Quanto costa coltivare cannabis in casa?

Grazie ai provvedimenti normativi che sono entrati in vigore negli ultimi anni in Italia e non solo, sono tantissime le persone che decidono di iniziare a coltivare cannabis in casa. Le domande nel momento in cui si dà spazio a questo hobby sono diverse. Tra queste, rientrano i costi da affrontare. Se ti stai chiedendo qualcosa in merito, nelle prossime righe di questo articolo puoi trovare diverse specifiche utili.

L’investimento base

Supponiamo di avere a che fare con un breeder alle prime armi che decide di iniziare a coltivare cannabis indoor. In questo caso, bisogna considerare un investimento base compreso tra i 500 e i 600 euro. Se si punta a ottenere risultati soddisfacenti, infatti, è necessario andare oltre all’acquisto del mix semi, terriccio e vaso e considerare anche, tra le varie cose, i fertilizzanti, il filtro, il misuratore per il pH del terreno.

Abbiamo utilizzato il termine investimento non a caso. Quando si chiamano in causa le cifre da sborsare per iniziare a coltivare cannabis a livello casalingo, è infatti opportuno ricordare che la strumentazione può essere utilizzata anche per successivi raccolti.

Questo vale in particolare per i vasi, per il ventilatore, per il dispositivo avente il fine di misurare il pH. Doveroso è ricordare che, nei casi in cui si ha a che fare con semi di marijuana con efficacia autofiorente, si può risparmiare fin da subito in quanto parliamo di una tipologia di sementi che, non avendo vincoli fotoperiodici, non richiede particolari attenzioni per quel che concerne l’illuminazione.

Inoltre, i semi autofiorenti danno generalmente piante non grandissime, il che consente di non dover comprare troppi vasi o troppo grandi.

Il costo dei semi

Il costo dei semi è spesso messo in secondo piano quando si definisce il budget per iniziare il proprio percorso di breeder. Si tratta, invece, di una voce di spesa che ha un ruolo importantissimo. Entrando nel dettaglio della situazione e dando qualche numero, ricordiamo che, in media, un singolo seme ha un costo che si aggira tra i 5 e i 10 euro.

Nel caso delle specie più pregiate, si ha a che fare anche con cifre pari a 20 euro per ciascun seme. A questo punto è naturale chiedersi, soprattutto se si è alle prime armi, da cosa dipenda il costo. Sono diversi i fattori da tenere in considerazione. In primo luogo va presa in esame la potenza. I semi che sono caratterizzati da un valore particolarmente alto da questo punto di vista devono essere raccolti al massimo stato di maturazione.

Questo, di riflesso, richiede un maggior lavoro da parte del coltivatore professionista, che non può che caricare costi maggiori sul cliente finale.

Conta tantissimo ovviamente anche la genetica, così come il fatto di aver concretizzato trattamenti ormonali specifici. Il più celebre è indubbiamente quello che porta alla creazione dei semi femminizzati. Popolarissimi tra i coltivatori professionisti in quanto gli unici in grado di produrre al 99% e oltre piante femmine, indi garanzie della presenza di cime, possono avere un costo più alto rispetto a semi che, invece, portano alla crescita di piante di sesso maschile.

La resa

Apriamo ora un breve focus sulla resa. Quanta cannabis si può ottenere partendo da un investimento di circa 600 euro in semi e attrezzature? Presupponendo, come accennato nelle righe precedenti, una coltivazione indoor, parliamo di circa 200 grammi.

Come risparmiare

Come risparmiare quando si inizia a coltivare cannabis in ambito domestico? La scelta dei semi autofiorenti, ideale per i principianti, è solo una delle strategie da chiamare in causa. Da non dimenticare è altresì la possibilità di acquistare grow box di seconda mano – sul web se ne trovano tantissime – e di optare per miscele di terriccio pre-composte, soluzioni che permettono di risparmiare anche tempo in quanto non è necessario andare a cercare i vari componenti.