I cibi fritti fanno davvero male alla salute? 8 accorgimenti

I cibi fritti vengono preparati in modo veloce ed economico eppure c'è molta confusione sull'impatto che questi alimenti hanno sulla salute.

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  • I cibi fritti sono ricchi di grassi e ipercalorici perché assorbono molto olio.
  • A fare la differenza è la quantità di frittura consumata oppure il modo di cottura? Di certo, alcuni rischi per la salute non mancano soprattutto per quanto riguarda le malattie croniche come il diabete di tipo 2.
  • Tuttavia, utilizzando alcuni tipi di olii e seguendo gli 8 accorgimenti consigliati, i rischi per la salute diminuiscono.

I cibi fritti vengono preparati in modo veloce ed economico eppure c’è molta confusione sull’impatto che questi alimenti hanno sulla salute. Facciamo chiarezza.

La frittura fa davvero male?

Tutti matti per le patatine fritte dei fast food o per la frittura di pesce, di pollo, di verdure e non solo. Ad oggi si può friggere quasi tutto, è un metodo molto veloce, economico ed apprezzato dal palato.

Tuttavia, questi cibi sono ricchi di grassi. Allora è giusto chiedersi se questi cibi così saporiti fanno male alla salute e noi oggi siamo qua per darvi una risposta.

Questi alimenti, quando vengono fritti, assorbono molto olio diventando così tanto calorici: il processo digestivo ne risente, viene appesantito.

Diversi studi scientifici hanno evidenziato la correlazione tra l’assunzione dei cibi fritti e l’insorgenza di malattie croniche, soprattutto il diabete di tipo 2 tipico dell’età adulta ma non solo, anche il rischio dell’insorgenza di malattie cardiovascolari e dell’obesità.

Ad una maggiore assunzione di questi cibi corrisponde una maggiore probabilità d’incorrere in questi rischi.

Quindi è questione di quantità? Non solo, a fare la differenza è il tipo di olio utilizzato considerando che spesso il prediletto è l’olio di semi ma ricco di grassi insaturi.

L’olio da preferire sarebbe quello di arachidi o l’extra-vergine di oliva.

Quest’ultimo risulta il miglior olio per friggere perché si mantiene stabile nonostante le alte temperature e presenta proprietà antiossidanti.

Inoltre, si possono utilizzare anche l’olio di cocco (contiene il 90% di grassi saturi) e l’olio di avocado (la composizione è simile a quella dell’olio di oliva).

Quindi cucinare i cibi fritti in maniera più sana si può così da diminuire i rischi per la salute.

Vuoi limitare gli effetti dannosi della frittura? Segui alcuni accorgimenti:

1. Consumali massimo 2 volte alla settimana.
2. Non riutilizzare l’olio fritto, ne aggiungerne del nuovo a quello ‘vecchio’.
3. Stai attento alla cottura del cibo, deve diventare dorato e non bruciato.
4. Non aggiungere sale o spezie ai cibi da friggere, accelerano la disgregazione dei grassi. Il sale puoi aggiungerlo a fine cottura.
5. Se stai pensando ad un pastellato o al panato, assicurati di pressarli per bene in modo da non far disperdere la panatura nell’olio, lo deteriorerebbe.
6. Non utilizzare una padella qualsiasi, scegli quella antiaderente con superficie liscia.
7. Occhio alla temperatura, non deve superare i 140°.
8. Asciuga gli alimenti appena fritti in della carta paglia (un tempo era la carta alimentare per eccellenza).