Succo d’arancia contro i calcoli renali, la ricetta degli urologi americani

Un bicchiere di succo d’arancia al giorno toglie il medico di torno, almeno quando si parla di calcolosi renale. Lo dice una ricerca.

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Un bicchiere di succo d’arancia al giorno toglie il medico di torno, almeno quando si parla di calcolosi renale.

Gli urologi americani non sembrano avere dubbi al riguardo. L’effetto benefico dell’aranciata pare, infatti, dovuto agli alti livelli di citrato di potassio, sostanza che ostacola la formazione di nuovi calcoli, contenuti nella bevanda.

A rivelarlo sono i ricercatori del Ut Southwestern Medical Center (Usa). Dopo aver ‘arruolato’ 13 volontari, alcuni con calcoli e altri sani, gli esperti li hanno sottoposti a tre fasi di sperimentazione, ciascuna della durata di una settimana.

Messi in pratica a caso, i tre step della ricerca comprendevano il consumo di un distillato d’acqua, di sola limonata e di sola aranciata tre volte al giorno durante i pasti. Dopo avere analizzato sangue e urine dei partecipanti allo studio durante ogni fase, i ricercatori hanno notato che il succo di arancia era la bevanda che maggiormente aiutava ad aumentare i livelli di citrato nelle urine e a ridurre la cristallizzazione dell’acido urico e dell’ossalato di calcio, responsabile della formazione dei calcoli. La limonata invece, non è risultata altrettanto ‘efficace’.

Secondo Clarita Odvina, assistente di medicina interna al Charles and Jane Pak Center for Mineral Metabolism and Clinical Research e a capo della ricerca la spiegazione è nella diversa composizione delle due bevande: il citrato contenuto nell’aranciata e nel succo di pompelmo, ad esempio, è accompagnato da ioni di potassio, mentre nella limonata è abbinato da ioni di idrogeno che ne annullano l’effetto anti-calcolosi.

Chi soffre di calcoli renali, evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello Sportello dei Diritti, sa quanto sono fastidiosi: i calcoli renali si formano quando i livelli di minerali e sali normalmente presenti nell’urina, come il calcio e il fosfato, si uniscono. I calcoli possono, quindi, passare dai reni al tratto urinario. I sintomi includono: dolore acuto al basso ventre, schiena, lato o inguine; dolore alla minzione, nausea e vomito, febbre e brividi.

I risultati della ricerca, sono stati pubblicati sulla rivista scientifica online ‘Clinical Journal of the American Society of Nephrology’.

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