La dipendenza da cocaina e il craving: di cosa si tratta?

Nell’ambito delle dipendenze si sente spesso parlare di craving. Con questo termine ci si riferisce a una vera e propria necessità: un bisogno incalzante, il desiderio di assumere immediatamente una determinata sostanza psicotropa.

Di seguito vi elencheremo i sintomi del craving, da un punto di vista sia fisico sia psichico, e i segnali che rivelano l’approssimarsi di questa condizione. Quello in oggetto, comunque, è uno stato che colpisce tutte le persone affette da una dipendenza, e che cercano di stare lontane per un certo periodo dalla droga o dall’alcool.

Il craving da cocaina è uno dei più diffusi, anche perché l’estratto della pianta chiamata coca è un allucinogeno incredibilmente efficace. I suoi effetti sul nostro sistema nervoso sono terribili, tanto che alcune aree del cervello subiscono profonde trasformazioni. È quindi ovvio quanto un’impellenza del genere possa arrivare a stravolgere la nostra intera esistenza, le relazioni sociali e quelle lavorative, la routine quotidiana e così via.

In cosa consiste il craving

Chi incorre nel craving, innanzitutto, non riesce a pensare ad altro. La sua mente è del tutto concentrata sulla sostanza tanto ambita: ogni altra cosa perde importanza, inclusi gli amici, la famiglia, il partner, gli hobby, la carriera.

Questa smania inarrestabile può presentarsi durante la fase della dipendenza oppure dopo, nel corso del recupero. A volte basta un piccolo stimolo dell’ambiente esterno, un’immagine o un odore, per avere di nuovo voglia di cocaina o di un’altra droga, di alcool, del gioco d’azzardo ecc. Chiaramente al problema possono concorrere ulteriori elementi, dall’umore alla consapevolezza del rischio, fino al carattere e al temperamento dell’individuo.

Il vocabolo craving, letteralmente, è traducibile come “desiderio impulsivo”: una brama difficilissima da contrastare, che in molti casi porta inevitabilmente a una ricaduta nella dipendenza. Questo è il motivo per cui, in diversi centri di riabilitazione, i pazienti sono assistiti anche dopo la terapia.

Craving e sintomi

Il craving si manifesta con fenomeni ben precisi, che riguardano tanto il corpo quanto la mente.

La persona in balia del bisogno di cocaina (o di altri elementi psicoattivi) sperimenta un’accelerazione del battito cardiaco, un’intensa sudorazione soprattutto sui palmi delle mani, tremori generalizzati e una costante sensazione di agitazione. È impossibile stare fermi o focalizzare la propria attenzione su altro: qualsiasi riflessione è connessa alle modalità con cui procurarsi la droga.

Il craving ha un esito deleterio anche a livello psicologico. Sono frequenti emozioni come la tristezza e la rabbia, ingiustificate ed esagerate. Lo stress si accompagna alla perdita di appetito, all’insonnia, addirittura alle allucinazioni visive, olfattive e tattili.

In alcune situazioni si verifica la cosiddetta astenia, cioè la mancanza di forze e di energia. Senza dimenticare l’aggressività e il nervosismo, la depressione e l’ansia.

Craving positivo e negativo

Una breve parentesi: gli esperti del settore distinguono due tipologie di craving. Quello positivo è volto a “beneficiare” degli effetti diretti della droga, mentre quello negativo a evitare l’astinenza.

Ad ogni modo, non di rado è la paura del craving a far precipitare nuovamente nella spirale della dipendenza. Pensate che possono esserci anche più episodi nella stessa giornata, il che causa un autentico terrore. È alquanto complicato ignorare tutti gli stimoli, ragion per cui è indispensabile arrivare alla radice della problematica per estirparla.

Il ruolo di una struttura come il San Nicola

In simili circostanze, un valido aiuto può giungere dai centri specializzati nella cura delle dipendenze: tra essi, in Italia, spicca il San Nicola di Arcevia, in provincia di Ancona.

“Fermare il comportamento per capire il comportamento”: questo è il motto della struttura, che si serve di tecniche avanzate per supportare chi è colpito da una dipendenza (da droghe, alcool, internet, sesso, gioco d’azzardo patologico ecc). Uno dei disturbi su cui ci si sofferma maggiormente è proprio il craving da cocaina, che svolge un ruolo importante nelle ricadute.

I pazienti del San Nicola vengono seguiti in un autentico cammino di riabilitazione, che si divide tra sedute singole e collettive. Si analizzano i motivi alla base della dipendenza e del craving, e si intraprende così la strada verso la rigenerazione psicofisica. La ripresa è favorita dallo stesso ambiente in cui sorge il centro, immerso nella natura e nel silenzio, particolarmente consono alla ricostruzione dell’equilibrio interiore.