Non è solo febbre: ecco quando l’influenza diventa grave
Un’influenza può essere davvero pericolosa anche nei più giovani? Sì, e non è solo una questione di febbre.
Ogni inverno milioni di persone in Italia vengono colpite dall’influenza stagionale. Nella maggior parte dei casi si tratta di una malattia autolimitante, fastidiosa ma destinata a risolversi nel giro di alcuni giorni. Eppure, anche nel 2026, l’influenza continua a causare complicazioni gravi e in rari casi mortali, soprattutto quando il virus riesce a colpire i polmoni.
La conferma arriva dalle parole di Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova. Il medico ha richiamato l’attenzione su un segnale preciso che non deve mai essere sottovalutato, indipendentemente dalla variante del virus influenzale.
Il contesto è quello di una stagione influenzale intensa, segnata anche da episodi drammatici. Tra questi, la morte di una bambina di 12 anni a Padova, ricoverata per una grave influenza e deceduta a causa di una polmonite fulminante pochi giorni prima di Capodanno. Un caso che ha riacceso il dibattito sulla pericolosità reale dell’influenza, soprattutto nei soggetti giovani apparentemente sani.
L’influenza, come ricordano gli esperti, non è una semplice “febbre stagionale”. In determinate condizioni può trasformarsi rapidamente in una malattia complessa, con un’evoluzione clinica difficile da prevedere.
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Perché l’influenza non è una malattia banale
Secondo Bassetti, il problema principale si presenta quando il virus non incontra una risposta immunitaria adeguata, una situazione che può verificarsi con maggiore frequenza nei bambini e nei ragazzi che non hanno ancora sviluppato anticorpi sufficienti.
“L’influenza è una malattia tutt’altro che banale. Il virus se non trova sulla sua strada gli anticorpi in un bambino o ragazzino, può succedere frequentemente, arriva nei polmoni e causa una polmonite interstiziale grave simile allo scenario che avveniva con il Covid”.
La polmonite interstiziale è una forma di infezione polmonare che colpisce il tessuto di supporto dei polmoni e compromette lo scambio di ossigeno. Durante la pandemia da Covid-19, questa condizione è stata una delle principali cause di ricoveri in terapia intensiva e di insufficienza respiratoria acuta.
Il parallelismo tracciato dall’infettivologo non è casuale. Anche l’influenza, in assenza di una risposta immunitaria efficace, può evolvere in modo simile, con un rapido peggioramento delle condizioni respiratorie.
Il vero campanello d’allarme non è la febbre
Uno degli aspetti più rilevanti sottolineati da Bassetti riguarda i sintomi da monitorare con maggiore attenzione. Contrariamente a quanto si possa pensare, non è la febbre il segnale più preoccupante.
“Ci possono essere situazioni così anche in chi non è immunodepresso. Il campanello d’allarme non è tanto la febbre, come si può spesso pensare, ma la difficoltà a respirare per colpa di una tosse forte e dolori toracici importanti”.
La difficoltà respiratoria, soprattutto se associata a tosse intensa e dolore al torace, indica che il virus potrebbe aver raggiunto i polmoni. In questi casi, il quadro clinico può peggiorare rapidamente.
Nella maggior parte delle infezioni influenzali, soprattutto nei soggetti giovani e non anziani, non è necessario recarsi al pronto soccorso. Riposo, idratazione e terapia sintomatica sono spesso sufficienti. Tuttavia, la presenza di sintomi respiratori importanti cambia completamente lo scenario.
Quando andare subito al pronto soccorso
Bassetti è molto chiaro su questo punto. In presenza di tosse violenta e dolori toracici rilevanti, non bisogna attendere.
“Se c’è questo quadro si deve andare subito al pronto soccorso perché c’è la necessità della rianimazione, intubazione e in casi particolari dell’Ecmo. E’ una situazione molto complessa”.
L’Ecmo, acronimo di ossigenazione extracorporea a membrana, è una tecnica di supporto vitale utilizzata nei casi di insufficienza respiratoria grave. Viene impiegata solo in centri altamente specializzati ed è indicativa della severità del quadro clinico.
Il messaggio è diretto: non bisogna aspettare che la situazione peggiori. La tempestività dell’intervento può fare la differenza tra una guarigione completa e un’evoluzione drammatica.

I sintomi dell’influenza
L’influenza di questa stagione si presenta con sintomi in larga parte già noti, ma spesso più intensi e debilitanti rispetto a un semplice raffreddore. I pazienti riferiscono una combinazione di disturbi che coinvolgono tutto l’organismo.
Tra i sintomi più comuni:
- Dolore diffuso, in particolare a schiena e articolazioni
- Mal di testa persistente
- Mal d’orecchie
- Mal di pancia
- Febbre alta, spesso superiore ai 38,5 gradi
- Tosse, che può essere secca o catarrosa
- Mal di gola
- Naso che cola
A questi si aggiungono disturbi gastrointestinali che non devono essere sottovalutati.
“Nausea, vomito e diarrea. E’ una forma davvero importante che colpisce anche la pancia”.
Questi sintomi possono contribuire a una disidratazione rapida, soprattutto nei bambini, rendendo il decorso dell’influenza più complicato.
Perché i bambini possono essere più a rischio
Nei più piccoli il sistema immunitario è ancora in fase di sviluppo. Questo significa che, in assenza di anticorpi specifici, il virus influenzale può replicarsi più facilmente e raggiungere le basse vie respiratorie.
Inoltre, i bambini tendono a non riconoscere o a non comunicare tempestivamente i segnali di peggioramento, come la sensazione di fame d’aria o il dolore toracico. Per questo motivo, il ruolo dei genitori è fondamentale nell’osservare cambiamenti nel respiro, nella frequenza della tosse e nel comportamento generale.
Una stanchezza improvvisa, un respiro affannoso anche a riposo o un peggioramento rapido della tosse devono sempre spingere a una valutazione medica.
Lo sapevi che…?
- La polmonite interstiziale può svilupparsi anche senza segni iniziali evidenti ai polmoni
- L’influenza può causare complicanze gravi anche in persone giovani e sane
- I sintomi gastrointestinali sono più frequenti nelle influenze recenti rispetto al passato
- La vaccinazione riduce il rischio di forme gravi e di ricovero
- La difficoltà respiratoria è sempre un’emergenza medica
FAQ – Le domande più cercate sull’influenza
La febbre alta è sempre pericolosa?
No. La febbre è una risposta naturale dell’organismo. Il problema nasce quando compaiono difficoltà respiratorie.
La tosse è normale con l’influenza?
Sì, ma se diventa molto forte e accompagnata da dolore al torace va valutata subito.
I bambini sani possono avere complicanze gravi?
Sì. Anche in assenza di malattie pregresse possono svilupparsi polmoniti severe.
Quando basta restare a casa?
In assenza di sintomi respiratori importanti e con condizioni generali stabili.
L’influenza colpisce anche lo stomaco?
Sì. Nausea, vomito e diarrea sono sintomi possibili.
Un aiuto utile durante l’influenza
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