Si può prevenire la demenza senile? E come? 4 consigli

Avete mai sentito parlare della 'scorta segreta' di neuroni per mantenere la memoria sempre attiva? È necessario stimolarli per prevenire la demenza senile.

  • La demenza senile può insorgere con la terza età e comporta un declino grave delle facoltà mentali: la perdita di memoria è un segno distintivo.
  • Apprendimento e memoria possono restare ‘giovani’. Questa è la scoperta di un lavoro coordinato da Hongjun Song e Guo-li Ming insieme al proprio team.
  • A tal fine è necessario stimolare la neurogenesi tramite diverse attività come annusare gli oggetti, le persone o le cose.

Avete mai sentito parlare della ‘scorta segreta’ di neuroni per mantenere la memoria sempre attiva? Stimolando il ‘cervello segreto’ si potrà tenere a distanza l’arrivo della demenza senile.

Demenza senile: la ‘scorta segreta’ di neuroni da stimolare

Con l’arrivo della terza età iniziano anche i vuoti di memoria, l’avvicinarsi della demenza senile che determina un declino grave delle facoltà mentali tale da interferire con la vita quotidiana: la perdita di memoria ne è un esempio.

La memoria è un sistema complesso che permette di richiamare alla coscienza i ricordi delle esperienze vissute oppure delle conoscenze acquisite nel corso del tempo. Non è così per chi soffre di demenza senile: ogni ricordo viene perso nel baratro del vuoto, scompaiono i riferimenti di vita, i capisaldi della propria storia e identità. ‘Chi sono?’, ‘Chi sono stato?’.

Tristemente, quei ‘mattoncini’ testimoni del passato e immessi nella memoria, sono stati disintegrati da differenti cause come eventi traumatici alla testa, disturbi legati alla circolazione del sangue, disturbi metabolici, carenze di vitamine del gruppo B, anomalie a livello glicemico, disturbo della funzione della tiroide.

Qualche dimenticanza durante l’invecchiamento è normale, non di rado si dimenticano le chiavi, i numeri telefonici, i nomi e qualche ricordo recente. Ma la demenza senile no, strappa via le facoltà mentali senza nessuna eccezione.

La buona notizia è che l’ippocampo ma anche il bulbo olfattivo riescono a generare nuovi neuroni nel corso dell’intera vita: apprendimento e memoria possono restare ‘giovani’. Questa è la scoperta di un lavoro coordinato da Hongjun Song e Guo-li Ming insieme al proprio team.

C’è una scorta di neuroni che può rimanere sempre attiva, stimolare l’attività cerebrale può contribuire a mantenere le sue capacità. Come? 4 consigli.

1. Allenando la mente tramite varie attività logiche quanto divertenti come giocare a carte, imparare una nuova lingua straniera, suonare uno strumento musicale, imparare delle poesie a memoria, giocare a sudoku, etc.

2. Bevendo del ginseng coreano (utilizzato contro lo stress), uno dei rimedi naturali molto apprezzati per prevenire la demenza senile in quanto agisce sui neuroni preservandone l’integrità e modulandone la neurotrasmissione.

3. Seguendo una dieta sana ed equilibrata. Pensate che – secondo alcuni studi scientifici – la sola dieta mediterranea è capace di ridurre del 30-40% il manifestarsi della demenza senile. Introdurre nel corpo fibre e acqua, tanta verdura quindi e frutta, diminuire l’assunzione di carne e aumentare quella di pesce.

4. Ricordate “Alla ricerca del tempo perduto” di Marcel Proust? Inizia con il parlare dei ricordi che di colpo affiorano assaggiando una madeleine. Ecco, chiudere gli occhi ed annusare le cose, le persone, la natura, stimola la memoria olfattiva: provocherai delle vere e proprie ‘esplosioni sinaptiche’!