Inventato software per verificare lo stato di coscienza nei pazienti in stato vegetativo

Si tratta di un'invenzione italiana, avvenuta precisamente a Torino, presso il Centro Puzzle.

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Quando pensiamo a una persona in stato vegetativo o in coma, ci domandiamo se quella persona sia cosciente o meno.

Ebbene, è stato inventato un software che ha proprio questa finalità.

Si tratta di un’invenzione italiana, avvenuta precisamente a Torino, presso il Centro Puzzle, nell’ambito del progetto “Interfaccia Neurale per valutare il livello di coscienza dei pazienti non responsivi e favorirne la comunicazione con l’esterno”, coordinato dal Centro e cofinanziato dalla Fondazione Cassa Risparmio di Torino.

In collaborazione con l’ospedale CTO e l’Unità Spinale Unipolare della Città di Salute di Torino, sotto la guida della dottoressa Marina Zettin, il gruppo di ricerca del Centro Puzzle ha cominciato a sviluppare un’interfaccia cervello – computer così da consentire ai medici di diagnosticare la presenza di coscienza nei pazienti che, seppur usciti dal coma, sembrano non rispondere agli stimoli.

Nel dettaglio, il software permetterà l’analisi di specifici parametri elettrofisiologici per distinguere i movimenti intenzionali da quelli riflessi.

Il progetto è giunto nella fase della creazione del paradigma sperimentale e del software. L’applicazione sperimentale, invece, è in corso di svolgimento presso il Centro Puzzle.

Il progetto è stato ideato dal dottor Vito De Feo, in collaborazione con il Neural Computation Laboratory dell’Istituto Italiano di Tecnologia a Rovereto, con il Dipartimento di Automatica e Informatica del Politecnico di Torino e e con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Torino.
Puzzle.

LE CIFRE

Duecentociquantamila persone ogni anno entrano in coma a seguito di incidenti, intossicazioni o malattie. Il coma, tuttavia, rappresenta solo una condizione transitoria.

Alcuni pazienti non riescono a superare la fase acuta e muoiono. Altri, invece, dopo alcuni giorni o qualche settimana, si risvegliano.

I più fortunati, circa un soggetto ogni tre, recuperano completamente lo stato di coscienza.

Gli altri pazienti, invece, passano dal coma ad una serie di condizioni cliniche identificate come Stato Vegetativo (SV), in cui la coscienza è totalmente assente, e Stato di minima coscienza (SMC), dove, invece, c’è uno stato emergente di coscienza, spesso molto difficile da diagnosticare.

Mentre i pazienti in coma non riescono a svegliarsi, i pazienti in SV e SMC recuperano la vigilanza, ovvero riaprono gli occhi e alcuni riflessi involontari.

Fino a qualche anno fa si riteneva che tutti i pazienti usciti dal coma, che non erano responsivi, fossero in SV, privi totalmente di consapevolezza di sé e dell’ambiente circostante.

Negli ultimi anni, tuttavia, si sono accumulate le evidenze di presenza di coscienza anche in pazienti non responsivi, rivelando una elevata incidenza di errore diagnostico.

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