Il dentifricio bianco causa il diabete (e non solo): lo dice una ricerca

Il biossido di titano è una sostanza chimica comune, nota per dare il colorito bianco a prodotti quali cibo, medicine, dentifrici e carta bianca. Tuttavia uno studio sostiene che potrebbe causare il diabete di tipo 2.

Il biossido di titano è una sostanza chimica comune, nota per dare il colorito bianco a prodotti quali cibo, medicine, dentifrici e carta bianca. Tuttavia uno studio sostiene che potrebbe causare il diabete di tipo 2.

Il biossido di titanio è ampiamente utilizzato nei prodotti alimentari e cosmetici per le sue proprietà sbiancanti ma gli scienziati lo hanno individuato in forma di cristalli nel pancreas dei soggetti diabetici. [amazon_link asins=’B00FC4EW80,B00G6R8A4E,8848117686,B01N4RK9PS,B00D3HW1P4′ template=’ProductCarousel’ store=’gianbolab-21′ marketplace=’IT’ link_id=’897dc93a-7577-11e8-9e18-a5dd5985bc7d’].

Inoltre uno studio dell’Università del Texas (negli USA) ha scoperto che le persone non affette da diabete non hanno questa sostanza chimica nel corpo. Il che confermerebbe l’associazione diabete-consumo di biossido di titanio.

Il biossido di titanio ha cominciato a essere ampiamente utilizzato nella metà del 1900, per sostituire i coloranti a base di piombo (tossici) negli articoli per la casa (quali vernice e plastica).

Gli scienziati sostengono che dagli anni ’60 sono stati prodotti circa quattro milioni di tonnellate di prodotti contenenti biossido di titanio ogni anno e, dagli anni ’70, i casi di diabete di tipo 2 sono quadruplicati.

Le particelle di biossido di titanio possono danneggiare il pancreas provocando una risposta immunitaria dai globuli bianchi che, a sua volta, causa infiammazione e uccide le cellule sane dell’organo.

Il diabete di tipo 2 è causato dall’insulina, un ormone prodotto dalle cellule del pancreas (cellule beta), questa consente alle cellule dell’organismo di utilizzare il glucosio presente nel sangue per ottenere energia. Se le cellule beta vendono danneggiate, la produzione di insulina si riduce e il corpo non potrà regolare correttamente i livelli di zucchero nel sangue (diabete). Tale condizione comporta anche l’aumento del rischio di: infarti, ictus, cecità e insufficienza renale.

Per tale ragione si ritiene che l’accumulo di biossido di titanio, esclusivamente nei pancreas dei pazienti con il diabete di tipo 2 suggerisca un legame tra i due.

Per provare tale collegamento il dott. Adam Heller (esperto di diabete) ha condotto uno studio su più persone.

Il dott. Heller ritiene che le particelle di biossido di titanio potrebbero causare il diabete con le stesse modalità con cui le particelle di amianto causano le malattie polmonari.

Il dott. Heller ha affermato: “I nostri risultati iniziali sollevano la possibilità che il diabete di tipo 2 possa essere una malattia infiammatoria cronica associata al cristallo del pancreas, simile alle malattie infiammatorie croniche dei polmoni come la silicosi e l’asbestosi“.

Lo studio – ha aggiunto il ricercatore – solleva la possibilità che il crescente uso del pigmento del biossido di titanio rappresenti una parte dell’aumento globale dell’incidenza del diabete di tipo 2“.

La ricerca è attualmente ancora in corso.

I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Chemical Research in Toxicology.