Tumore del colon-retto, la scoperta che sta spiazzando i medici europei
Medicina personalizzata e immunoterapia: la ricerca europea prova a capire perché alcuni pazienti con tumore del colon-retto rispondono in modo straordinario alle nuove cure.
Perché alcuni pazienti con tumore del colon-retto ottengono benefici eccezionali dall’immunoterapia, mentre altri no?
La risposta non è ancora definitiva, ma oggi la ricerca europea sta facendo un passo importante per capirlo. E l’Italia gioca un ruolo di primo piano.
Negli ultimi anni, l’immunoterapia ha cambiato il trattamento di diversi tumori. Anche nel tumore del colon-retto, una delle neoplasie più diffuse in Europa, stanno emergendo risultati che fino a poco tempo fa sembravano impensabili. In alcuni casi selezionati, farmaci che stimolano il sistema immunitario sono riusciti a eliminare completamente il tumore prima ancora dell’intervento chirurgico.
Capire perché accade è diventata una priorità scientifica. Da questa esigenza nasce IMPACT CRC, un progetto europeo che punta a trasformare le risposte cliniche più sorprendenti in cure sempre più mirate e personalizzate.
Al centro di questa sfida c’è anche l’Italia, con il contributo della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, uno dei principali poli oncologici europei.
Indice dell'articolo
- 1 Un progetto europeo per capire chi beneficia davvero dell’immunoterapia
- 2 Perché alcuni pazienti rispondono meglio: il punto di partenza
- 3 Dalla risposta clinica ai biomarcatori predittivi
- 4 Medicina personalizzata: meno trattamenti, più efficacia
- 5 UNICORN 2: il futuro della ricerca clinica
- 6 Lo sapevi che…?
- 7 FAQ – Le domande più cercate su Google
Un progetto europeo per capire chi beneficia davvero dell’immunoterapia
IMPACT CRC è stato avviato nell’ambito della partnership europea EP PerMed – JTC 2025, dedicata allo sviluppo della medicina personalizzata. L’obiettivo è chiaro: comprendere i meccanismi biologici che spiegano perché solo una parte dei pazienti con tumore del colon-retto risponde in modo eccezionale alle nuove immunoterapie.
Il progetto coinvolge un consorzio internazionale guidato dal Belgio e include istituzioni di Italia, Olanda, Spagna e Germania. Per la parte italiana, le attività sono coordinate proprio dall’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Il sostegno economico arriva dalla Fondazione Regionale per la Ricerca Biomedica (FRRB), che finanzia numerosi progetti di ricerca avanzata in Lombardia.
La direttrice generale della Fondazione, Veronica Comi, ha commentato: “Per noi è motivo di orgoglio far parte di questa partnership e, allo stesso tempo, sostenere un progetto innovativo come IMPACT CRC”.
Un’affermazione che riflette il valore strategico di una ricerca che unisce clinica, biologia e nuove tecnologie.
Perché alcuni pazienti rispondono meglio: il punto di partenza
IMPACT CRC non nasce dal nulla. Le sue basi scientifiche affondano nello studio clinico UNICORN, condotto presso l’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che ha esplorato una combinazione innovativa di immunoterapici nel trattamento neoadiuvante del tumore del colon-retto, cioè prima dell’intervento chirurgico.
I risultati preliminari hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica internazionale: circa il 30% dei pazienti coinvolti ha ottenuto una remissione patologica completa utilizzando solo l’immunoterapia, senza ricorrere inizialmente a chemioterapia o radioterapia.
Un dato che ha aperto nuove prospettive. Come ha spiegato Filippo Pietrantonio, responsabile della Struttura Semplice di Oncologia Gastrointestinale: “Si tratta di un segnale molto forte, perché dimostra che esiste un sottogruppo di pazienti che può trarre un beneficio straordinario da queste terapie. La vera sfida è identificarli fin dall’inizio del percorso di cura”.
Ed è proprio qui che entra in gioco IMPACT CRC.
Dalla risposta clinica ai biomarcatori predittivi
Il cuore del progetto IMPACT CRC è la ricerca dei biomarcatori predittivi, cioè segnali biologici capaci di indicare in anticipo se un paziente risponderà o meno all’immunoterapia.
Medici, biologi e data scientist lavorano insieme per studiare in profondità:
- le cellule tumorali;
- le cellule del sistema immunitario;
- l’ambiente che circonda il tumore, noto come microambiente tumorale.
Questi elementi vengono analizzati già a partire dalle biopsie iniziali, quelle che precedono qualsiasi trattamento. L’obiettivo è individuare schemi ricorrenti, differenze molecolari e interazioni cellulari che spiegano le risposte più efficaci.
In questo contesto, l’intelligenza artificiale gioca un ruolo sempre più centrale. Algoritmi avanzati permettono di analizzare enormi quantità di dati biologici e clinici, individuando correlazioni che sfuggirebbero all’osservazione umana.
Il risultato atteso è una selezione sempre più precisa dei pazienti, evitando terapie inutili e concentrando le risorse su chi può davvero beneficiarne.
Medicina personalizzata: meno trattamenti, più efficacia
Il concetto alla base di IMPACT CRC è semplice, ma rivoluzionario: non tutti i tumori del colon-retto sono uguali. Trattarli allo stesso modo significa, in alcuni casi, sovratrattare i pazienti o esporli a effetti collaterali senza reali benefici.
La medicina personalizzata punta invece a:
- scegliere il trattamento giusto per il paziente giusto;
- ridurre gli effetti collaterali;
- migliorare la qualità di vita;
- aumentare le probabilità di successo terapeutico.
Nel caso dell’immunoterapia, questo approccio è particolarmente importante, perché non tutti i tumori sono “visibili” allo stesso modo dal sistema immunitario.
IMPACT CRC mira a trasformare le risposte eccezionali osservate in una strategia clinica riproducibile e sicura.
UNICORN 2: il futuro della ricerca clinica
Nel 2026 prenderà il via UNICORN 2, la nuova fase dello studio clinico che rappresenta un tassello fondamentale del progetto. Questa seconda fase utilizzerà la combinazione immunoterapica che ha mostrato i risultati migliori e prolungherà la durata del trattamento neoadiuvante.
Le nuove coorti di pazienti permetteranno di raccogliere:
- ulteriori dati clinici;
- nuovi campioni biologici;
- informazioni a lungo termine sugli esiti della terapia.
Tutti questi elementi saranno analizzati anche nell’ambito di IMPACT CRC, rafforzando il legame tra ricerca sperimentale e pratica clinica.
Lo sapevi che…?
- Il tumore del colon-retto è tra le prime tre cause di morte per cancro in Europa.
- In Italia si stimano oltre 48.000 nuove diagnosi ogni anno.
- L’immunoterapia non sostituisce ancora i trattamenti tradizionali, ma in alcuni casi selezionati potrebbe ridurne l’uso.
- La ricerca sui biomarcatori può aiutare a evitare terapie inefficaci e inutili.
FAQ – Le domande più cercate su Google
Che cos’è l’immunoterapia nel tumore del colon-retto?
È un trattamento che stimola il sistema immunitario a riconoscere e attaccare le cellule tumorali.
Tutti i pazienti possono ricevere immunoterapia?
No. Al momento solo alcuni sottogruppi di pazienti sembrano trarne un beneficio significativo.
IMPACT CRC è già disponibile come cura?
No. È un progetto di ricerca che serve a migliorare le terapie future.
Perché servono i biomarcatori?
Per capire in anticipo chi risponderà alla terapia e chi no.
Quando arriveranno i risultati definitivi?
I primi risultati sono già promettenti, ma i dati più completi arriveranno dopo il 2026.