I genitori non vogliono più la chemioterapia per il figlio ma il giudice li obbliga

I genitori di Noah, 3 anni, avrebbero voluto sospendere la chemioterapia per provare trattamenti alternativi.

Un giudice della Florida (Stati Uniti d’America) ha sentenziato mercoledì scorso, 8 maggio, che un bambino di 3 anni con la diagnosi di leucemia deve continuare il trattamento di chemioterapia, nonostante la volontà contraria dei genitori.

Noah McAdams, a cui è stata diagnosticata una leucemia linfoblastica acuta ad aprile, come riportato dalla CNN, dovrà pertanto completare almeno la prima fase del trattamento chemioterapico prescritto dai medici.

I suoi genitori, Taylor Bland e Joshua McAdams, avevano chiesto alla corte di rinunciare alla chemioterapia in favore di trattamenti alternativi, tra cui la cannabis, le vitamine e una dieta ad hoc e il giudice ha sentenziato che i genitori sono liberi di perseguire altri metodi ma mentre Noah continua la chemioterapia.

Noah ha altre due sessioni di chemioterapia da affrontare (che, in totale, durerebbero più di tre anni): il giudice deciderà successivamente se il bambino dovrà continuare con le prossime due fasi del trattamento dopo che le analisi del midollo osseo saranno completate.

La sentenza ha anche concesso la visita incustodita del figlio da parte dei genitori, dopo che era stata vietata il 30 aprile scorso perché la coppia non aveva portato Noah all’ospedale per un trattamento programmato otto giorni prima.

La sentenza, infine, ha concesso la possibilità ai genitori di trasferire il bambino dal John Jopkins All Children’s Hospital di Tampa – perché insoddisfatti – in un’altra struttura.