Junk food e comfort food: come prepararsi all’estate combattendo i nemici della corretta nutrizione

La bella stagione è alle porte, e con essa le giornate da trascorrere al mare o comunque all’aria aperta. Tutti noi, in vista dell’estate, desideriamo ritrovare la forma fisica e perdere quei fastidiosi kg di troppo accumulati durante l’inverno: il problema, diffuso un po’ in tutta la società occidentale, consiste negli stravizi e negli eccessi che minano non solo il nostro giro vita, ma anche e soprattutto il nostro benessere.

La tendenza al junk food, letteralmente “cibo spazzatura”, si unisce a quella al comfort food per soddisfare le voglie improvvise di dolce o salato, oppure la fame emotiva che ci coglie nei momenti di maggiore sconforto. Tutte queste abitudini portano le persone a divorare snack, dopo snack e a svuotare la dispensa, cosa che determina ovviamente un progressivo accumulo di grasso corporeo.

Come risolvere questa situazione? Abbiamo consultato il Dr. Neri, nutrizionista a Bologna, per chiedergli dei consigli che ci aiutino a stabilire un rapporto equilibrato con il cibo.

Cosa sono i junk food?

La definizione di junk food non è sempre semplice, anche perché vi sono delle pietanze che di base sono salutari ma che diventano dannose con certi trattamenti. Quelli che più comuni, sono base sono salutari ma che diventano dannose con certi trattamenti. Quelli che più comuni, sono quelli dell’alimentazione di stile americano: Patatine fritte, ciambelle, merendine, dolciumi, hamburger, hotdog, gelati industriali, caramelle, bevande gassate, succhi di frutta (derivati da concentrati pastorizzati di frutta in cui l’apporto di vitamine e minerali viene ridotto durante la lavorazione) e ancor più “succhi alla frutta” (in cui la frutta rappresenta solo una parte e acqua e zucchero la fanno da padroni), bevande zuccherate in genere, salse e tanti altri.

Perché chiamarli Junkfood?

I Junkfood sono alimenti estremamente ricchi in grassi di cattiva qualità e carboidrati. Tra i carboidrati, quando “va bene”, troviamo le farine ottimizzate per l’industria, con un alto indice glicemico, oppure zucchero semplice, o ancor peggio zuccheri derivati dalla lavorazione del mais, come sciroppi di glucosio e fruttosio, o dai nomi esotici, come destrosio, che sembrerebbe un mirabolante prodotto, che altro non è che il glucosio di sintesi.

I grassi che ritroviamo in questi alimenti, sono quelli che rendono più comoda la consistenza, la palatabilità e la conservabilità del prodotto, ma allo stesso tempo consentano di ottenere i maggiori profitti dalla loro erogazione; ben si capisce che la qualità di questi lasica a desiderare.

  • Le patatine fritte ad esempio: di certo non viene usato olio extravergine di oliva, ma un olio che regga alti punti di fumo, come l’olio di palma, che verrà usato tutto il giorno per friggere e rifriggere più porzioni e nella migliore delle ipotesi smaltito a fine giornata. Le bevande gassate, come la coca cola, o pepsi, fatte da tanta acqua, sciroppo di glucosio in quantità, acidificanti (che rovinano anche i denti) ed aromi artificiali.
  • Merendine industriali: ricche di farine ottimizzate ad alto indice glicemico, zucchero, grassi vegetali (olio di palma), qualche grammo di frutta e poco altro.
  • Gli hamburger cotte su piastre piene dei grassi di cottura della giornata, affogati in salse varie, formaggi fusi; un mix di grassi e sale
  • Le bevande alla frutta, che ad una parte di concentrati di frutta (trattati per favorirne il trasporto e la conservazione fino alla preparazione della bevanda) contengono zucchero e la quantità di vitamine e Sali minerali è fortemente ridotta.
  • Dolciumi e caramelle, la gioia dei bambini, pieni di zucchero e aromi.

Perché sono così diffusi i Junkfood?

I cibi spazzatura sono una trasformazione industriale di quello che è storicamente presente in tutte le nazioni ed in tutte le regioni italiane.

Qual è la prima differenza?

· Nella cultura italiana, il dolce o la pietanza più ricca e grassa, era una pietanza presente quasi esclusivamente nei giorni di festa, mentre era praticamente assente nel quotidiano; nasceva come un momento di gioia e celebrazione, spesso in concomitanza con feste religiose. Nel tempo, anche incentivata dalla moda americana e delle pubblicità, cibi sempre più appetitosi sono stati distribuiti, soprattutto a basso costo: un hamburger, con patatine ed una coca cola se lo possono permettere tutti, un’alimentazione sana no.

· Sono facilmente disponibili: sono i tipici cibi da fast-food, bastano pochi minuti e sono pronti

  • Sono appetitosi e a chi non si cura della propria alimentazione e della propria salute, questa è la cosa che conta maggiormente.

· II bambini, una volta educati a cibi saporiti e golosi, come quelli citti, sviluppano una vera e propria dipendenza, quasi fosse una droga.

Una cosa poco citata, alla base del marketing, è la particolare attenzione delle grandi marche, di rendere i bambini futuri consumatori fidelizzati. I Junkfood sono alimenti “vuoti” carichi di calorie, i cui costi di produzione sono bassi, sono ben conservabili e portano redditività molto elevata, per via del “buon gusto” e che creano una dipendenza sia psicologica che fisica: con l’assunzione dei Junkfood, si creano picchi glicemici ed un’alterata risposta dell’insulina, con una conseguente ricerca continua di zuccheri e cibi grassi, perdendo il senso del gusto di ciò che è naturale e non artefatto ed andando incontro a Malnutrizione, carenze di minerali e vitamine e di fibre. Un altro errore è pensare di risparmiare con questi cibi: La spesa è sulle quantità: la popolazione media americana e messicana ne sono esempio.

I Junkfood stanno creando una serie di problematiche enormi a livello sociali, in primis un incremento dell’obesità infantile e tutta una serie di patologie che si sviluppano in età avanzata, diabete, colesterolo e trigliceridi alti, ipertensione e patologie di varia natura.

Oltre alle situazioni più gravi, è una delle prime cause dell’aumento della pancetta negli uomini e dei fianchi delle signore, ad una carenza (sembra strano a dirsi) di energia durante la giornata, di sonnolenza e di minore capacità di attenzione.

Come possiamo distinguere il junk food dagli alimenti sani?

La qualità dei cibi, dipende anche come vengono preparati: un cibo che acquistato in un fast food è un cibo spazzatura, può diventare un piatto equilibrato se fatto in casa, nel modo giusto. Pensate a uno degli esempi più classici, ovvero l’hamburger. Il panino fatto in casa è tutta un’altra cosa rispetto a quello acquistato in un fast food, perché siete voi a selezionare le salse, i condimenti e i contorni che accompagnano la carne, la cottura non sarà nelle piastre unte e bisunte, potrete accompagnarlo con verdure fresche, con un pane di qualità. Vi saranno meno grassi in un hamburger home made: ciò lo esclude dal gruppo degli alimenti spazzatura.

Lo stesso discorso vale per le pizze e per le torte. Queste ultime, in particolare, possono essere di vario tipo a seconda degli ingredienti, e andrebbero eliminate dalla dieta se ricche di grassi in genere, burro, sciroppi, conservanti, creme elaborate, zuccheri raffinati. I dolci preparati in casa sono invece più genuini e naturali, e tutti noi possiamo concedercene una fetta di tanto in tanto

Soprattutto riscoprire il piacere del piatto speciale e della torta speciale nei momenti della festa e non quotidianamente.

Comfort food e aumento di peso

Oltre agli alimenti spazzatura, nell’incremento della massa adiposa gioca un ruolo importante il cosiddetto comfort food. Come si può capire dal nome stesso, si tratta di quelle vivande che riempiono non tanto lo stomaco, quanto i “vuoti emotivi”: vi sarà capitato di ingozzarvi di gelato o di barrette di cioccolato in seguito a una delusione, come mezzo di consolazione. Spesso i “confort food” sono cibi della memoria, che suscita ricordi piacevoli, come autentico strumento di difesa dai dolori e dai brutti pensieri, che le nostre mamme o nonne ci davano per farci capire che ci volevano bene o consolarci nei momenti d tristezza o quando c’era qualcosa da festeggiare.

È un legame molto forte che si crea tra emozioni e cibo, poiché quest’ultimo è visto come il nutrimento materno. Sono i momenti di sconforto o maggiore tensione lavorativa che indirizzano verso cibi di conforto, spesso carichi di zuccheri, ancor più che digrassi. La maggiore richiesta di zuccheri è anche legata ad una componente ormonale: in caso di stress o stanchezza, il cortisolo, cioè l’ormone dello stress si alza, altera la glicemia e la risposta insulinica. Il cortisolo sequestra a sua volta il substrato per la sintesi dell’ormone della felicità e della calma, la serotonina e attraverso l’assunzione di carboidrati l’organismo tenta di ripristinarne valori elevati, portando pacatezza.

Non è difficile liberarsi da questa dipendenza e ritrovare la linea prima dell’estate, purché si segua qualche piccolo stratagemma.

  • Una cosa importante è lavorare sull’interiorità, poiché la passione per il comfort food non è altro che un bisogno di amore, di relax o di armonia.
  • È utile sostituire gli stuzzichini più calorici con altri che condizionano di meno l’ago della bilancia, come la vostra frutta preferita, o una tisana profumata. Utile è anche introdurre alimenti che mantengano stabile la glicemia, con le giuste associazioni, contribuendo a mantenere la stabilità insulinemica. Queste soluzioni fanno bene psicologicamente e anche fisicamente.
  • Fare sport, è molto utile per scaricare quello che il cortisolo (ormone dell’attacco fuga) ci spinge a fare: muoversi e più velocemente del solito. Lo scopo del cortisolo è quello di preparare il copro ad una reazione rapida: lo stare a sedere peggiora le cose
  • Praticare Yoga e meditazione: così da scaricare lo stress, distendere i nervi
  • Iniziare a seguire una dieta naturale e ricca di fibre e vitamine, con un bilanciato apporto di macronutrienti: è stato dimostrato che da un’alimentazione sana, crescono nel nostro intestino batteri in grado di produrre sostanze benefiche al nostro cervello, contrastando ansia e depressione.

Conclusioni

Il cibo non deve solo apportare energia al nostro organismo, ma concorre allo stato di salute, influenza dipendenze o buone abitudini, energia o stanchezza.

Junkfood ed i confort food , un po’ per lo stile di vita frenetico a cui siamo sottoposti, un po’ per questione di comodità e del poco tempo, i sono diffusi omogeneamente in tutto il mondo occidentalizzato. Il sovrappeso è una degli effetti più evidenti, che più è vicina l’estate, più diventano evidenti. Arrivare preparati all’estate si può riportando ai giusti regimi l’alimentazione e sostituendo questi alimenti con ciò che è più adatto al benessere. Dimagrire non significa solo calare di peso, ma significa perdere massa grassa, riportando i valori allo stato ottimale

È possibile raggiungere il peso ideale senza fame.