Intervento record su un bambino: operato da sveglio e già tornato a casa
Un bambino di 9 anni è stato operato al cervello da sveglio all’Azienda Ospedale-Università di Padova. È la prima volta che nel reparto di neurochirurgia pediatrica viene utilizzata la tecnica “asleep awake asleep” su un paziente così giovane. L’intervento è riuscito, il piccolo è già stato dimesso e potrà vivere come qualunque suo coetaneo.
Indice dell'articolo
- 1 Perché questo intervento segna un precedente nella neurochirurgia pediatrica
- 2 Come funziona la tecnica “asleep awake asleep”
- 3 Chi ha guidato l’équipe multidisciplinare
- 4 Cosa aveva il bambino e perché era necessario intervenire
- 5 I risultati post-operatori
- 6 Il delicato equilibrio tra innovazione e rischio
- 7 Da tenere in mente
- 8 FAQ
- 9 Metodologia e Fonti
Perché questo intervento segna un precedente nella neurochirurgia pediatrica
L’operazione è stata definita d’avanguardia perché per la prima volta a Padova la metodica “asleep awake asleep” è stata utilizzata su un bambino di 9 anni.
Il paziente soffriva di una lesione parieto-temporale sinistra profonda che comprometteva l’integrazione delle informazioni sensoriali, spaziali e linguistiche. Un’area cerebrale delicatissima, strettamente legata alle funzioni della parola e alla capacità di elaborare stimoli complessi.
L’intervento ha permesso di asportare la maggior parte delle cellule malate riducendo al minimo il rischio di deficit neurologici permanenti.
Come funziona la tecnica “asleep awake asleep”
La metodica alterna sedazione e risveglio controllato.
Fasi operative:
- Prima fase in anestesia per l’asportazione iniziale della lesione
- Risveglio controllato tramite manovra anestesiologica
- Test neuropsicologici in tempo reale
- Eventuale completamento dell’intervento
Durante la fase di veglia, un’équipe composta da neuropsicologi e neurologopedisti sottopone il paziente a test mirati per valutare linguaggio e funzioni cognitive.
Chi ha guidato l’équipe multidisciplinare
L’intervento è stato coordinato da:
- Luca Denaro, direttore UOC Neurochirurgia Pediatrica e Funzionale
- Marina Munari, direttrice UOC Anestesia e Rianimazione OSA
Il team comprendeva anestesisti, neurologi, neurochirurghi, neuropsicologi, logopedisti, tecnici di neurofisiologia e personale infermieristico di sala operatoria.
Un’organizzazione complessa, necessaria per un intervento ad altissimo livello tecnico.

Il team che a Padova ha operato il bambino di 9 anni al cervello da sveglio
Cosa aveva il bambino e perché era necessario intervenire
La lesione parieto-temporale sinistra profonda impediva al piccolo di integrare informazioni sensoriali, spaziali e linguistiche.
Questa tipologia di intervento viene utilizzata anche per:
- Tumori cerebrali
- Epilessia farmaco-resistente
- Lesioni vascolari
Finora era stata eseguita in circa 130 pazienti pediatrici con età media superiore (intorno ai 12 anni).
I risultati post-operatori
L’operazione è perfettamente riuscita.
Il bambino:
- Non ha riportato ripercussioni post-operatorie
- È già stato dimesso
- Potrà vivere come qualunque suo coetaneo
Un esito che rappresenta un traguardo clinico per la struttura padovana.
Il delicato equilibrio tra innovazione e rischio
Operare un bambino da sveglio richiede una precisione estrema. Il rischio di deficit permanenti è reale se le aree funzionali vengono compromesse.
La scelta di questa tecnica dimostra un cambio di paradigma: intervenire con maggiore precisione per salvaguardare qualità della vita futura.
Da tenere in mente
Le aree parieto-temporali sinistre sono coinvolte nei processi linguistici e nell’integrazione multisensoriale. Il monitoraggio intraoperatorio riduce il rischio di afasie o deficit cognitivi post-chirurgici.
FAQ
Il bambino era completamente sveglio?
Solo nella fase centrale dell’intervento, sotto controllo anestesiologico.
Perché non operarlo in anestesia totale?
Per monitorare le funzioni linguistiche in tempo reale.
È una tecnica nuova?
È complessa e rara in pediatria, usata finora in circa 130 casi.
Il bambino rischia conseguenze?
Secondo i medici, non ha riportato ripercussioni e può condurre una vita normale.
Metodologia e Fonti
Ricostruzione basata su comunicazioni ufficiali dell’Azienda Ospedale-Università Padova e cronache giornalistiche: