Il problema della presenza di arsenico nell’acqua potabile

Sono milioni le persone che in tantissime zone del globo sono costrette a bere acqua contaminata e inquinata. Una situazione allarmante e spesso fuori controllo, che mette a rischio la salute di quelle popolazioni. Anche se buona parte del mondo occidentale non deve far fronte a problemi del genere, è bene tenere a mente che le fonti di acqua pulita sono sempre più limitate e non totalmente accessibili dall’uomo. Senza un programma apposito e un impegno da parte di tutti i governi, questa situazione tenderà a peggiorare ulteriormente diventando di fatto un’emergenza nel giro di pochi decenni.
La tendenza, per le persone che vivono nei paesi più avanzati, è quella di non preoccuparsi della questione, pensando di essere al sicuro da qualsiasi tipo di minaccia. La realtà è però un’altra: anche nel nostro paese nell’acqua potabile sono presenti tracce importanti di arsenico, rame e piombo, con effetti deleteri sulla nostra incolumità. Il problema della concentrazione di arsenico è forse quello più importante: andiamo a scoprire perché.

Cos’è l’arsenico?

L’arsenico è un semi-metallo particolarmente diffuso in natura soprattutto nelle suolo, nelle rocce, ma anche nei microorganismi e nei tessuti sia animali che vegetali. Il pericolo per l’uomo – in quanto elemento nocivo per la salute –  deriva dalla sua assunzione tramite l’acqua potabile. Alcuni studi portati a termine negli ultimi anni hanno ricollegato all’esposizione prolungata e abituale all’arsenico tutta una serie di patologie anche molto gravi: parliamo nello specifico di malattie neurologiche, respiratorie, cardiovascolari, di diabete e di forme tumorali che colpiscono principalmente i polmoni, la vescica e la pelle. Per questo motivo la rimozione dell’arsenico nell’acqua potabile che siamo soliti bere ogni giorno è di fondamentale importanza.

I limiti di legge

I limite relativi alla concentrazione massima di arsenico nell’acqua potabile sono stabiliti sul territorio comunitario dalla Direttiva 98/83/CE , e non devono oltrepassare i 10 μg/L. Quantità più elevate di questo elemento sono ritenute nocive per la salute umana, soprattutto nei casi di esposizione protratta nel tempo. Le singole regioni provvedono a monitorare la situazione con studi a campione e biomonitoraggio diretto sulle popolazioni delle varie comunità.

L’Agenzia Alimentare Europea, in un recente rapporto, ha messo in evidenza l’importanza del ruolo dell’alimentazione in ottica esposizione all’arsenico, con un contributo importante in tal senso di alimenti come ortaggi e prodotti caseari e, appunto, dell’acqua potabile.

Come fa l’arsenico ad arrivare all’acqua che beviamo? 

Abbiamo già precisato che la presenza dell’arsenico nell’acqua potabile è legata alla sua elevata diffusione in natura, ma in altri casi su questo aspetto influiscono i depositi dovuti all’inquinamento industriale, ma anche quelle sostanze usate nel settore agricolo. Una volta che l’arsenico entra in contatto con l’ambiente che ci circonda, tende a rimanerci per tantissimo tempo e ad entrare fatalmente in contatto con le falde acquifere, permanendo in quello che mettiamo nei nostri bicchieri.

Un’attenzione particolare dev’essere riservata su questo tema dai soggetti che si servono di un pozzo privato per il proprio approvvigionamento di acqua, perché si tratta solitamente di fonti meno controllate che potrebbero essere entrate a contatto, nel loro percorso sotterraneo, con fertilizzanti o erbicidi.

Come si elimina l’arsenico dall’acqua potabile?

Purtroppo bollire o semplicemente riscaldare l’acqua non garantisce lo smaltimento delle particelle di arsenico eventualmente presenti nell’acqua, anzi, la situazione può addirittura peggiorare perché con l’evaporazione dell’acqua, la concentrazione di questo elemento tenderà ad essere superiore. Allo stesso modo, l’uso di sostanze come il cloro non risolveranno il problema. Le soluzioni migliori sono quelle che ricomprendono il filtraggio, l’osmosi inversa, la distillazione e lo scambio ionico. In ogni caso, in considerazione della delicatezza del problema, il consiglio è sempre quello di rivolgersi prima a una asl per l’analisi dell’acqua, e di procedere alla eliminazione dell’arsenico attraverso i servizi offerti da aziende specializzate.