Perché ci togliamo le caccole dal naso?

Togliersi le caccole dal naso è un'abitudine giornaliera che appartiene un po' a tutti e che 'nutriamo' silenziosamente dall'infanzia. Perché lo facciamo?

Non è un argomento insolito e tutti noi lo sappiamo. Togliersi le caccole dal naso è un’abitudine giornaliera che appartiene un po’ a tutti e che ‘nutriamo’ silenziosamente dall’infanzia. Si stima che quest’atto sia ripetuto almeno 4 volte al giorno, perché?

Dita nel naso, perché?

Il nostro naso secerne muco, la nostra barriera di difesa da tutto ciò che inaliamo durante il giorno come polveri, batteri, virus, funghi che – nell’insieme – vanno a costituire le nostre ‘caccole‘. Queste non fanno affatto male se ingerite perché stimolano il nostro sistema immunitario e tra l’altro hanno un sapore salato perché ricche di sodio e potassio.

No, non è un invito ad ingerirle le caccole (la maggior parte del muco che viene secreto passa dalla gola direttamente allo stomaco) ma una considerazione per comprendere la funzione fondamentale delle caccole.

Secondo i parametri scientifici forniti da Albino Rossi, responsabile della divisione di pneumologia del Policlinico di Pavia, ognuno di noi produce un bicchierino di caccole al mese.

Di certo, il muco nel nostro naso non manca e noi lo sentiamo perché spesso le caccole ostruiscono la nostra respirazione, una narice viene tappata, l’altra anche ed ecco che l’istinto ad infilare il dito nel naso cresce. Soprattutto quando sopraggiunge anche il prurito. E poi, esteticamente sono proprio brutte da vedere.

Tutti motivi, quelli elencati, che ci spingono a metterci le dita nel naso per toglierci le caccole.

Che fine fanno?

Sulla loro sorte sono stati i ricercatori Usa della Wisconsin University ad indagare con un questionario distribuito a mille abitanti della Dane County: il 90,3% finisce nel fazzoletto; il 28,6% viene lanciato o fatto cadere sul pavimento, ma il 7,6% è trasferito su un mobile e addirittura l’8% viene mangiato, contro il 4,3% dello studio indiano (erano possibili più risposte, ndr). In fondo, hanno commentato i ricercatori, si tratta di una scorciatoia: il destino del muco è proprio lo stomaco.