Influenza: l’errore che fanno in molti con gli antibiotici

“Ho sintomi respiratori, ho l’influenza?”. È una delle domande più frequenti in questo periodo dell’anno.

La risposta è meno scontata di quanto si pensi. Avere tosse, raffreddore o mal di gola non significa automaticamente avere l’influenza. Durante la stagione invernale circolano infatti diversi virus respiratori che possono causare sintomi simili.

Proprio per fare chiarezza in una fase in cui il picco influenzale è praticamente arrivato, gli esperti dell’Istituto Superiore di Sanità hanno risposto a una serie di domande comuni sui virus respiratori, sulle modalità di trasmissione, sulla prevenzione e sull’uso corretto dei farmaci.

Capire cosa sta succedendo e come comportarsi è fondamentale per tutelare la propria salute e quella degli altri, soprattutto nei mesi invernali.

Sintomi respiratori: significa sempre influenza?

Con l’ingresso nel pieno della stagione invernale si osserva effettivamente “un aumento della circolazione di diversi agenti patogeni respiratori, che possono essere virus o batteri, causata soprattutto dalla tendenza maggiore a stare in luoghi chiusi che facilitano il contagio”.

Tra questi agenti patogeni rientra l’influenza ma non è l’unica responsabile dei sintomi respiratori. Gli esperti ricordano che, oltre ai virus influenzali, continuano a circolare:

I sintomi possono sovrapporsi. Febbre, tosse, mal di gola, congestione nasale e dolori muscolari possono essere presenti in molte infezioni diverse. Per questo motivo, solo una valutazione medica e, se necessario, un test specifico consentono di distinguere con certezza l’agente responsabile.

Come si trasmettono i virus respiratori

I virus respiratori, sottolinea ancora l’Istituto Superiore di Sanità, “sono presenti tutto l’anno, ma, in inverno, si diffondono più facilmente a causa di ambienti chiusi, temperature basse e maggiore vicinanza tra le persone”.

La trasmissione avviene prevalentemente attraverso l’aria. I virus si diffondono “molto facilmente attraverso le goccioline di saliva che si producono tossendo, starnutendo o semplicemente parlando (inalazione aerea), soprattutto negli ambienti affollati e chiusi, o per deposizione diretta delle goccioline di saliva sulle mucose (bocca, naso, occhi)”.

Esiste però anche un’altra modalità di contagio. La trasmissione può avvenire tramite contatto diretto con persone infette, ad esempio “attraverso le mani contaminate sugli occhi, sul naso o sulla bocca o per contatto indiretto attraverso utensili o oggetti”.

Questa doppia via di trasmissione spiega perché le infezioni respiratorie si diffondano rapidamente nei mesi freddi.

È possibile prevenire l’infezione da virus respiratori

La prevenzione resta l’arma più efficace. Gli esperti dell’Iss ribadiscono che la vaccinazione disponibile per alcuni degli agenti patogeni che circolano d’inverno resta “la principale strategia per prevenire il rischio di malattia, ridurre la probabilità di sintomi gravi e complicanze”.

Per l’influenza, in particolare, è raccomandata la vaccinazione o un richiamo una volta l’anno. Questo perché i virus influenzali mutano facilmente e la protezione deve essere aggiornata.

La vaccinazione è raccomandata soprattutto alle categorie fragili:

  • anziani
  • persone con patologie croniche
  • operatori sanitari
  • caregiver

Resta comunque consigliata anche per il resto della popolazione, in base alle indicazioni del medico di medicina generale o del pediatra. Come sottolineano gli esperti, “elevati livelli di copertura vaccinale risultano fondamentali per ridurre in modo significativo l’impatto dell’influenza in termini di malattia, complicanze e decessi”.

Le misure quotidiane per ridurre il rischio di contagio

Non esiste solo il vaccino. Gli esperti segnalano l’importanza di adottare misure di protezione personali che riducono la diffusione dei virus respiratori.

Tra le principali raccomandazioni rientrano:

  • “lavare regolarmente le mani e asciugarle correttamente”
  • “osservare una buona igiene respiratoria, starnutendo o tossendo in un fazzoletto o nell’incavo del gomito”
  • “restare a casa se si presentano sintomi attribuibili a malattie respiratorie febbrili specie in fase iniziale”
  • “evitare il contatto stretto con persone con sintomatologia attribuibile all’influenza”
  • “evitare di toccarsi occhi, naso o bocca”
  • “areare spesso i locali”

Queste misure, se applicate con costanza, contribuiscono a ridurre significativamente il rischio di trasmissione.

Donna con influenza.
Donna con influenza.

Antibiotici: servono per influenza o Covid-19?

Su questo punto la risposta degli esperti è netta. La risposta più immediata è “no”.

Gli antibiotici, infatti, “agiscono solo contro i batteri, non contro virus come quelli dell’influenza o del Covid-19”. Assumerli senza una chiara indicazione medica è “inutile” e può avere conseguenze negative.

Un uso improprio degli antibiotici può infatti “contribuire a favorire la resistenza batterica, rendendo più difficile curare eventuali infezioni future”.

Il consiglio è di usare questi farmaci “solo quando il medico li prescrive per infezioni batteriche confermate”.

Lo sapevi che…

  • I sintomi simili non indicano sempre la stessa infezione.
  • I virus respiratori circolano tutto l’anno ma si diffondono di più in inverno.
  • La ventilazione degli ambienti riduce il rischio di contagio.
  • Gli antibiotici non hanno alcun effetto sui virus.

FAQ sui virus respiratori

I sintomi influenzali sono sempre uguali?
No. Possono variare in base al virus e alla persona.

Posso contagiare anche senza febbre?
Sì. La trasmissione è possibile anche in assenza di febbre.

Il vaccino evita tutte le infezioni?
No, ma riduce il rischio di forme gravi e complicanze.

Gli antibiotici accelerano la guarigione?
No. Non agiscono contro i virus.

Areare casa è davvero utile?
Sì. Riduce la concentrazione di virus negli ambienti chiusi.

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