Giovane malato terminale si sposa dopo aver detto basta alle cure
Un giovane malato terminale di tumore al cervello si sposa dopo aver deciso di interrompere le cure
A soli 25 anni, Max Vardy ha detto sì alla sua compagna dopo aver scelto di rinunciare ai trattamenti contro un tumore cerebrale terminale. Lo racconta il Mirror.

Tutto è iniziato nel febbraio 2024, quando Max ha iniziato ad avvertire un leggero intorpidimento alla gamba destra. Un fastidio che ha attribuito, senza dare troppa importanza, a un piccolo infortunio al ginocchio. Per mesi ha continuato la sua vita, ignaro di ciò che stava per affrontare.
Ma nel maggio dello stesso anno, le cose sono cambiate drasticamente.
Max ha iniziato a soffrire di forti mal di testa, che ha associato allo stress lavorativo. Nonostante il dolore crescente, ha continuato a vivere normalmente finché, dopo una sessione in palestra nel giugno 2024, ha iniziato a vedere strani bagliori e distorsioni visive. A quel punto ha deciso di cercare aiuto medico.
Una TAC effettuata al pronto soccorso ha mostrato una lesione sul lato sinistro del cervello. Dopo una biopsia, la diagnosi è arrivata come un fulmine a ciel sereno: glioblastoma di grado 4, uno dei tumori cerebrali più aggressivi e incurabili.
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Un verdetto durissimo: 12-18 mesi di vita
“Non potevo crederci”, ha raccontato Max, consulente in sostenibilità di Farnham, nel Surrey. “Pensavo che lo stress potesse spiegare i sintomi, non avevo mai preso in considerazione l’idea di un cancro. Mi sembrava impossibile”.
Dopo la diagnosi, Max ha affrontato cicli di radioterapia e un anno intero di chemioterapia. Tuttavia, nel 2025, gli è stato comunicato che il tumore aveva ripreso a crescere. Le sue condizioni sono peggiorate velocemente, al punto da compromettere anche il linguaggio.
Un matrimonio per celebrare l’amore, nonostante tutto
Di fronte a una realtà sempre più difficile, Max ha fatto una scelta coraggiosa: interrompere i trattamenti e sposare la sua compagna di sempre, Georgie English, anche lei 25enne.
“Parlavamo spesso del nostro matrimonio”, ha raccontato Georgie, che ha lasciato temporaneamente il suo lavoro in un fondo di investimento per prendersi cura di Max. “Il suo più grande desiderio era vedermi con l’abito da sposa. Quando ho capito che il tempo era poco, ho organizzato tutto in tre giorni.”
Il 20 agosto 2025, Max e Georgie si sono uniti in matrimonio in una cerimonia intima con 22 persone tra familiari e amici, tenutasi nella casa di famiglia di Max, nel Surrey.
Un amore nato tra i banchi universitari
“Ci siamo conosciuti durante la prima settimana all’Università di York”, ha raccontato Max. “Da allora siamo stati inseparabili. Abbiamo passato anni a progettare la nostra vita insieme, a immaginare viaggi, una casa da costruire, chi volevamo diventare crescendo insieme.”
Quelle speranze condivise sono diventate il fondamento del loro legame, che neanche una diagnosi devastante è riuscita a spezzare. “Sono felice di aver sposato la mia migliore amica, il mio tutto”, ha detto Max.
Una decisione difficile, ma piena di dignità
Quando ha saputo che il tumore stava peggiorando e che i possibili trattamenti futuri sarebbero stati ancora più invasivi e debilitanti, Max ha deciso di fermare tutto. Voleva passare il tempo rimasto con lucidità, accanto alle persone che ama.
“La notizia che il tumore si era esteso è stata devastante”, ha raccontato. “Le terapie esistono, ma gli effetti collaterali mi avrebbero tolto la libertà. Ho scelto di godermi il tempo che mi rimane con chiarezza mentale e dignità.”
Ora il suo obiettivo è uno solo: creare ricordi con Georgie e la famiglia. “Ogni momento è prezioso, voglio trattenerlo con tutte le mie forze”.

Un gesto d’amore che resterà per sempre
“Più di ogni altra cosa”, ha aggiunto Georgie, “voglio che, guardando l’albero genealogico della nostra famiglia in futuro, qualcuno possa dire: Max è stato parte importante della mia vita. Ora resteremo uniti anche nella memoria.”
La comunità locale ha dato un contributo straordinario per organizzare il matrimonio in pochissimo tempo. “Ci hanno travolti con affetto e generosità, proprio mentre ci sentivamo isolati e tristi. È stato un gesto che ci ha ridato un po’ di gioia, trasformando quel giorno in un ricordo indelebile.”
L’importanza di scegliere la qualità della vita
Storie come quella di Max ci ricordano che la medicina non è solo tecnologia, ma anche umanità. La qualità della vita può contare più della quantità, soprattutto quando si affronta una malattia terminale.
La scelta di Max è una testimonianza potente di consapevolezza, amore e dignità. Nonostante la sofferenza, ha saputo trasformare un addio in un nuovo inizio, almeno sul piano emotivo.
FAQ – Le domande più comuni
Quanto vive in media una persona con glioblastoma di grado 4?
La sopravvivenza media va da 12 a 18 mesi dalla diagnosi, anche con trattamenti intensivi.
Quali sono i sintomi iniziali del glioblastoma?
Mal di testa persistenti, disturbi visivi, debolezza muscolare, cambiamenti cognitivi o della personalità.
Perché alcune persone decidono di interrompere le cure?
Per evitare effetti collaterali debilitanti e vivere il tempo restante con lucidità e dignità.
Il matrimonio può avere un impatto emotivo positivo in questi casi?
Sì, celebrare l’amore può aiutare a creare ricordi positivi e dare un senso di completamento.
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