I campanelli d’allarme (o sintomi premonitori) della crisi epilettica

La crisi epilettica è riconoscibile per i suoi consistenti movimenti muscolari: quali sono i segni premonitori che sta per succedere?

  • L’epilessia è una condizione neurologica che si presenta con movimenti muscolari bruschi e spesso una perdita di coscienza momentanea: l’attività delle cellule nervose s’interrompe.
  • Si possono riconoscere diversi tipi di crisi epilettiche.
  • Tuttavia, ci sono dei sintomi premonitori che fanno da campanelli d’allarme che un’altra crisi sta per presentarsi.

L’evento epilettico è riconoscibile per i suoi consistenti movimenti muscolari, ma quali sono i segni premonitori, quei campanelli d’allarme che un’altra crisi sta per avvenire?

Crisi epilettica: come si presenta e tipi

Una condizione neurologica che si manifesta con episodi ricorrenti è l’epilessia. I movimenti muscolari appaiono bruschi, ripetuti in maniera stereotipata e spesso si assiste ad una perdita di coscienza momentanea.

Gli episodi a cui si è sottoposti sono generalmente di breve durata ma possono durare anche a lungo: è l’attività delle cellule nervose del cervello che s’interrompe.

Ci sono differenti tipi di crisi epilettiche che si possono riconoscere [fonte: humanitas.it]:

  • crisi di assenza, in passato chiamate anche “piccolo male”, sono caratterizzate da rapida e fugace perdita di coscienza (dai 4 ai 20 secondi) e rappresenta una delle più tipiche forme di epilessia nel bambino e nel giovane;
  • convulsioni toniche: le crisi toniche causano un irrigidimento dei muscoli. Queste crisi di solito colpiscono i muscoli di schiena, braccia e gambe e possono provocare una caduta a terra;
  • convulsioni atone: causano una perdita del controllo muscolare che può causare cadute improvvise;
  • contrazioni cloniche: sono associate a movimenti muscolari ripetuti o ritmici. Solitamente colpiscono il collo, il viso e le braccia;
  • crisi miocloniche: improvvisi e brevi sussulti di braccia e gambe;
  • crisi tonico-cloniche: in passato conosciute come “grande male”, rappresentano il tipo più grave di crisi epilettica. Queste crisi durano circa 5-10 minuti e sono caratterizzate da una fase di contrazione intensa che riguarda tutto il corpo, una fase caratterizzata da convulsioni e una fase di risoluzione caratterizzata da respirazione rumorosa e spesso perdita di urine. Il paziente non conserva alcun ricordo della crisi.
  • Le convulsioni focali (o parziali) sono invece caratterizzate da brusche scariche delle cellule nervose di una sola regione della corteccia cerebrale. A loro volta si dividono in semplici (senza perdita di coscienza) e complesse (con perdita di coscienza). Le convulsioni focali semplici comprendono manifestazioni motorie (convulsioni limitate a una specifica area del corpo, ad esempio il braccio); sensitive (formicolio); sensoriali (allucinazioni, alterazioni di gusto, olfatto, tatto, udito).
    Le convulsioni focali complesse comportano invece una modifica o perdita di coscienza; durante una crisi parziale complessa si può fissare il vuoto e non rispondere normalmente agli stimoli o eseguire movimenti ripetitivi, come sfregarsi le mani, masticare, deglutire, camminare in cerchio.

I campanelli d’allarme di una crisi epilettica

La crisi può essere preceduta da sintomi premonitori quali:

  • irritabilità;
  • ansia;
  • cefalea (aura) accompagnata da perdita di controllo della vescica o dell’intestino.