Meno infarti e ictus grazie a un vaccino? Nuovo studio sul fuoco di Sant’Antonio

Un nuovo studio mostra che il vaccino contro l’herpes zoster potrebbe ridurre il rischio di infarto e ictus del 18%. Un dato sorprendente che apre nuove prospettive per la prevenzione cardiovascolare.

Vaccino
Vaccino

Quante volte abbiamo sentito parlare del fuoco di Sant’Antonio come di una malattia fastidiosa ma tutto sommato gestibile? E se invece potesse nascondere rischi ben più gravi, come infarti o ictus? Una nuova ricerca internazionale apre uno scenario inaspettato.

Secondo una revisione globale appena presentata al Congresso annuale della Società Europea di Cardiologia a Madrid, come riportato dal Mirror, chi si vaccina contro l’herpes zoster – il virus che causa il fuoco di Sant’Antonio – ha un rischio ridotto del 18% di subire un infarto o un ictus. Un dato che potrebbe cambiare il modo in cui valutiamo l’importanza di questo vaccino.

Il legame tra herpes zoster e malattie cardiovascolari

L’herpes zoster, meglio noto come fuoco di Sant’Antonio, è causato dalla riattivazione del virus varicella-zoster, lo stesso responsabile della varicella. Colpisce circa 1 persona su 5 nel corso della vita e provoca un’eruzione cutanea dolorosa, spesso accompagnata da complicanze come:

  • Dolore persistente per mesi (nevralgia post-erpetica)
  • Paralisi facciale
  • Problemi di udito
  • Perdita della vista (se colpisce l’occhio)

Ma c’è di più: negli ultimi anni, numerosi studi hanno evidenziato un collegamento tra l’infezione da herpes zoster e l’aumento del rischio cardiovascolare, soprattutto nei soggetti over 50. L’infiammazione sistemica provocata dal virus, infatti, può avere un impatto diretto su cuore e vasi sanguigni.

Cosa dice lo studio presentato a Madrid

La ricerca – finanziata dal colosso farmaceutico GSK – ha analizzato i dati di nove studi, otto dei quali osservazionali e uno randomizzato. È emerso che:

  • Negli adulti sopra i 18 anni, il rischio di eventi cardiovascolari si riduce del 18% con il vaccino.
  • Nella fascia degli over 50, la riduzione del rischio è del 16%.

Secondo il professor Filippo Crea, cardiologo dell’Università Cattolica di Roma e direttore dell’European Heart Journal, i risultati confermano una tendenza ormai chiara:

“Le vaccinazioni riducono il rischio di malattie cardiovascolari perché prevengono infezioni che innescano processi infiammatori dannosi per il cuore.” — Prof. Filippo Crea, European Heart Journal

Anche il dottor Charles Williams, direttore medico associato globale di GSK, sottolinea:

“Abbiamo analizzato le prove attualmente disponibili e abbiamo riscontrato un’associazione tra il vaccino contro l’herpes zoster e una minore incidenza di infarti e ictus. Serviranno ulteriori studi per confermare un rapporto causale diretto.”

Cosa c’entra l’infiammazione?

Il legame tra virus e cuore passa, ancora una volta, attraverso l’infiammazione. Lo ricorda il professor Bryan Williams, responsabile scientifico della British Heart Foundation:

“Il fuoco di Sant’Antonio può scatenare una risposta infiammatoria che danneggia cuore e vasi. Prevenirlo attraverso il vaccino potrebbe quindi avere un effetto protettivo.” — Prof. Bryan Williams, British Heart Foundation

Tuttavia, lo stesso esperto avverte: “Serve prudenza. La maggior parte dei dati proviene da studi osservazionali, che non provano un nesso di causa-effetto.”

Un vaccino già disponibile per molte persone

Il vaccino contro l’herpes zoster è già disponibile e raccomandato in Italia per alcune fasce della popolazione:

  • Persone con più di 65 anni
  • Soggetti fragili o con sistema immunitario compromesso
  • Pazienti con malattie croniche come diabete, tumori o immunodeficienze

Dal 2025, in Inghilterra, il Servizio Sanitario Nazionale (NHS) ha ampliato l’accesso al vaccino, includendo:

  • Adulti con sistema immunitario fortemente indebolito (leucemia, linfoma, ecc.)
  • Persone di 65 anni compiuti dopo settembre 2023
  • Soggetti tra i 70 e i 79 anni non ancora vaccinati

Perché parlarne oggi anche in Italia

In Italia, l’herpes zoster colpisce ogni anno circa 150.000 persone, con un’incidenza maggiore dopo i 50 anni. La prevenzione è fondamentale, soprattutto in un contesto in cui le malattie croniche sono in aumento e la popolazione sta invecchiando.

Il nuovo studio presentato a Madrid rappresenta quindi un’opportunità importante per rivedere le attuali strategie di prevenzione, valutando il vaccino contro il fuoco di Sant’Antonio non solo per i suoi effetti diretti, ma anche per i possibili benefici “collaterali” sul cuore.

Cosa può fare oggi chi vuole proteggersi

Se rientri in una delle categorie a rischio, puoi rivolgerti al tuo medico o al centro vaccinale della tua ASL per sapere se hai diritto al vaccino gratuitamente.

In alternativa, puoi farlo anche privatamente: è disponibile in farmacia o nei centri vaccinali autorizzati.

E se sei ancora indeciso, considera questi punti:

  • Il vaccino è sicuro e ben tollerato
  • Riduce in modo significativo il rischio di herpes zoster e complicanze
  • Potrebbe offrire un’ulteriore protezione cardiovascolare

Un prodotto utile

Se hai superato i 50 anni o vuoi monitorare la tua salute cardiovascolare a casa, un dispositivo utile è il misuratore di pressione da braccio Omron M6 Comfort, clinicamente validato e facile da usare.
👉 Disponibile su Amazon

Spunti:

  • “Un vaccino contro il fuoco di Sant’Antonio che protegge anche il cuore? Ecco cosa dice uno studio presentato a Madrid.”
  • “Infarto e herpes zoster: c’è un legame? I dati dicono di sì. Parliamone.”
  • “Vaccinarsi contro il fuoco di Sant’Antonio può ridurre del 18% il rischio di infarto e ictus. Sapevi questa novità?”

FAQ – Domande frequenti

Il vaccino contro il fuoco di Sant’Antonio è obbligatorio?
No, in Italia è raccomandato per le categorie a rischio, ma non è obbligatorio.

Posso fare il vaccino se ho già avuto il fuoco di Sant’Antonio?
Sì, anzi: avere già avuto l’infezione non garantisce protezione futura. Il vaccino può aiutare a prevenire recidive.

Ci sono effetti collaterali?
Come per ogni vaccino, possono verificarsi effetti lievi come dolore nel sito di iniezione o febbre. Le reazioni gravi sono molto rare.

Serve una prescrizione medica?
Sì, per la somministrazione in farmacia o centri vaccinali è necessaria una prescrizione del medico.

È gratuito per tutti?
No, è gratuito solo per chi rientra nei criteri di rischio stabiliti dal Piano Nazionale Vaccini.

Iscriviti ai nostri canali:
– Telegram: seguici su SaluteLab Telegram
– WhatsApp: attiva gli aggiornamenti su SaluteLab WhatsApp

Articoli correlati