Osteoporosi: cos’è, cause, sintomi e cura

L'osteoporosi è una malattia cronica dell'apparato muscolo-scheletrico che può condurre ad una vita invalidante. Cause, sintomi e cura.

L’osteoporosi è una malattia cronica dell’apparato muscolo-scheletrico che può condurre ad una vita invalidante, anche piccoli traumi possono apportare seri problemi: cadere e ritrovarsi con una frattura al femore. La sua rilevanza è di tipo socio-economico, si stima che in Italia a soffrirne siano 5.000.000 persone, 1 donna su 3 oltre i 50 anni.

Osteoporosi: cos’è, sintomi, cause e fattori di rischio

L’osteoporosi, trattandosi di una malattia sistemica a carico dell’apparato muscolo-scheletrico, viene considerata una patologia che detiene degli alti rischi per la salute a partire dalla facilità nell’andare incontro alle fratture che possono condurre a condizioni di disabilità e nei casi più severi a morte.

Le risposte ai perché sono da rimandare alle caratteristiche della malattia, vi è la presenza di una ridotta massa ossea e di alterazioni dell’architettura muscolo-scheletrica. Diversi i tipi:

  • Primitive, le forme che si manifestano nella post-menopausa o di tipo senile e varietà giovanile.
  • Secondarie, determinate da una serie di patologie (ipertiroidismo, deficit dell’ormone della crescita, acromegalia, etc.) e cause farmacologiche, possono esserne affetti pazienti di tutte le età; per questo l’osteoporosi non deve essere paragonata ad una condizione da “invecchiamento”.

Accorgersi di avere l’osteoporosi non è immediato, è una malattia silente che si presenta agli occhi nel momento di una frattura ossea.

Si subisce silenziosamente scoprendo: le fratture possono interessare la colonna vertebrale, il polso ed il collo del femore.

Tuttavia, l’insorgenza dell’osteoporosi può essere favorita da una serie di fattori come il fumo, la sedentarietà, il caffè, la menopausa precoce e, non per ultimo, un’alimentazione carente di calcio (essenziale per lo sviluppo delle ossa).

Tra i fattori di rischio rientrano anche l’età (l’incidenza di fratture aumenta con l’età), la familiarità per fratture da fragilità, le fratture pregresse, la riduzione del BMD (densità minerale ossea).

Nonostante la diagnosi a volte possa essere posta al momento di una frattura, ci sono dei determinanti su cui è possibile soffermarsi:

  • L’uso prolungato di corticosteroidi.
  • Trauma recente.
  • Deformità strutturati al rachide.
  • Perdita di altezza (>6 cm).
  • Distanza tra le ultime coste e le creste iliache <di 2 dita.
  • Presenza di dolore dorso-lombare.
  • Ipercifosi lombare.

Lo specialista può ritenere opportuno eseguire una diagnosi strumentale caratterizzata da:

  • Densitometria ossea computerizzata ai raggi x.
  • Ultrasonografia ossea.
  • Radiologia convenzionale.
  • RM spinale.
  • TC spinale.

E ancora, associarla ad una diagnosi di laboratorio di primo e secondo livello.

Un intervento precoce, un minor rischio per la salute

Secondo le “Linee guida sulla gestione dell’Osteoporosi e delle fratture da fragilità” redatte dalla Commissione Intersocietaria per l’Osteoporosi, “la prevenzione consiste nell’attivazione di misure tese ad impedire o rallentare la comparsa della malattia […], la prevenzione si attua mediante la correzione dei fattori di rischio modificabili”. Gli approcci preventivi:

  1. Approccio nutrizionale tramite un introito di calcio (latte e derivati), di vitamina D (grassi animali, pesce, fegato, latte e derivati).
  2. Attività fisica. Attività aerobica a basso o alto impatto (jogging, calcio, pallavolo, pallacanestro, etc.) e attività di rinforzo muscolare (nuoto, bicicletta o cyclette, pesistica, etc.).
  3. Prevenzione delle cadute, valutare l’ambiente domestico ed eliminare ogni ostacolo che possa agevolare una caduta (tappeti) e valutare la presenza di luce, di scarpe adatte. Per i soggetti più anziani è indicata una rieducazione all’equilibrio ed alla deambulazione.

A rientrare tra gli interventi mirati sono anche i trattamenti farmacologici tra cui quelli antiosteoporotici (disponibile la rimborsabilità da parte del SSN), anticatabolici (bloccano la degenerazione ossea), terapia ormonale sostitutiva (estrogeni nelle donne in menopausa).

Prendersi cura della salute delle proprie ossa equivale ad accettare di cambiare le abitudini quotidiane, intraprendere un percorso di miglioramento per un minor rischio di fratture e d’insorgenza dell’osteoporosi: poche accortezze per crescenti risultati.