controllo delle infezioni a trasmissione sessuale con uno sguardo particolare in Kenya dove vi è un picco di gonorrea.

“Ad esempio, la gonorrea orale è diventata più frequente a causa del sesso orale”, affermano le linee guida. Il Ministero accusa questa abitudine soprattutto per la comparsa di gonorrea difficile da curare.

Tali pazienti, dicono le linee guida, presentano una storia di mal di gola, perdita della voce e una storia di recente sesso orale non protetto.

Mentre la prevalenza è stimata in circa l’1% nella popolazione generale del Kenya, tra gli uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM), la gonorrea rettale è stimata al 10%.

Un recente studio condotto su 400 ragazze adolescenti, ha riscontrato tassi fino all’1,3%, leggermente superiori alla media nazionale.

Il vaccino sarà per gli uomini o le donne?

“Gli esiti di malattie gravi da infezione da gonorrea – come l’infertilità o gli esiti avversi della gravidanza – sono tra donne. Una vaccinazione dello stesso sesso può fornire benefici per entrambi i sessi attraverso un’immunità di gregge”.

Gli esperti hanno affermato che se si ottiene un’elevata copertura tra le donne, oltre l’80% della vaccinazione maschile potrebbe non avere benefici incrementali.

Ad ogni modo, ad essere sottoposti agli studi clinici saranno sia le donne che gli uomini sani.