Sindrome da intestino corto: bambino salvato da un multitrapianto

A 7 anni Jay ha subito un multitrapianto salvavita: la sindrome da intestino corto gli aveva compromesso alcuni organi. L’operazione è riuscita.

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Un piccolo record con miracolo annesso. È quello che è accaduto a Jay Crouch, un bambino di 7 anni del Regno Unito protagonista di un multitrapianto che gli ha salvato la vita.

Jay è malato. A sole sei settimane di vita gli è stata diagnosticata la sindrome dell’intestino corto. A causa di questa malattia Jay non ha mai avuto l’opportunità di gustare il cibo: l’impossibilità a deglutire lo ha costretto fin da subito ad essere nutrito per endovena. Non solo: il progredire della malattia lo ha anche obbligato a sottoporsi a pesanti cure e terapie.

Con il tempo questo stato di cose ha compromesso seriamente la sua salute: alcuni organi, infatti, sono stati danneggiati. Unica via d’uscita, un trapianto.

Si trattava, però, di un trapianto alquanto difficile perché Jay aveva bisogno di reni, fegato, intestino e pancreas nuovi. Ma l’intervento c’è stato, grazie ad un unico donatore.

L’operazione presso l’ospedale di Birmingham è durata 10 ore e mobilitato una equipe di ben 12 medici con diverse specializzazioni che hanno lavorato su due fronti, quello dell’espianto e quello del trapianto.

L’operazione è riuscita e il piccolo Jay, che dovrà ancora ricevere parte della nutrizione attraverso un tubo naso-gastrico, ha provato la gioia di gustare il suo primo toast. Una doppia gioia per lui.

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