Setticemia: sintomi, cause, diagnosi e cura

L'avvelenamento del sangue si riferisce ai batteri che entrano nel flusso sanguigno. Ecco cos'è meglio sapere.

setticemia

L’avvelenamento del sangue si riferisce ai batteri che entrano nel flusso sanguigno.

Chiamata anche setticemia si tratta di una complicazione grave e potenzialmente letale di un’infezione già esistente in cui i batteri sfuggono al sito iniziale dell’infezione, penetrano nel sangue e si diffondono in tutto il corpo.

La condizione deve essere trattata rapidamente, poiché la setticemia non trattata può rapidamente degenerare in sepsi e la sepsi può progredire fino allo shock settico, che è fatale in circa il 50% dei casi.

SINTOMI

Ecco come si manifesta l’avvelenamento del sangue:

  • febbre;
  • brividi;
  • debolezza;
  • aumento della frequenza respiratoria;
  • battito cardiaco e palpitazioni veloci;
  • pelle pallida.

Questi sintomi possono essere causati da qualcosa di diverso dall’avvelenamento del sangue ma richiedono comunque un pronto intervento medico.

Ecco, invece, i sintomi in caso di shock settico:

  • vertigini;
  • confusione;
  • crollo della pressione sanguigna;
  • minzione diminuita o assente;
  • nausea e vomito;
  • forte dolore muscolare;
  • grave mancanza di respiro;
  • pelle fredda e viscida;
  • macchie rosse sulla pelle che possono crescere e apparire come lividi;
  • stato di incoscienza.

Lo shock settico è un’emergenza. Bisogna chiamare l’ambulanza se si sospetta uno shock settico.

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CAUSE

L’avvelenamento del sangue deriva da un’infezione esistente.

La condizione si può sviluppare nei seguenti casi:

  • peritonite;
  • polmonite;
  • infezione renale;
  • infezione dentale;
  • una puntura da insetto infetto o un morso di animale;
  • una ferita da puntura infetta;
  • uso prolungato di un catetere;
  • mancanza di un trattamento adeguato di qualsiasi ferita aperta.

L’avvelenamento del sangue è quasi sempre causato da infezioni batteriche. Raramente, può derivare da un’infezione virale o fungina.

GRUPPI DI RISCHIO

Alcune persone hanno più probabilità di altre di sviluppare l’avvelenamento del sangue:

  • i giovanissimi e gli anziani;
  • persone con sistemi immunitari compromessi, come quelli che hanno l’HIV / AIDS e i malati di cancro;
  • persone che fanno uso di droghe illecite;
  • persone con un catetere permanente;
  • persone che hanno subito recentemente un intervento chirurgico o una procedura dentale.

DIAGNOSI E CURA

L’avvelenamento del sangue di solito richiede una degenza ospedaliera e antibiotici per via endovenosa. Se il caso è lieve, il recupero avviene di solito entro una o due settimane.

Casi più gravi di avvelenamento del sangue, progrediti in sepsi gravi, possono comportare gravi complicazioni, tra cui:

  • coaguli di sangue;
  • collaso degli organi vitali;
  • cancrena (morte dei tessuti) e successiva amputazione.

Non tutti i casi di avvelenamento del sangue sono prevenibili. Ma in caso di infezione esistente o di una ferita aperta non è guarita, bisogna sottoporla a un trattamento adeguato per evitare che l’infezione si diffonda e causi danni in tutto il corpo.