Nuove speranze contro i tumori più difficili: cosa cambia per intestino e fegato
Nuove ricerche aprono spiragli concreti contro tumori difficili da curare, puntando su meccanismi genetici precisi.
È possibile bloccare la crescita di alcuni tumori colpendo un singolo meccanismo interno alle cellule? Secondo una nuova ricerca internazionale, la risposta potrebbe essere sì, almeno per alcune forme di tumore dell’intestino e del fegato, tra le più diffuse e complesse da trattare.
Un team di scienziati del Cancer Research UK Scotland Institute di Glasgow ha individuato un potenziale nuovo bersaglio terapeutico che potrebbe portare allo sviluppo di cure più mirate e, soprattutto, più sicure. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica Nature Genetics, analizza in profondità il ruolo di specifici geni e proteine che favoriscono la crescita tumorale solo in determinati tessuti del corpo.
Si tratta di un passo avanti importante in un momento storico in cui l’incidenza di questi tumori è in aumento, anche tra le fasce di popolazione più giovani, e in cui le opzioni terapeutiche restano limitate per molti pazienti.
Indice dell'articolo
- 1 Perché alcuni geni causano tumori solo in certi organi
- 2 Il ruolo della via WNT: quando la crescita cellulare sfugge al controllo
- 3 Cos’è la proteina NPM1 e perché è così importante
- 4 Bloccare NPM1 per fermare il tumore
- 5 SpecifiCancer: verso cure sempre più personalizzate
- 6 Cosa succede ora: i prossimi passi della ricerca
- 7 Lo sapevi che…?
- 8 FAQ – Domande frequenti
- 9 ISCRIVITI
Perché alcuni geni causano tumori solo in certi organi
Uno degli interrogativi centrali della ricerca oncologica moderna è capire perché alcuni geni “difettosi” provochino il cancro solo in specifici organi e non in tutto il corpo. È proprio da questa domanda che parte lo studio condotto in Scozia.
I ricercatori si sono concentrati su geni già noti per essere coinvolti nello sviluppo dei tumori, analizzando in particolare i casi di cancro dell’intestino e del fegato. L’obiettivo era comprendere perché queste alterazioni genetiche inneschino la malattia solo in alcuni tessuti.
Il lavoro rientra nell’iniziativa internazionale Cancer Grand Challenges, promossa da Cancer Research UK e dal National Cancer Institute statunitense, che riunisce gruppi di ricerca di tutto il mondo per affrontare le grandi domande ancora aperte sul cancro.
Il ruolo della via WNT: quando la crescita cellulare sfugge al controllo
Al centro della scoperta c’è un sistema di comunicazione fondamentale per il nostro organismo: la cosiddetta via di segnalazione WNT. Questo meccanismo regola la crescita e il rinnovamento delle cellule, un processo essenziale per mantenere sani tessuti come l’intestino e il fegato.
Il problema nasce quando il cancro “sfrutta” questo sistema a proprio vantaggio. In presenza di specifici difetti genetici, la via WNT può inviare segnali sbagliati alle cellule, spingendole a moltiplicarsi in modo incontrollato e favorendo la formazione di tumori.
Gli scienziati hanno scoperto che, in molti tumori dell’intestino e in alcune forme di cancro del fegato, questi errori genetici portano a un accumulo anomalo di una proteina chiamata nucleofosmina (NPM1).
Cos’è la proteina NPM1 e perché è così importante
La nucleofosmina, o NPM1, è una proteina che svolge un ruolo chiave nel controllo della crescita cellulare e nella produzione di altre proteine necessarie al funzionamento dell’organismo.
Secondo quanto emerso dallo studio, nei tumori legati a difetti della via WNT la NPM1 è presente in quantità molto elevate. Questo eccesso contribuisce a mantenere attive le cellule tumorali, permettendo loro di crescere e sopravvivere.
La scoperta più interessante è che la NPM1 non sembra essere essenziale per la salute dei tessuti adulti normali. Questo dettaglio apre uno scenario terapeutico molto promettente.

Bloccare NPM1 per fermare il tumore
Gli esperimenti condotti dal team di Glasgow suggeriscono che inibire la proteina NPM1 potrebbe rappresentare una nuova strategia per trattare specifici tumori dell’intestino e del fegato.
Il professor Owen Sansom, direttore del Cancer Research UK Scotland Institute e dell’Università di Glasgow, che ha guidato la ricerca, ha spiegato: “Poiché NPM1 non è essenziale per la salute dei tessuti adulti normali, bloccarla potrebbe essere un modo sicuro per trattare alcuni tumori, come certe forme difficili da curare di cancro dell’intestino e del fegato“.
Il ricercatore ha aggiunto: “Abbiamo scoperto che, se la NPM1 viene rimossa, le cellule tumorali faticano a produrre correttamente le proteine. Questo permette l’attivazione di un soppressore tumorale, che blocca la crescita del cancro“.
In altre parole, senza NPM1 le cellule malate perdono una delle loro principali “armi” per proliferare.
SpecifiCancer: verso cure sempre più personalizzate
Lo studio fa parte dell’iniziativa SpecifiCancer, un progetto avviato nel 2019 da Cancer Research UK e dalla Mark Foundation for Cancer Research. L’obiettivo è capire perché determinati geni causino il cancro solo in specifici tessuti e non in altri.
Comprendere questi meccanismi potrebbe portare allo sviluppo di terapie più personalizzate, pensate non solo per il tipo di tumore, ma anche per l’organo colpito e per le caratteristiche genetiche del singolo paziente.
In questa fase, la ricerca si è concentrata su intestino e fegato, ma gli scienziati ritengono che i risultati possano essere applicabili anche ad altre forme di cancro.
Cosa succede ora: i prossimi passi della ricerca
Il passo successivo sarà individuare farmaci in grado di bloccare la produzione o l’attività della proteina NPM1. Le terapie attualmente disponibili possono rallentare la crescita dei tumori, ma raramente riescono a colpire in modo così specifico il meccanismo che li alimenta.
Se si riuscisse a sviluppare un farmaco mirato contro NPM1, si potrebbe ottenere un trattamento più efficace e con meno effetti collaterali per alcuni pazienti.
Il dottor David Scott, direttore di Cancer Grand Challenges, ha commentato:
“Scoperte scientifiche come questa dimostrano la forza di Cancer Grand Challenges nel riunire le migliori menti del mondo per trasformare la nostra comprensione di come nasce il cancro e, soprattutto, di come lo trattiamo“.
E ha concluso:
“Analizzando i processi fondamentali che guidano il cancro, possiamo affrontare la malattia alle sue origini e accelerare progressi concreti per le persone colpite“.
Lo sapevi che…?
- La via WNT è fondamentale anche durante lo sviluppo embrionale.
- Molti tumori sfruttano meccanismi normali del corpo per crescere.
- Le terapie mirate puntano a colpire solo le cellule malate, riducendo i danni a quelle sane.
FAQ – Domande frequenti
Questa scoperta significa che esiste già una nuova cura?
No. La ricerca è in fase sperimentale, ma apre la strada allo sviluppo di nuovi farmaci.
Quali tumori potrebbero beneficiarne?
In particolare alcune forme di tumore dell’intestino e del fegato legate alla via WNT.
Quando potrebbero arrivare nuove terapie?
Serviranno ulteriori studi e sperimentazioni cliniche, che richiedono diversi anni.
È una terapia sicura?
I dati suggeriscono che colpire NPM1 potrebbe essere sicuro, ma serviranno conferme cliniche.