Perché l’influenza 2026 preoccupa i medici
Salute pubblica e stagione invernale: cosa sapere sulla nuova variante influenzale che sta circolando anche in Italia.
Febbre alta, dolori muscolari e tosse persistente: è solo una normale influenza?
Negli ultimi mesi molti casi stanno facendo emergere questa domanda.
L’influenza australiana 2026 è una malattia virale delle vie respiratorie con sintomi simili a quelli delle altre sindromi influenzali.
Febbre, dolori diffusi, tosse e raffreddore sono i segnali più comuni.
Nella maggior parte dei casi non comporta rischi particolari.
L’attenzione però deve aumentare quando colpisce bambini molto piccoli o persone che convivono con altre patologie.
Vediamo nel dettaglio cos’è l’influenza australiana, come riconoscerla e come affrontarla.
Un quadro completo aiuta a ridurre paure inutili e a intervenire correttamente.
Indice dell'articolo
- 1 Che cos’è l’influenza australiana 2026
- 2 Sintomi dell’influenza australiana
- 3 Perché si diffonde più facilmente
- 4 Quanto dura l’influenza australiana
- 5 Il rischio di complicanze
- 6 Le cure: come affrontare l’infezione
- 7 Vaccino antinfluenzale: conviene farlo
- 8 Lo sapevi che…
- 9 FAQ – Domande frequenti
- 10 Un prodotto utile
Che cos’è l’influenza australiana 2026
L’influenza australiana, detta anche variante australiana, è causata dal sottotipo H3N2 del virus dell’influenza A.
È definita “australiana” perché si è manifestata inizialmente nell’emisfero australe durante i mesi invernali.
Secondo il virologo Fabrizio Pregliasco, “si tratta dell’influenza che si è manifestata nell’emisfero australe nei mesi invernali, i cui primi casi sono stati isolati in Italia a novembre”.
Lo stesso esperto precisa: “I sintomi sono simili a quelli di altre sindromi da raffreddamento o di tipo influenzale”.
Questa variante è considerata leggermente più aggressiva rispetto ad altre forme stagionali, soprattutto per la capacità di diffondersi rapidamente.
Sintomi dell’influenza australiana
I sintomi dell’influenza australiana 2026 non si discostano molto da quelli di altre infezioni influenzali.
Possono però presentarsi con maggiore intensità soprattutto nei primi giorni.
I segnali più comuni includono:
- febbre anche elevata, oltre i 38,5 gradi
- mal di testa
- mal di gola
- tosse
- raffreddore
- dolori muscolari e articolari
- spossatezza marcata
Nei bambini molto piccoli, sotto i due anni di età, possono comparire anche disturbi gastrointestinali come diarrea e vomito.
L’influenza australiana 2026 viene considerata più insidiosa perché i suoi effetti possono sommarsi a quelli di altre varianti stagionali, come la cosiddetta variante K, che in alcuni casi può sfuggire alla copertura vaccinale.
Perché si diffonde più facilmente
Un elemento che favorisce la diffusione del virus è la sua elevata contagiosità.
Con questa variante una persona può essere contagiosa già 36-48 ore prima della comparsa dei sintomi.
Le recenti festività natalizie possono aver contribuito alla circolazione del virus.
Incontri ravvicinati con amici e parenti, ambienti chiusi e locali poco aerati rappresentano condizioni ideali per la trasmissione.
Per questo motivo, in presenza di sintomi sospetti, è consigliabile limitare i contatti sociali e utilizzare la mascherina.

Quanto dura l’influenza australiana
La durata dell’influenza australiana è simile a quella delle altre forme influenzali.
In genere tra l’inizio dei sintomi e la guarigione trascorrono 4-8 giorni.
Nei bambini il decorso può essere più lungo e arrivare anche a dieci giorni.
La stanchezza e la tosse possono persistere anche dopo la scomparsa della febbre.
Il recupero completo richiede tempo e riposo adeguato.
Il rischio di complicanze
Se non affrontata in modo corretto, l’influenza australiana può portare a complicanze.
Tra le più frequenti si segnalano:
- otiti
- bronchiti
Rispetto all’influenza classica, sembra presentare un rischio maggiore di complicanze neurologiche.
Tra queste rientra la sindrome di Guillain-Barré, una patologia caratterizzata da dolore muscolare, paralisi e perdita di sensibilità.
Possono inoltre verificarsi encefaliti e meningoencefaliti, infiammazioni delle membrane che avvolgono il cervello.
Nei bambini l’infezione può causare convulsioni febbrili, con spasmi intensi nei momenti di febbre elevata.
Il coinvolgimento neurologico è legato alla capacità del virus di superare la barriera mucosa delle vie nasali e raggiungere il sistema nervoso centrale.
Le cure: come affrontare l’infezione
Il trattamento dell’influenza australiana 2026 è simile a quello delle altre sindromi para-influenzali.
Non esiste una terapia specifica ma si interviene sui sintomi.
Le principali indicazioni includono:
- Controllo della febbre con paracetamolo, adatto anche ai bambini piccoli e alle donne in gravidanza.
- Farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans) come ibuprofene o ketoprofene per alleviare dolori e febbre. L’ibuprofene è disponibile anche in formulazione pediatrica e non va associato al paracetamolo senza indicazione medica.
- Igiene delle vie respiratorie tramite soluzioni a base di acqua marina, termale o fisiologica per favorire la rimozione del muco e prevenire complicanze come otite e bronchite.
- Gestione della tosse, che non va soppressa a tutti i costi. Liquidi caldi possono alleviare il fastidio alla gola e calmare le mucose.
- Riposo assoluto, fondamentale per consentire all’organismo di reagire all’infezione. Dormire quando se ne sente il bisogno aiuta le difese immunitarie.
Vaccino antinfluenzale: conviene farlo
Secondo il professor Pregliasco, “gli effetti dell’influenza australiana si stanno sommando a quelli degli altri virus che caratterizzano la stagione in corso e non sempre è semplice distinguere i sintomi dell’una o dell’altra infezione”.
L’esperto aggiunge: “Stanno ancora circolando altri virus, per esempio l’Hmpv o il virus respiratorio sinciziale, e contrarre più infezioni virali in un breve lasso di tempo può aumentare il rischio di complicanze e di ricoveri ospedalieri, soprattutto nei piccolissimi e nelle persone con malattie già presenti”.
Per questo motivo è consigliabile valutare la vaccinazione antinfluenzale, che contiene anche gli antigeni dell’influenza australiana.
Il vaccino stimola le difese dell’organismo ed è considerato sicuro.
Può causare solo effetti lievi come un modesto rialzo febbrile o un po’ di irritabilità.
Per alcune categorie è gratuito, come nel caso dei bambini tra i 6 mesi e i 6 anni.
Il consiglio resta quello di parlarne sempre con il pediatra o con il medico di riferimento.
Lo sapevi che…
I virus influenzali cambiano continuamente struttura.
È per questo che il vaccino antinfluenzale viene aggiornato ogni anno sulla base delle varianti in circolazione.
FAQ – Domande frequenti
L’influenza australiana è diversa dall’influenza stagionale?
È una variante dell’influenza A con sintomi simili ma maggiore diffusività.
Colpisce soprattutto i bambini?
I bambini piccoli sono più vulnerabili alle complicanze.
Quanto tempo si resta contagiosi?
Si può essere contagiosi già 36-48 ore prima dei sintomi.
Serve l’antibiotico?
No, l’infezione è virale e l’antibiotico non è efficace.
Il vaccino protegge?
Sì, contiene anche antigeni della variante australiana.
Un prodotto utile
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