Perché l’aspirina non funziona allo stesso modo per uomini e donne?

Molti farmaci comuni, come l'aspirina, sono stati testati storicamente su uomini. Ecco perché il dosaggio e l'efficacia cambiano radicalmente tra i sessi e come proteggere la tua salute.

Per decenni, la medicina moderna ha operato sotto un tacito presupposto: che il corpo femminile fosse semplicemente una versione più piccola di quello maschile, con l’aggiunta degli organi riproduttivi.

Questo approccio “unisex” ha influenzato la ricerca clinica, la produzione di farmaci e, soprattutto, i dosaggi. Tuttavia, la scienza d’avanguardia del 2026 ci dice qualcosa di molto diverso: uomini e donne sono biologicamente distinti fino a livello molecolare, e ignorare queste differenze può rendere le terapie inefficaci o, peggio, pericolose.

Il caso dell’aspirina (acido acetilsalicilico) è l’esempio più lampante di come il sesso biologico determini il successo di una cura.

Il mito del “Paziente Standard”

Fino agli anni ’90, la stragrande maggioranza dei trial clinici veniva condotta su volontari di sesso maschile. Le donne venivano escluse a causa delle “fluttuazioni ormonali” che avrebbero potuto “sporcare” i dati della ricerca. Il risultato? Abbiamo costruito un intero prontuario farmaceutico basato su un uomo di circa 70 kg.

Quando una donna assume un farmaco, questo attraversa un corpo con una percentuale di grasso diversa, un’acidità gastrica differente e, soprattutto, un sistema enzimatico epatico che lavora a ritmi propri. L’aspirina non fa eccezione.

Aspirina e Cuore: Due mondi opposti

L’acido acetilsalicilico è celebre per la sua capacità di prevenire eventi cardiovascolari. Ma i grandi studi (come il Women’s Health Study) hanno rivelato una verità sconcertante:

  1. Negli Uomini: L’assunzione costante di basse dosi di aspirina è estremamente efficace nel prevenire il primo infarto, ma ha un impatto minore sulla prevenzione dell’ictus.
  2. Nelle Donne: Sorprendentemente, l’aspirina non sembra ridurre significativamente il rischio di primo infarto, ma è formidabile nella prevenzione dell’ictus ischemico.

Questa discrepanza non è un errore statistico, ma il risultato di come le piastrine (le cellule del sangue responsabili della coagulazione) reagiscono al farmaco nei due sessi. Nelle donne, le piastrine sembrano essere meno “sensibili” all’effetto dell’aspirina per quanto riguarda le arterie coronarie, mentre rispondono meglio per quanto riguarda la circolazione cerebrale.

Farmacocinetica: Come il corpo femminile elabora i medicinali

Per capire perché l’aspirina e altri farmaci (come gli ansiolitici o gli antistaminici) agiscono diversamente, dobbiamo guardare a quattro pilastri della farmacologia:

1. Assorbimento

Le donne hanno generalmente un’acidità gastrica inferiore (pH più alto) e un tempo di svuotamento dello stomaco più lento. Questo significa che un’aspirina masticabile o effervescente potrebbe essere assorbita con una velocità diversa rispetto a un uomo, influenzando il tempo necessario per calmare, ad esempio, un forte mal di testa.

2. Distribuzione

Il corpo femminile ha proporzionalmente più tessuto adiposo e meno acqua corporea totale. I farmaci lipofili (che si sciolgono nei grassi) tendono ad accumularsi maggiormente nelle donne, rimanendo in circolo più a lungo e aumentando il rischio di tossicità nel tempo.

3. Metabolismo Epatico

Il fegato è la “centrale chimica” del corpo. Gli enzimi del citocromo P450, responsabili dello smaltimento dei farmaci, lavorano con velocità diverse. Ad esempio, il metabolismo di alcuni sonniferi (come lo Zolpidem) è molto più lento nelle donne; per questo motivo, le autorità sanitarie hanno dovuto dimezzare il dosaggio raccomandato per il sesso femminile per evitare che le pazienti si mettessero alla guida ancora sedate il mattino successivo.

4. Escrezione Renale

La funzione renale (filtrazione glomerulare) è mediamente più bassa nelle donne. Se il rene elimina il farmaco più lentamente, la concentrazione nel sangue rimane alta per più tempo, potenziando sia l’effetto terapeutico che gli effetti collaterali.

Oltre l’Aspirina: Altri casi critici

La medicina di genere non riguarda solo il cuore. Ecco altri ambiti dove la differenza è vitale:

  • Dolore: Le donne tendono a soffrire maggiormente di dolore cronico, ma molti antidolorifici oppioidi sono stati testati principalmente su recettori maschili.
  • Malattie Autoimmuni: L’80% dei pazienti con malattie autoimmuni sono donne. La risposta ai farmaci biologici è influenzata direttamente dagli estrogeni, che modulano il sistema immunitario in modo unico.
  • Salute Mentale: Gli antidepressivi SSRI mostrano tassi di risposta diversi tra i generi, spesso richiedendo aggiustamenti che raramente vengono applicati nella pratica clinica standard.

Il Ruolo degli Ormoni e del Ciclo Menstruale

Un fattore spesso ignorato è l’impatto del ciclo mestruale o della menopausa sulla terapia. I livelli di estrogeni e progesterone possono alterare la permeabilità delle membrane cellulari e l’attività enzimatica. Un farmaco assunto durante la fase follicolare potrebbe avere un picco plasmatico diverso rispetto alla fase luteale.

Nella medicina del futuro il dosaggio non sarà più calcolato solo sul peso, ma sul profilo ormonale e genetico della persona.

Verso una medicina personalizzata

La Medicina di Genere non è una “medicina per le donne”, ma una medicina della precisione che avvantaggia tutti. Sapere che l’aspirina agisce diversamente permette a un medico di prescrivere la prevenzione corretta: magari un anticoagulante diverso per l’uomo a rischio ictus, o una strategia alternativa per la donna a rischio infarto.

Il consiglio per i pazienti è sempre quello di non auto-medicarsi basandosi sulle abitudini di amici o partner. La biologia conta, e la tua salute merita una strategia su misura.

Consiglio

Per monitorare correttamente la salute cardiovascolare a casa, sia per uomini che per donne, è fondamentale avere uno strumento di precisione. Consigliamo l’Omron X7 Smart, un misuratore di pressione arteriosa clinicamente validato che rileva anche la Fibrillazione Atriale (AFib), una condizione che spesso richiede l’uso di antiaggreganti come l’aspirina. La sua tecnologia permette di tenere traccia dei dati separatamente per due utenti (es. marito e moglie), ideale per monitorare le diverse risposte alle terapie.

FAQ – Domande Frequenti

Le donne dovrebbero smettere di prendere l’aspirina per il cuore? Assolutamente no. L’aspirina rimane un farmaco salvavita fondamentale. Tuttavia, la sua efficacia nella prevenzione primaria (prima che accada un evento) va discussa con il cardiologo, che valuterà il rischio specifico di ictus o infarto in base al sesso e all’età.

Perché i bugiardini non indicano dosi diverse per uomo e donna? È un processo lento. La farmacopea si sta aggiornando, ma molti farmaci “storici” hanno autorizzazioni basate su vecchi studi. La medicina di genere sta spingendo per revisionare queste etichette.

Il peso corporeo non è più importante del sesso? Il peso è importante, ma non è l’unico fattore. A parità di peso, un uomo e una donna hanno percentuali di acqua e grasso diverse, il che cambia radicalmente come il farmaco si distribuisce nel corpo.

La menopausa influisce sull’efficacia dei farmaci? Sì. Il calo degli estrogeni modifica il metabolismo dei grassi e la protezione vascolare, rendendo spesso necessaria una revisione delle terapie croniche che si assumevano in età fertile.

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