Si può vivere con solo mezzo cervello? La risposta della scienza

Vivere con solo mezzo cervello? Sì, è possibile. Lo sostiene un team di scienziati statunitensi che hanno pubblicato uno studio sulla rivista Cells Reports.

Vivere con solo mezzo cervello? Sì, è possibile. Lo sostiene un team di scienziati statunitensi che hanno pubblicato uno studio sulla rivista Cells Reports in cui hanno riportato il caso di sei pazienti che hanno avuto l’ablazione di uno dei due emisferi cerebrali durante l’infanzia per una forma grave di epilessia.

Seguiti dai ricercatori del Caltech Institute negli Stati Uniti, i sei partecipanti hanno subito un’emisferectomia tra i 3 mesi e gli 11 anni. I ricercatori del Caltech Institute alla base di questo nuovo lavoro hanno voluto determinare come il cervello di questi pazienti funzionasse diversamente da un cervello intatto.

Le scansioni eseguite sui sei pazienti e confrontate con quelle di 1482 pazienti ‘sani’, tuttavia, hanno rivelato che l’emisfero cerebrale di questi pazienti aveva una rete neurale simile a quella di un cervello con entrambi gli emisferi.

Questi risultati supportano l’ipotesi di un insieme comune di reti funzionali che sono alla base della cognizione e suggeriscono che le interazioni tra le reti possono caratterizzare la riorganizzazione funzionale nell’emisferectomia“, hanno affermato gli scienziati, come riportato su Pourquoidocteur.fr.

Connessioni neurali più importanti

Le persone coinvolte nello stuio sono state in grado di ragionare, provare emozioni o camminare. Le scansioni cerebrali hanno anche rivelato un aumento del numero di connessioni tra le reti cerebrali nei pazienti con una parte del cervello rimossa rispetto ad altri individui. Le regioni cerebrali dei pazienti che controllano la funzione del camminare, per esempio, sembravano comunicare di più con le regioni che regolano il linguaggio nei pazienti con solo metà del cervello.

Le reti stesse non sembrano anormali in questi pazienti ma il livello di connessione tra le reti è aumentato tra i sei pazienti“, ha affermmato Dorit Kliemann, coautrice dello studio.

In futuro, i ricercatori sperano di esplorare come la compensazione nelle emisferectomie influenzi il comportamento.