Psicologia del Pene Piccolo: parola a Vinicio Sagese di SaluteSegreta.com

Ogni uomo percepisce la propria identità maschile fortemente correlata con il proprio pene.

Il confronto con i peni degli altri maschi rinforza questa percezione: accade, ad esempio, nella visione di riviste o di film pornografici, oppure negli spogliatoi e nelle docce dei centri sportivi, tant’è che prende il nome di “sindrome da spogliatoio”.

A riprova di ciò, nell’era dei social, sempre più uomini inviano foto del loro pene nel “trionfo” di una erezione, magari ricorrendo anche all’aiuto di qualche filtro o della giusta luce!

I problemi nascono quando si è insoddisfatti delle dimensioni o della forma del proprio pene.

Abbiamo voluto affrontare questo argomento così delicato con una persona che, a nostro parere, la sa lunga in proposito. Ci siamo rivolti a Vinicio Sagese, che conosce bene queste tematiche, perché da anni su Salutesegreta.com dedica molti articoli al benessere psicofisico maschile, alla salute dello sportivo, ai problemi della sessualità maschile dall’età giovanile a quella senile e alle migliori soluzioni offerte dagli integratori naturali (tra cui una selezione delle migliori creme per l’allungamento del pene).

Segue quanto ci ha raccontato Vinicio Sagese nella nostra intervista.

Cos’è la sindrome del pene piccolo?

Alcuni uomini percepiscono il loro membro come piccolo, specie nello stato flaccido, ma occorre distinguere tra:

  • disturbo di dismorfismo corporeo, noto con l’acronimo inglese BDD che sta per Body Dysmorphic Disorder, dovuto ad eccessivo malessere o vergogna per le dimensioni o la forma del proprio pene o per l’aspetto di altra zona del corpo. Il pene, però, nella quasi totalità dei casi, rientra negli standard della popolazione maschile, perciò il termine più corretto, in riferimento al pene, è dismorfismo penieno o dismorfofobia peniena (fonte);
  • e micropenia, relativa ad un pene che a riposo è lungo meno di 4 cm e che in erezione misura meno di 7 cm. Si tratta però di un evento assai raro.

La distinzione esclude i casi di anomalie del pene dovute all’insorgere di malattie, o a malformazioni congenite come l’ipospadia o a conseguenze di interventi al pene o alla prostata, come radiazioni prostatiche, trattamento ormonale del cancro alla prostata, diabete con grave danno atrofico del pene.

Circa il pene a riposo, c’è poi da ricordare che la sua lunghezza dipende da vari fattori, come:

  • l’anatomia dell’uomo; per esempio un individuo obeso con molto adipe sulla zona pubica o un maschio con molti peli sul pube appaiono con un pene flaccido più piccolo di quanto il pene lo sia nella realtà;
  • la temperatura ambientale; il caldo infatti favorisce la vasodilatazione nei corpi cavernosi del pene ingrossandolo, viceversa il freddo stimola la vasocostrizione nei corpi cavernosi del pene riducendo le dimensioni del pene stesso;
  • lo stato di salute dell’uomo.

In aggiunta, vari studi hanno verificato che la lunghezza del pene allo stato flaccido non ha alcuna attinenza con la sua lunghezza in erezione.

Le dimensioni del pene sono poi sensibilmente importanti anche tra gli uomini omosessuali, per i quali “più grande è meglio” e il partner con il pene più piccolo ha una posizione sessuale sottomessa.

Un pene piccolo può causare problemi?

Un pene percepito ingiustamente come piccolo, o in rari casi avvertito all’opposto come troppo grande, suscita la preoccupazione di non poter dare piena soddisfazione sessuale al partner, o al contrario di provocare dolore o lacerazioni.

In realtà, un pene si stima piccolo quando non penetra completamente nella vagina, ovvero quando ha lunghezza inferiore a quella del condotto vaginale che è lungo tra gli 8 e i 10 o 12 centimetri.

Tuttavia la sensibilità vaginale è nei primi 4 cm a partire dall’orifizio vaginale esterno e l’eccitazione sessuale femminile stimola la produzione di fluido vaginale che, lubrificando i tessuti della vagina, ne aiuta la dilatazione elastica per avvolgere il membro.

Segue perciò che la stragrande maggioranza dei peni maschili è adeguata all’atto sessuale e che le preoccupazioni di inadeguatezza che alcuni provano nascono per pregiudizi, per scorretta informazione sessuale, per poca fiducia in sé stessi, per scarsa accettazione di sé.

 

L’aspetto psicologico è da sottovalutare o no?

La risposta è un deciso no. Una forte ansia da prestazione per il pene piccolo, nota con l’acronimo inglese SPA da small penis anxiety, può dare origine a insicurezza, calo della propria autostima, disagi significativi nella sfera sociale, in quella lavorativa e in quella sessuale (fonte).

Il disturbo insorge spesso nell’adolescenza, quando la sensibilità e il pudore sulla questione non aiutano a parlarne, fin da subito, con un genitore o con un amico o, ancor meglio, con il dottore.

Possono innescarsi:

  • pensieri ossessivi e comportamenti ripetitivi, come un frequente controllo delle proprie misure;
  • una minore soddisfazione nel rapporto sessuale;
  • un aumento della probabilità di avere disfunzione erettile;
  • disperati tentativi di correzioni fai-da-te, ad esempio con pericolose iniezioni locali di vasellina;
  • una sindrome depressiva;
  • un isolamento sociale.

Tanta sofferenza può spingere a cercare sicurezza provando a migliorare forma o dimensioni del pene e, in SaluteSegreta.com, troverete molti articoli circa la pratica di esercizi per allungare il pene, il massaggio Jelqing, le pompe a vuoto.

In contesti psichiatrici, l’angoscia di una ridotta qualità di vita può anche condurre a tentativi di suicidio.

Quali sono le terapie?

Il primo suggerimento è effettuare una visita andrologica o urologica per esternare finalmente tutti i propri dubbi e domande e per avere risposte certe ed obiettive.

In assenza di patologie anatomiche o funzionali, la terapia farmacologica va però abbinata a un sostegno psico-sessuologico, per risolvere i problemi psicologici e sessuali singoli e di coppia che insorgono.

Tra gli uomini che si rivolgono ad un andrologo, circa il 15 – 20% richiede interventi chirurgici di tipo estetico per aumentare la lunghezza o la circonferenza del membro. L’aumento medio ottenibile in lunghezza è di circa 2 cm.

Gli interventi possibili sono di vario tipo:

  • taglio del legamento sospensore del pene che collega il pene al pube; la recisione del legamento fa scivolare in avanti il membro allungandolo, in media, dai 2 ai 4 cm;
  • liposuzione prepubica, per eliminare il grasso sul pube che fa sembrare il pene più piccolo;
  • smontaggio del pene e trapianto di cartilagine;
  • lipoiniezione di grasso autologo o iniezione di altri tipi di materiali ammessi;
  • innesto dermico.

Accanto alle terapie mediche, va sempre più diffondendosi l’uso dei migliori integratori per l’allungamento del pene, come quelli che presentiamo su SaluteSegreta.com, che da anni riscuotono il largo consenso e la piena soddisfazione dei nostri utenti.

Funzionano gli integratori per allungare il pene?

La questione degli integratori per allungare il pene è molto dibattuta. Riconosciamo che, purtroppo, in questo campo molti operano senza troppi scrupoli, adombrando l’attività di chi, al contrario, agisce con senso di responsabilità.

Perciò, mi fa piacere dirvi che la serietà e l’impegno che ci caratterizza su SaluteSegreta.com ci ha condotti ad un riconosciuto e, permettetemi di aggiungere, meritato successo che, di fatto, anche voi ci state riconoscendo con l’intervista di oggi.

I nostri lettori sanno infatti che possono fidarsi delle nostre proposte, perché abbiamo sempre ricercato i migliori prodotti sul mercato, abbiamo voluto conoscere i test indipendenti realizzati per gli integratori proposti su Salutesegreta.com e, in molti casi, io stesso e miei fidati amici li abbiamo testati in prima persona.

Pur non soffrendo né i miei amici, né io di problemi sessuali particolari, abbiamo provato le pillole o i gel per l’allungamento del pene che suggeriamo con successo da anni.

Si tratta di integratori a base di nutraceutici di elevata qualità, senza controindicazioni se non quelle relative a specifiche intolleranze a singoli componenti-

Questi integratori hanno un largo raggio di azione, che io stesso e tanti altri abbiamo verificato. Questi integratori, infatti, non solo migliorano l’irrorazione sanguigna dei corpi cavernosi del pene, potenziando il suo ingrossamento in lunghezza e in diametro, ma aumentano anche la libido, la durata dell’erezione, l’intensità delle percezioni e la salute della prostata.

Cosa ne pensano le donne?

Molti ricercatori confermano che le donne desiderano uomini ben dotati solo per rapporti occasionali, mentre, nell’esperienza comune, a prescindere dalle dimensioni dei genitali dei loro partner, si sentono sessualmente appagate da quegli uomini abili nel coinvolgerle nell’amplesso sessuale con un attento e sapiente gioco di stimoli erotici tattili e verbali.

Conclusioni

Innanzitutto vorrei ringraziarvi per questo nostro incontro. Il tema è attualissimo e sempre di grande interesse.

Ripeto che la mia prima raccomandazione è quella di una visita da un andrologo o da un urologo per chiarire le cause dei propri disagi. Viceversa, si rischia che lo stress e le sue ricadute aumentino e che lo stesso partner possa sentirsi colpevole, non desiderato e respinto.

Anche un colloquio franco con il partner può aiutare a dissipare molte dinamiche auto lesioniste, favorire un maggiore avvicinamento e farlo sentire più coinvolto e complice.

Raccomando invece molta cautela nel ricorrere alla chirurgia estetica perché ancora oggi presenta molte controindicazioni e i risultati, nonostante le promesse, non sono sempre soddisfacenti.

Per suggerimenti e per informazioni più dettagliate e complete, mi fa piacere suggerire ai vostri lettori i vari e specifici articoli sul tema presenti su “Salute maschile” nel menù di SaluteSegreta.com.