La protesi di rivestimento dell’anca

Il rivestimento dell’anca, a differenza della tradizionale protesi totale mininvasiva, prevede il risparmio del collo del femore, che viene solo rivestito da una cupola metallica. E’ una protesi a tutti gli effetti, ma la differenza rispetto alla protesi totale risiede nel preservare il collo e la testa femorale: questo consente di non modificare l’anatomia e geometria dell’anca.

La protesi di rivestimento è costituita da metalli, in particolare Cromo e Cobalto. A differenza della protesi tradizionale, l’accoppiamento è metallo-metallo: vale a dire che il metallo si articola con un’altra superficie metallica.

Quando è indicata la protesi di rivestimento dell’anca?

La protesi di rivestimento dell’anca è indicata quando c’è una coxartrosi, cioè una usura della superficie cartilaginea che riveste le ossa, in questo caso la testa del femore e/o l’acetabolo. Non tutti i pazienti sono candidati a questo tipo di chirurgia. I candidati sono:

  • Soggetti di sesso maschile
  • Soggetti con < 65 anni
  • Soggetti con buona qualità ossea
  • Soggetti che non soffrono di problemi renali
  • Soggetti attivi e sportivi, con alte richieste funzionali.

Da questo elenco si intuisce che le indicazioni sono molto selettive e i candidati non sono numerosi; questo spiega il perché sia una protesi poco utilizzata.

Quali sono i vantaggi e svantaggi di tale procedura?

Gli studi scientifici pubblicati nella letteratura internazionale mostrano che questa protesi ha dei risultati funzionali molto alti e consente di eseguire attività sportive da contatto come arti marziali, calcio, tennis agonistico, basket ecc. La controparte è rappresentata da una percentuale di complicanze lievemente più alta rispetto alla protesi tradizionale: in particolare si osserva un rischio di metallosi, cioè di elevati livelli di ioni metallici nel sangue. In realtà questo problema era molto più alto con i vecchi modelli protesici, adesso ritirati dal mercato per lasciare posto ad un unico modello di protesi che si è dimostrato molto più sicuro ed affidabile, con percentuali di metallosi molto più basse.

Si tratta di una tecnica chirurgica più complessa rispetto alla protesi tradizionale e che richiede una curva di apprendimento più lunga.