Salmonella: quali sono i sintomi?

Quali sono i sintomi della salmonella? Considerato l’impatto che l’infezione ha sul fisico, è naturale farsi questa domanda. Nelle prossime righe di questo articolo, abbiamo cercato di rispondere a questo interrogativo. Dal momento che il nostro non è un portale medico, prima di mettere in atto qualsiasi cambiamento legato al tuo benessere o allo stile di vita consulta il tuo medico curante.

Cos’è la salmonella

Prima di entrare nel vivo dei sintomi della salmonella, vediamo di cosa si parla quando la si chiama in causa. A livello medico, la salmonella può essere definita come un batterio. Per amor di precisione, bisognerebbe usare il plurale e parlare di salmonelle. Esistono infatti quattro gruppi. Ciascuno di essi è contrassegnato con le prime quattro lettere dell’alfabeto italiano.

Quando si parla delle salmonelle legate ai primi tre gruppi, si inquadrano dei batteri in grado di causare infezioni a livello gastrointestinale che guariscono in maniera rapida. Le salmonelle incluse nel quarto gruppo, invece, causano il tifo e la febbre tifoide, patologie diffuse soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Nella metà dei casi, le salmonelle non tifoidee sono la causa delle infezioni con cui i pazienti hanno a che fare.

Per quanto riguarda i canali di contagio, ricordiamo che il principale sono alimenti come le uova crude, il latte crudo e i suoi derivati, la frutta e la verdura contaminate.

La sintomatologia

Possiamo entrare ora nel vivo di tutto quello che riguarda i sintomi della salmonella. Rammentiamo innanzitutto il fatto che iniziano a manifestarsi tra le 12 e le 36 ore dopo l’ingestione dell’alimento contaminato con il batterio.

Tra i segnali principali dell’infezione è possibile citare la febbre, ma anche la nausea, il vomito, gli episodi di diarrea. Da non dimenticare sono anche i dolori addominali. Degna di nota è l’esistenza di alcune forme particolarmente gravi. Nel caso in cui non si parla di salmonella tifoidea, l’evenienza appena citata riguarda soprattutto soggetti fragili, come per esempio gli anziani o gli immunodepressi, che possono essere ricoverati in ospedale per evitare che la situazione si aggravi.

I sintomi della salmonella tendono a protrarsi per un lasso di tempo che va dai 4 ai 7 giorni. Pur essendo, come già accennato, fastidiosa dal punto di vista della gestione delle sue manifestazioni cliniche, la salmonella ha, nella maggior parte dei casi, un decorso benigno e non richiede l’ospedalizzazione.

Un doveroso cenno va dedicato al fatto che, in alcuni frangenti, si può avere a che fare con pazienti portatori asintomatici.

Prevenzione

Anche se la salmonella non è fatale nella maggior parte della situazione, è essenziale mettere in atto alcune semplici misure preventive. Tra le principali rientra il fatto di cuocere bene gli alimenti. Attenzione, però: se, una volta cotto l’alimento che si ha intenzione di mettere in tavola, per esempio la carne, si utilizza il medesimo coltello impiegato per tagliare la carne cruda senza sterilizzarlo, il rischio di salmonella non si elimina, anzi aumenta.

Fondamentale, oltre a igienizzare gli utensili, è lavare le mani prima e dopo aver maneggiato gli alimenti.

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