La serotonina può aiutare in caso di Covid-19?

Sono sempre di più gli studi che riguardano il virus Covid-19 e la sua azione sull'organismo umano e alcuni di essi hanno messo in luce risultati inaspettati.

Col passare del tempo sono sempre di più gli studi che riguardano il virus Covid-19 e la sua azione sull’organismo umano e alcuni di essi hanno messo in luce risultati inaspettati. Di recente, i ricercatori si sono chiesti: “La serotonina può avere un effetto benefico contro i sintomi del coronavirus?”. La risposta in questo articolo.

Serotonina: cos’è?

La serotonina (comunemente chiamata “ormone della felicità”) è un neurotrasmettitore prodotto in varie parti del nostro corpo, tra cui il sistema nervoso centrale, ed insieme ad altre sostanze, come la noradrenalina, è coinvolto nella regolazione di diverse funzioni. Dalla sua azione, infatti, dipendono il tono dell’umore, la qualità del ciclo sonno-veglia, la sensazione di sazietà e, altresì, la serotonina regola la motilità intestinale e la pressione sanguigna.

Alcuni farmaci utilizzati nel trattamento della depressione, ad esempio, agiscono proprio sulla modulazione di questo neurotrasmettitore.
Ma cosa c’entra con il Covid-19? Scopriamolo.

Serotonina e coronavirus: lo studio

La ricerca effettuata presso l’A.O.U. Careggi di Firenze mette in evidenza una correlazione tra la gravità dei sintomi nei pazienti positivi al Covid-19 e l’assunzione di farmaci antidepressivi.

Leonardo Fei, autore dello studio, medico psichiatra e direttore della Psiconcologia di Careggi, afferma: “Abbiamo osservato che alcuni pazienti colpiti dal virus, anche se debilitati da gravi patologie pregresse e quindi particolarmente a rischio, mostravano sintomi e danni attenutati rispetto ad altri nelle medesime condizioni. Abbiamo individuato la causa della minor gravità nel trattamento, già prima del ricovero per Covid-19, con alcuni antidepressivi caratterizzati da effetti sulla preservazione dei livelli di serotonina e noradrenalina nel cervello, molecole fondamentali nella terapia della depressione”.

Tale risultato è giustificato dalla capacità dei farmaci antidepressivi di ridurre la concentrazione di interleukina 6 presente nel sangue.

“L’interleukina 6 attivata in modo abnorme dal Covid-19 è la molecola principalmente coinvolta nella tempesta infiammatoria responsabile della maggior parte dei danni causati dal coronavirus all’organismo e in particolare all’apparato respiratorio”, chiarisce Fei.