Tumore alla bocca: i sintomi che si possono ignorare per settimane (e cosa controllare subito)

In Italia ogni anno si registrano circa 6.000 nuove diagnosi di tumore del cavo orale, laringe e faringe, con un tasso di mortalità a cinque anni che supera il 39%, secondo i dati AIOM e AIRTUM pubblicati nel rapporto “I numeri del cancro in Italia 2023”. Eppure, nel Regno Unito, dove l’Oral Health Foundation ha misurato il fenomeno con precisione nel suo State of Mouth Cancer UK Report 2024, meno di uno su dieci conosce i principali fattori di rischio e solo uno su cinque sa riconoscere i sintomi.

Il problema non riguarda solo la scarsità di informazioni. Riguarda il fatto che molti segnali precoci del tumore orale sembrano, almeno all’inizio, qualcos’altro: un mal di gola che non passa, una raucedine attribuita all’aria secca, un dolore all’orecchio considerato residuo di un’infezione. È su questo terreno — la facilità con cui certi sintomi vengono scambiati per disturbi minori — che la Dr.ssa Deepa Chopra, dentista presso Whites Dental nel Regno Unito, ha voluto fare chiarezza al Mirror, elencando i segnali che meritano attenzione medica.

Cosa guardare dentro la bocca: le lesioni che non devono aspettare

La bocca è la prima zona da esaminare, ma anche in questo caso l’occhio non esperto può non cogliere nulla di preoccupante. Secondo la Dr.ssa Chopra, i segnali da tenere d’occhio all’interno del cavo orale includono ulcere che non guariscono spontaneamente nel giro di due-tre settimane, sanguinamento inspiegabile, macchie rosse oppure rosse e bianche sulle mucose, gonfiori anomali e denti che si allentano senza una causa apparente come carie o parodontite.

Queste ultime due categorie — macchie e mobilità dentale immotivata — sono spesso le meno note al pubblico. Le macchie bianche (tecnicamente chiamate leucoplachia) e quelle rossastre (eritroplachia) possono essere asintomatiche: non fanno male, non sanguinano, non danno fastidio durante la masticazione. È proprio questa assenza di dolore a renderle insidiose. Qualsiasi lesione del cavo orale che non guarisca spontaneamente entro 14-21 giorni merita una valutazione da parte di un dentista o di uno specialista, anche se non causa dolore.

I sintomi che non ti aspetti: gola, orecchio e voce

Questa è la parte che la Dr.ssa Chopra definisce meno anticipata. Non tutti i segnali del tumore alla bocca si trovano, per l’appunto, dentro la bocca.

“Un mal di gola persistente, difficoltà a deglutire, fastidio durante la masticazione o un dolore all’orecchio cronico possono in alcuni casi essere associati ad alterazioni dei tessuti orali o delle aree circostanti”, ha dichiarato la dentista. “Anche un intorpidimento del labbro o della mandibola può richiedere un approfondimento”.

Le alterazioni della voce rientrano tra i campanelli d’allarme meno noti. “Se una persona nota una raucedine persistente, un eloquio impastato o un cambiamento del timbro vocale che non migliora nel tempo, può essere opportuno consultare un medico o un dentista”, ha aggiunto la specialista. La raucedine che dura oltre due settimane, insieme alla difficoltà a deglutire, rientra tra i sintomi che possono indicare alterazioni a carico di laringe, faringe e strutture circostanti del collo.

Dr.ssa Deepa Chopra

Questo non significa che ogni mal di gola sia un’emergenza oncologica. La Dr.ssa Chopra ha tenuto a precisarlo: la stragrande maggioranza dei cambiamenti nella bocca non è riconducibile a un tumore. Il sanguinamento gengivale, ad esempio, è quasi sempre il segnale di un’infiammazione delle gengive, non di una neoplasia. Ma se il sintomo è insolito, persistente o si aggrava nel tempo, l’indicazione è di farlo valutare professionalmente senza rimandare.

Sintomi comuni vs segnali da approfondire

SintomoCausa più frequenteQuando consultare un professionista
Sanguinamento gengivaleInfiammazione (gengivite)Se insolito, persistente o non legato a pulizia
Ulcera in boccaAfte, traumatismo localeSe non guarisce entro 2-3 settimane
Mal di golaInfezione virale/battericaSe dura oltre 2 settimane senza miglioramento
Raucedine / voce alterataLaringite, reflussoSe persiste oltre 2 settimane senza causa chiara
Dolore all’orecchioOtite, disfunzione ATMSe cronico e associato ad altri sintomi orali
Dente che si allentaParodontiteSe improvviso, senza causa dentale identificata
Macchia bianca/rossa in boccaCandidosi, lesione traumaticaSe non scompare entro 2-3 settimane
Difficoltà a deglutireReflusso, infezioneSe progressiva o associata a perdita di peso

Fonti: Dr.ssa Deepa Chopra / Whites Dental; Clinica Villa (2025); Humanitas Research Hospital

I numeri in Italia: un problema di consapevolezza prima ancora che di cura

In Italia si registrano ogni anno circa 6.000 nuove diagnosi di tumori del cavo orale, laringe e faringe. Questa patologia rappresenta il 5% dei tumori diagnosticati negli uomini e l’1% nelle donne, con un tasso di mortalità a cinque anni superiore al 39%.

Il confronto con la diagnosi precoce è netto. Quando il carcinoma viene identificato e trattato nelle fasi iniziali, il tasso di guarigione sale tra il 75% e il 100% dei casi, con trattamenti meno invasivi. Eppure, come rileva la stessa Fondazione ANDI, la capacità di intercettare questi tumori nelle prime fasi resta ancora limitata, sia per la scarsa consapevolezza dei pazienti, sia perché non tutti i professionisti eseguono sistematicamente uno screening delle mucose durante le visite ordinarie.

Tra gli odontoiatri italiani che hanno partecipato a uno studio AIO, solo il 62% eseguiva già screening periodici delle mucose orali, e nella maggioranza dei casi (56%) esclusivamente a occhio nudo, senza strumenti diagnostici aggiuntivi.

Nel 2024, si stima che in Italia siano stati diagnosticati circa 5.000 nuovi casi di tumore orale, con un’incidenza in aumento. Il tumore si sviluppa più spesso su lingua, mucosa delle guance e pavimento della bocca, colpisce prevalentemente persone oltre i 50 anni e mostra un picco sopra i 70 anni, anche se l’associazione con il virus HPV sta modificando la distribuzione per fascia d’età.

Fattori di rischio: cosa aumenta la probabilità di ammalarsi

I tre fattori di rischio più documentati per il tumore del cavo orale sono il consumo di tabacco (in qualsiasi forma), il consumo eccessivo di alcol e l’esposizione solare prolungata alle labbra. La combinazione di fumo e alcol non raddoppia il rischio in modo additivo, lo moltiplica: i due fattori agiscono in modo sinergico.

A questi si aggiunge l’infezione da HPV (papillomavirus umano), soprattutto nei tumori che coinvolgono l’orofaringe e le tonsille. Una cattiva igiene orale, l’uso prolungato di protesi incongrue e una dieta povera di frutta e verdura sono stati associati a un rischio aumentato in diversi studi.

Una parte significativa dei pazienti con tumore del cavo orale, tuttavia, non presenta alcun fattore di rischio noto al momento della diagnosi, il che rende lo screening periodico da parte del dentista rilevante per la popolazione generale, non solo per chi fuma o beve.

Quando andare dal dentista: la soglia delle due settimane

La regola operativa suggerita sia dalla Dr.ssa Chopra che dalla letteratura clinica italiana è chiara: qualsiasi cambiamento che non si risolve entro due-tre settimane merita una valutazione professionale. Non si tratta di allarmarsi per ogni afta, ma di stabilire una soglia temporale concreta dopo la quale smettere di aspettare.

“Alcuni sintomi si sviluppano gradualmente e possono essere scambiati per problemi minori”, ha dichiarato la Dr.ssa Chopra. “I cambiamenti persistenti che non si risolvono entro poche settimane possono trarre vantaggio da una valutazione professionale.”

La visita odontoiatrica periodica — almeno una volta l’anno — è lo strumento che consente a un professionista di osservare strutture che il paziente non riesce a controllare da solo: il pavimento della bocca, la superficie inferiore della lingua, le tonsille, i tessuti molli posteriori. Il professor Silvio Abati, stomatologo del Centro di Patologia Orale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano, sottolinea che molti tumori orali iniziano come lesioni non maligne che, se non trattate, possono evolvere in neoplasie invasive, e che l’identificazione precoce dei segnali iniziali aumenta in modo significativo le probabilità di successo terapeutico.

“La maggior parte dei cambiamenti orali non è un tumore”, ha ricordato la Dr.ssa Chopra. “Ma prestare attenzione ai sintomi persistenti e mantenere visite odontoiatriche di routine può essere una parte importante della salute generale”.

📲 Vuoi ricevere notizie come questa sul tuo smartphone? Iscriviti al canale Telegram di SaluteLab oppure unisciti al gruppo WhatsApp

FAQ

D: Qual è la soglia temporale oltre la quale un sintomo orale deve essere valutato da un dentista?

R: Le principali linee guida cliniche italiane indicano le due-tre settimane come periodo oltre il quale un’ulcera, una macchia o qualsiasi altro cambiamento della mucosa orale che non si sia risolto spontaneamente deve essere portato all’attenzione di un odontoiatra o di uno specialista, indipendentemente dalla presenza o assenza di dolore.

D: I sintomi del tumore alla bocca si trovano sempre dentro la bocca?

R: No. Come ha spiegato la Dr.ssa Deepa Chopra, alcuni segnali si manifestano in aree adiacenti: un mal di gola che non passa, difficoltà a deglutire, dolore persistente all’orecchio, raucedine o cambiamenti nella voce che non migliorano nel tempo possono in certi casi essere associati ad alterazioni dei tessuti orali o delle strutture circostanti.

D: Qual è la situazione in Italia per il tumore del cavo orale?

R: Secondo i dati AIOM e AIRTUM, in Italia si registrano circa 6.000 nuove diagnosi l’anno di tumori del cavo orale, laringe e faringe, con un tasso di mortalità a cinque anni superiore al 39%. La diagnosi precoce cambia radicalmente la prognosi: se il carcinoma viene identificato nelle fasi iniziali, il tasso di guarigione sale tra il 75% e il 100% dei casi.

D: Chi è più a rischio di sviluppare un tumore orale?

R: I principali fattori di rischio documentati sono il consumo di tabacco, il consumo eccessivo di alcol (soprattutto in combinazione con il fumo), l’esposizione solare prolungata alle labbra e l’infezione da HPV. Il rischio aumenta dopo i 50 anni con un picco sopra i 70. Tuttavia, una parte significativa dei pazienti non presenta alcun fattore di rischio noto, rendendo i controlli periodici utili per tutti.

D: Come avviene la diagnosi del tumore alla bocca?

R: La prima fase è la visita odontoiatrica di controllo, durante la quale il dentista esamina le mucose orali, la lingua, le gengive e i tessuti molli. In presenza di lesioni sospette viene eseguita una biopsia — il prelievo di un piccolo frammento di tessuto — per l’analisi al microscopio. Se confermata la presenza del tumore, si effettuano ulteriori esami (TAC, risonanza magnetica) per valutarne l’estensione.

Articoli correlati