Primo decesso per reinfezione da Covid-19

Il suo secondo incontro con il Covid-19, lo conosceva già, era guarita. Questa volta no, la donna anziana olandese non ce l'ha fatta.

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Il suo secondo incontro con il Covid-19, lo conosceva già, era guarita. Questa volta no, la donna anziana olandese non ce l’ha fatta. La prima morte da reinfezione segnalata per il nuovo Coronavirus. Ad oggi, 23 i casi di reinfezione in tutto il mondo.

Ripercorriamo la storia della donna.

Reinfezione da Covid-19: una storia unica in tutto il mondo

A descrivere e rendere nota la prima morte per reinfezione da Covid-19 della donna olandese di 89 anni è un articolo pubblicato sulla rivista Clinical Infectious Diseases.

I fattori di rischio che possono compromettere maggiormente la vita se infettati dal SARS-CoV-2 non mancavano all’anziana donna: soffriva di un raro tipo di tumore del midollo osseo che ha compromesso il sistema immunitario, affermano i ricercatori del Maastricht University Medical Center nei Paesi Bassi.

Era l’inizio dell’anno quando la donna era risultata positiva al nuovo Coronavirus, era stata ricoverata per febbre e tosse, sintomi attenuti 5 giorni dopo per cui dimessa: “oltre ad un certo affaticamento persistente, i suoi sintomi sono scomparsi completamente”, secondo la ricerca.

Cinquantanove giorni dopo è risultata nuovamente positiva al virus invasore, la morte è sopraggiunta settimane dopo. I sintomi avevano un’importanza maggiore rispetto al primo episodio: febbre, tosse e difficoltà a respirare.

“All’ottavo giorno le condizioni della paziente sono peggiorate, è morta due settimane dopo”, afferma lo studio.

Il punto che risalta all’attenzione è dato dall’evidenza dei due test per gli anticorpi contro il Coronavirus che sono risultati negativi.

Nell’intermezzo delle due diagnosi positive la donna non era stata testata ma è stato notato che la composizione genetica dei due virus era diversa, affermano i ricercatori.

“è probabile che il secondo episodio sia stato una reinfezione piuttosto che uno stadio di malattia prolungato”, ha detto lo studio.

Anche in nord America si è sviluppato un primo caso di reinfezione in Nevada che ha interessato un uomo di 25 anni.

Anche in questo caso le similitudini sono apparse evidenti: i ricercatori hanno affermato che il paziente era stato effettivamente infettato in due diverse occasioni dopo aver riscontrato differenze genetiche significative tra i virus responsabili di ciascuna infezione.

Ciò che differenzia la storia tra i due reinfettati è che l’uomo è stato in grado di riprendersi completamente nonostante abbia sviluppato un caso più grave di Covid-19 la seconda volta.

Sono 23 i casi di reinfezione confermati in tutto il mondo.
Ci sono dei dubbi che questi casi hanno sollevato: quanto tempo le persone sono protette dal virus dopo la loro infezione iniziale?

Spazio alle nuove ricerche che sapranno rispondere al nuovo quesito.