Nuovo virus scoperto in Francia: lo hanno chiamato Cristoli

La scoperta è stata effettuata a seguito della morte di una donna di 58 anni.

Alcuni virologi francesi hanno identificato un nuovo virus in un paziente affetto da encefalite fatale, chiamandolo Cristoli. Scopriamo qualcosa di più in merito nelle prossime righe.

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Virus Cristoli: dettagli sulla scoperta

Un team di virologi attivi presso l’ospedale Henri-Mondor di Créteil hanno identificato un nuovo virus responsabile dell’encefalite. A fornire qualche dettaglio sulla scoperta e a renderla nota al mondo ci ha pensato un articolo comparso sulle colonne del quotidiano Le Parisien.

Le specifiche tecniche del lavoro, invece, sono state pubblicate sulle pagine della rivista Emerging Infectous DiseaseAll’origine della scoperta c’è il caso clinico di una donna di 58 anni, ricoverata alla fine del 2018 in un ospedale di Parigi con una diagnosi di febbee resistente all’amoxicillina.

La paziente è deceduta. A seguito della sua dipartita, i medici hanno eseguito una biopsia cerebrale. Osservando il campione prelevato a seguito di questa procedura, gli scienziati hanno scoperto l’esistenza di un nuovo virus, appartenente alla famiglia degli ortobunyavirus.

Come sottolineato dal Professor Jean-Michel Pawlotsky, capo dipartimento di biologia medica presso il nosocomio dove è venuta a mancare la donna, si tratta di virus trasmessi dagli insetti. Quasi sempre, il vettore di trasmissione è la zanzara. In casi rari la loro insorgenza provoca conseguenze fatali. La presenza del virus, a detta dei sanitari, può spiegare le gravi condizioni della paziente, che risultava immunodepressa.

Per identificare il virus Cristoli, i ricercatori hanno utilizzato il medesimo processo che ha permesso di scoprire il SARS-CoV-2, virus dietro alla patologia del Covid-19. Si tratta di una metodologia scientifica nota con il nome di metagenomica. Come funziona? In parole molto semplici, ricordiamo che parte tutto dal sequenziamento degli acidi nucleici presenti in feci, urina, sangue ed espettorato. Partendo da questi dati, si riesce a identificare agenti infettivi sia noti, sia mai visti prima.

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