Pavimento pelvico maschile, come e perché prendersene cura

Le condizioni del pavimento pelvico nell’uomo incidono sulla qualità della sua salute prostatica, sia dal punto di vista sessuale che sul piano urinario. Dal momento che questa parte del corpo con il trascorrere degli anni tende a indebolirsi, è fondamentale prestare la massima attenzione. Situato nella parte bassa del bacino, il pavimento pelvico è una sorta di chiusura del compartimento addome pelvico, in cui sono contenuti i visceri: in sostanza è quella parte su cui si appoggia il corpo nel momento in cui si è seduti.

Come rafforzare il pavimento pelvico

Gli esercizi di Kegel sono fortemente raccomandati se si ha la volontà di rafforzare il pavimento pelvico: essi dovrebbero essere eseguiti dai 30 anni in poi e hanno il pregio di risultare molto semplici. Ci sono, comunque, altre accortezze a cui è bene dedicare attenzione: per esempio occorre sollevare gli oggetti pesanti evitando strappi, fare in modo di prevenire la stitichezza e adottare un regime alimentare sano per non diventare obesi. Non solo: quando si è di fronte allo specchio, è importante contrarre il pavimento pelvico mentre ci si osserva. Per capire se si sta effettuando in maniera adeguata tale movimento, è sufficiente verificare se il pene si sta ritirando.

Perché curare il pavimento pelvico

Essere attenti al pavimento pelvico vuol dire anche mettere in atto tutte le misure igieniche che sono indispensabili per la sua salute: sono diversi gli accorgimenti da adottare per evitare che i muscoli si indeboliscano. Una buona abitudine è quella di contrarre i muscoli dopo aver urinato e svuotato la vescica. nel caso in cui tale contrazione venga effettuata in maniera corretta, l’urina eventualmente rimasta all’interno della vescica potrà essere espulsa con facilità, il che contribuirà a tenere sotto controllo il gocciolamento successivo alla minzione.

Come localizzare il pavimento pelvico

Qualsiasi uomo dovrebbe capire dove si trova il pavimento pelvico su di sé, oltre a localizzarlo in un disegno anatomico. A questo scopo, un trucco è quello di trattenere i gas: in pratica, bisogna contrarre lo sfintere anale, che è quell’anello muscolare situato in corrispondenza del pavimento pelvico che si solleva e si ritrae. In alternativa si può anche trattenere la pipì, tenendo presente comunque che questo esercizio non dovrebbe essere svolto troppo spesso: una volta alla settimana è più che sufficiente. Quando si blocca lo svuotamento della vescica, si ha l’opportunità di individuare i muscoli del movimento pelvico e di sentirli.

A che cosa serve il pavimento pelvico

Il pavimento pelvico con il trascorrere degli anni ha la tendenza a indebolirsi; ciò può avvenire anche a causa di un eccesso di esercizio fisico o, al contrario, per la sua mancanza. Anche determinate condizioni patologiche possono avere un ruolo da questo punto di vista: si pensi a infiammazioni dell’uretra o della prostata, ma anche a malattie neurologiche o a interventi chirurgici che vengono effettuati per la radioterapia o in caso di tumore. Sono molteplici le funzioni svolte dai muscoli che compongono il pavimento pelvico degli uomini, e una di queste è il controllo delle feci e dell’urina. Sono proprio tali muscoli, in altre parole, che permettono di svuotare l’intestino e la vescica in maniera adeguata.

Che cosa succede in caso di debolezza pelvica

Problemi di prostata o urinari possono essere provocati dalla debolezza pelvica, la quale può incidere sull’eiaculazione precoce o comunque avere dei riflessi negativi sulla qualità della vita sessuale, per esempio causando disfunzioni erettili. Anche la sindrome da dolore pelvico cronico può essere una delle conseguenze di tale condizione. L’area del pavimento pelvico è compresa tra gli ischi, che sono le due ossa che si trovano ai lati del bacino: parte dal coccige, che è la parte conclusiva della colonna vertebrale, per arrivare all’osso pubico situato alla base del pene. Oltre ai muscoli, il pavimento pelvico è costituito anche da fasce, da legamenti, da vasi sanguigni e da nervi.

Che cosa fare in caso di incontinenza

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