Perché la variante Delta è così contagiosa? La scoperta di uno studio

Qual è il risultato del successo epidemico della variante Delta? Da un lato ci sono mutazioni che modificano la sua proteina S.

Prendendo due piccioni con una fava, queste mutazioni permettono alla variante delta sia di infettare meglio le cellule umane sia di sfuggire agli attacchi del sistema immunitario.

La variante Delta – come spiegato su Futura-Sciences.com – è entrata in Cina il 21 maggio 2021, data della prima trasmissione nota nel territorio. La catena di trasmissione risultante è stata seguita dagli scienziati cinesi fino al 18 giugno 2021. Grazie ai dati accumulati, e disponibili solo in pre-pubblicazione, i ricercatori hanno portato alla luce un nuovo parametro che spiega la rapida diffusione della variante: la carica virale.

La carica virale è il numero di virioni presenti nel corpo. Le 63 persone infettate dalla variante Delta testate hanno una carica virale 1.260 volte maggiore di quella indotta dalle varianti 19A/19B, che derivano dal ceppo originario di Wuhan e che erano in maggioranza in Cina nel 2020.

Concretamente, l’80,6% dei campioni analizzati contengono circa 600mila copie della variante Delta, rispetto al 19,05% dei campioni positivi per le varianti 19A/19B.

Gli autori hanno spiegato anche che la variante Delta potrebbe essere particolarmente contagiosa nelle primissime ore del contagio. Dopo un periodo di latenza, durante il quale i virioni iniziali non sono rilevabili perché nascosti nelle cellule, i virioni appena prodotti vengono rilasciati in modo esponenziale nell’organismo. Diventano quindi rilevabili mediante PCR (il tampone).

Nel caso della variante Delta, è rilevabile solo quattro giorni dopo l’infezione, rispetto ai sei giorni delle vecchie varianti 19A/19B. Si replica, quindi, più velocemente.

In definitiva, la combinazione di una grande carica virale e un aumento del tasso di replicazione può in parte spiegare perché la variante Delta è così difficile da fermare.