Perché il vaccino di Moderna è sconsigliato ai minori di 30 anni?

La conoscenza progredisce a passi svelti e le raccomandazioni circa l'utilizzo dei vaccini si vanno aggiornando velocemente. Il vaccino Moderna viene sconsigliato agli under 30, perché?

Ogni giorno ci troviamo immersi in una quantità d’informazione inerente ai vaccini davvero vasta. La conoscenza progredisce a passi svelti e le raccomandazioni circa l’utilizzo dei vaccini si vanno aggiornando velocemente, vengono adattate quasi in tempo reale. Oggi il vaccino di Moderna viene sconsigliato ai minori di 30 anni, perché?

Le raccomandazioni sul vaccino di Moderna, ‘no’ ai minori di 30 anni

Diversi mesi fa, il vaccino Moderna ha ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio per la vaccinazione primaria con il seguente schema: due dosi da 50 µg. A fine ottobre questo vaccino ha ottenuto un’estensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio per la somministrazione anche di una terza dose a 50 µg. Oggi, ci si appresta a fare il punto della situazione.

Sebbene l’efficacia nel tempo diminuisca più velocemente rispetto al vaccino Pfizer, i dati dimostrano che il vaccino Moderna è più efficace di quest’ultimo.

Tuttavia c’è un dato non indifferente che non può e non deve essere trascurato: con il vaccino di Moderna aumenta il rischio di incorrere in miocardite e pericardite nei giovani al di sotto dei 30 anni rispetto al vaccino Pfizer.

La miocardite è un’infiammazione del muscolo cardiaco che si può verificare facilmente nei giovani entro sette giorni dall’iniezione seppur raramente e la pericardite è l’infiammazione del pericardio, la membrana che circonda il cuore.

Ad oggi, anche l’autorità sanitaria francese (Has) sconsiglia l’uso del vaccino Spikevax per gli under 30 sulla base di uno studio, secondo cui ‘aumenta leggermente il rischio di miocardite e pericardite’ in questa fascia d’età.

L’Has sconsiglia l’uso sia come prima dose che come richiamo, raccomandando il Pfizer, mentre sottolinea i vantaggi del Moderna per gli over 30. La conclusione dell’autorità sanitaria si basa su un ampio studio focalizzato su persone tra i 12 e 50 anni ricoverate in Francia tra il 15 maggio e 31 agosto per miocardite e per pericardite.

In tutto sono stati identificati 919 casi di miocardite e 917 casi di pericardite. Non sono comunque stati segnalati decessi tra le persone ricoverate in ospedale dopo la vaccinazione per queste condizioni. I ricercatori concludono che ‘Il numero di casi attribuibili ai vaccini appare poco frequente in relazione al numero di dosi somministrate. Questo studio conferma anche l’esito clinico favorevole dei casi di miocardite e pericardite dopo la vaccinazione’.