Cuore danneggiato, peggioramento rapido per Domenico: cosa hanno deciso i medici

Bimbo di due anni trapiantato il 23 dicembre al Monaldi di Napoli: condizioni in rapido peggioramento, escluso un nuovo trapianto. Avviato il percorso di pianificazione condivisa delle cure.

Il bambino di due anni sottoposto a trapianto di cuore il 23 dicembre all’ospedale Monaldi di Napoli versa in condizioni “molto critiche” e nelle ultime 12 ore ha registrato “un ulteriore, progressivo e rapido peggioramento”. La decisione clinica presa oggi segna una svolta: saranno somministrate esclusivamente terapie strettamente salvavita, all’interno di un percorso di pianificazione condivisa delle cure richiesto dalla famiglia.

Per la madre e per i sanitari si apre una fase delicatissima, in cui l’obiettivo dichiarato è evitare l’accanimento terapeutico e accompagnare il piccolo con interventi proporzionati alla condizione clinica.

La riunione al Monaldi e la decisione clinica

La prima riunione per l’attivazione del Percorso di pianificazione condivisa delle cure (Pcc) si è svolta nella tarda mattinata. Hanno partecipato:

  • l’équipe dell’Azienda Ospedaliera dei Colli, di cui fa parte il Monaldi
  • Luca Scognamiglio, medico legale delegato dalla famiglia
  • la madre del bambino

Nella nota ufficiale si legge che “l’Azienda ha proposto una serie di interventi volti a evitare la somministrazione di terapie non piu’ utili alla condizione clinica del piccolo paziente, sottoposto a trapianto” circa due mesi fa.

“Un percorso, dunque, finalizzato a scongiurare il rischio di accanimento terapeutico”, è stato condiviso con la famiglia e con il medico legale di parte.

Escluso il secondo trapianto

Nei giorni precedenti si era riaccesa una speranza: era stato individuato un cuore compatibile. Tuttavia, il 18 febbraio, l’Heart Team riunito al Monaldi ha escluso la possibilità di un nuovo intervento. L’organismo del bambino non avrebbe potuto sopportare un secondo trapianto.

L’organo disponibile è stato assegnato a un altro bambino compatibile in cima alla lista d’attesa. L’intervento è stato eseguito con successo all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.

Cronologia degli eventi

DataEvento
23 dicembreTrapianto di cuore al Monaldi
18 febbraioHeart Team esclude secondo trapianto
Ultime 12 orePeggioramento rapido
OggiAvvio Pcc e solo terapie salvavita

Il ruolo dell’Ecmo e le parole del direttore

Il piccolo è in vita grazie all’Ecmo, il macchinario di supporto extracorporeo. Antonio Corcione, direttore del dipartimento di area critica del Monaldi, ha spiegato che il ricorso al trapianto e successivamente all’Ecmo era necessario.

“L’Ecmo è fondamentale. Naturalmente, dopo tanti giorni trascorsi, porta anche altri problemi, ma non c’erano alternative”, ha dichiarato.

Corcione ha aggiunto: “Continuiamo a tutelare il piccolo, non lo abbandoniamo. La mamma, una persona amabilissima, è vicina a lui. Siamo tutti sconvolti per quello che è successo. Sono sconvolto io come capo di dipartimento, pur non avendo partecipato personalmente a questo percorso, come medico, come padre, come nonno”.

E ancora: “Ogni giorno che arriviamo in ospedale la prima cosa che facciamo è chiedere a tutti, dalle guardie giurate fino agli operatori del reparto, le condizioni del bambino”.

Il riferimento al ghiaccio secco

Corcione ha ripercorso anche la storia dei trapianti eseguiti al Monaldi: “500 interventi già vent’anni fa. Il cinquecentesimo trapianto fu eseguito proprio a un bambino. E mai ci sono stati problemi”.

Per il piccolo operato il 23 dicembre, invece, “Sappiamo tutti del ghiaccio secco: il ghiaccio secco ha creato questa situazione”.

Quadro clinico attuale

“Oggi sta molto male, la situazione è molto critica. Il bambino ha insufficienza multiorgano e siamo lì a continuare a tutelarlo, non ad abbandonarlo. La mamma è una persona amabilissima ed è lì vicina al bambino. Siamo tutti sconvolti per questa cosa, io che pure non ho partecipato a questo percorso sono sconvolto. Come capo di dipartimento che lavora in questa azienda, come medico, come padre, come nonno sono sconvolto. Dal punto di vista umano siamo sconvolti”.

La definizione clinica è chiara: insufficienza multiorgano. La prospettiva terapeutica è ora limitata agli interventi salvavita proporzionati.

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FAQ

Perché non si procede a un secondo trapianto?
Perché l’Heart Team ha stabilito che l’organismo del bambino non può sopportare un nuovo intervento.

Cosa significa pianificazione condivisa delle cure?
È un percorso clinico concordato con la famiglia per evitare terapie non più utili e scongiurare accanimento terapeutico.

Il bambino è ancora sostenuto da macchinari?
Sì, è collegato all’Ecmo.

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